Agosto 2015: nuovo album GOSPEL prodotto da Umberto Palazzo con label Hazy Music, distri​buzione Audiog​lobe/T​he Orchard e promozione A Buzz Supreme.

Davide Ravera è un autore, compositore, cantante e chitarrista modenese. Attivo da una quindicina d’anni, la sua carriera si sviluppa ed evolve attraverso diversi cicli creativi: "Gospel", il suo nuovo lavoro, rappresenta il capitolo più maturo di questo percorso originatosi tra le ceneri del beat e la deflagrazione del punk.

Iniziato alla chitarra da Romano Rossi, che fu importante autore per i Nomadi, Davide (classe 1966) si dedica allo strumento fin da giovane. Ha un'adolescenza burrascosa e verso l'inizio degli anni '90 fa lunghi viaggi in Africa, India, Nepal e Sri Lanka. In seguito si dà alla musica di strada, viaggiando per un'Europa che risuona ancora della fragorosa caduta del Muro. Rivisitando in autonomia un repertorio folk, blues e rock’n’roll, Davide crea alchimie non comuni grazie alla particolarità della voce e a quella libertà dagli schemi che ha imparato dal punk della prima ora. Nel 1998 diventa anche compositore ed autore, prima in inglese poi sempre di più in italiano. Nel 1999 dà vita al duo “Frontline Serenaders” con la fisarmonicista e percussionista Anna Palumbo; proponendo sia brani di Davide, sia un eterogeneo repertorio folk e di evergreen rivisitati, i due girano l'Emilia facendo molto busking e qualche piccola data. Si spingono fino in Olanda e UK per un breve tour europeo nella calda estate nel 2001. Poi, meno di due mesi dopo Ground Zero, Davide abbandona il progetto del duo e per anni interrompe ogni attività musicale, anche alla ricerca di una vita più stabile.

Nel 2006 ricomincia a scrivere e nel 2008 stampa il primo album ufficiale, “Dr. Dave & Mr. Haze - The 2001 Recordings”, con la registrazione di 4 brani in diretta alla radio di stato olandese (VARA 1), uno dal vivo a Oxford e due manciate di tracce registrate su minidisc e mixate in un sottotetto nel centro di Modena. Il lavoro, autoprodotto a marchio Hazy Music ed interamente in inglese, diventa un piccolo oggetto di culto dell’alt-folk locale. In seguito alla pubblicazione del cd, Davide riprende l'attività live. Sempre nel 2008 prende forma il secondo progetto, “Bolero”: un album con 13 brani in italiano, scritti quasi tutti poco dopo il 2000 e registrati ex-novo con collaboratori dall'estro e dal curriculum a tratti impressionanti (tra cui Matteo Toni, Alessandra Ferrari, Antonio Righetti, Danny Montgomery). Anche “Bolero” è un’autoproduzione; seppur privo di promozione e distribuzione ufficiali, riscuote un piccolo ma decisivo successo di pubblico e di critica. È però soprattutto dal vivo che Davide, affiancato dalla sola percussionista Patrizia Ferrarini o in quintetto, esprime al meglio il proprio messaggio poetico e sonoro; a volte doloroso, quasi sempre drammatico e introspettivo ma spesso ironico e mai autoindulgente, comunque intenzionato a lasciare un segno anche a costo di ferire o di farsi male. Il tour di Bolero conta un gran numero di date, regioni, città e mari attraversati; insieme alla coda del "NO Tour", repentinamente spezzata dai disagi seguiti ai terremoti del 2012, finisce per costituire un grande arricchimento professionale, rafforzando la consapevolezza che lontano dal palco non si può stare.

“Bolero” chiude un primo, lungo ciclo nella vita artistica del cantante modenese. In seguito e parallelamente, si apre per Davide un nuovo percorso che lo vede impegnato in tante collaborazioni, collettivi di artisti indipendenti, iniziative interdisciplinari o al confine con la letteratura. Tra queste sono da ricordare: il movimento iconoclasta e post-dadaista della “Emilia Ruvida”, le molte esibizioni al “Dedalo Festival” di Caltabellotta (AG) con la direzione artistica di “Dedalo nel Frignano” nel 2011, il collettivo "MOB Factory" con altri tre brand di rock d'autore a cavallo tra Modena e Bologna. In questa sua seconda pelle, Davide investe le proprie energie creative ed economiche nella realtà locale; con la sua etichetta Hazy Music partecipa alla co-produzione di importanti progetti quali il ritorno della Paolino Paperino Band e il debutto dei pavullesi Monolith (vincitori nel 2014 del Premio Daolio).

All'inizio del 2013 nuove vicende personali generano un ulteriore, breve ma veemente flusso creativo, che gli argini della vita "dietro le quinte" non possono contenere. L’uomo e la donna tornano al centro del discorso artistico, nello scenario di un'Emilia profondamente ferita da terremoti e crisi che dalla sfera pubblica si trasferiscono rapidamente a quella esistenziale e privata. Volume iniziale di una trilogia composta nel lasso di un paio d'anni, caratterizzato da una scrittura essenziale e da sonorità sempre più elettriche, l'album “Gospel” (in uscita nell'estate 2015) è un’allegorica Via Crucis che si snoda tra le strade meno rassicuranti del centro di Modena, in una commedia umana che porta in scena il "ruvido ritaglio di un'Emilia che non riesce a non cadere a terra" e il suo rialzarsi "con la stessa disperazione e lo stesso amore con cui è caduta” in un'identificazione disincantata - ma non per questo meno appassionata - tra attore e scenario, spettatore e narrante, narratore e oggetto del racconto.