Ruvidità elettriche, asperità analogiche, atmosfere da cinema western di seconda mano.

E' questo l'universo sonoro di EL SANTO, progetto musicale che, dal 2011, unisce Giorgio Scorza, Daniele Mantegazza e Lorenzo Borroni, tre ex componenti de La Stasi ("L'estate è vicina", 2007, Baracca & Burattini/Audioglobe), a Pasquale Defina, saggiamente definito da MTV "personaggio iperattivo del panorama rock d'autore italiano", grazie ai suoi progetti come Volwo e Atleticodefina, ma anche alle eccelse collaborazioni con Afterhours, Manuel Agnelli e Emidio Clementi, Sainkho Namtchylak, Steve Piccolo,Cristina Donà. Questi partecipa al progetto in qualità di produttore artistico, prima, e di membro aggiunto della band, poi.
Il passaggio dalla sala prove alla registrazione dell'album IL TOPO CHE STAVA NEL MIO MURO avviene naturalmente: il disco è realizzato -live- presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani, in soli due giorni. In quest'occasione, la band si avvale della partecipazione di Pancho Ragonese al pianoforte, Fender Rhodes e Wurlitzer, di Roberto Romano (Rossomaltese, Volwo, Baustelle) al sax e clarino, di Stefano Mazzucchelli al basso e della voce di Federica Vino. Al banco, Antonio “Cooper” Cupertino (audio engineer per Teatro degli Orrori, Verdena, Vinicio Capossela e Moltheni), che collabora alla stesura delle parti elettroniche dei rec. Il mix viene affidato a Gianluca Mancini e il mastering a Giovanni Versari.
El Santo, come il misterioso lottatore di lucha libre degli anni '60, celandosi dietro la sua “maschera” rivendica una propria identità. E proprio in questa direzione si orienta anche la preparazione del live, attraverso la forza espressiva delle videoproiezioni curate da Giorgio Scorza, cantante ed autore testi della band, nonché regista e produttore di cortometraggi e videoclip in animazione.