El Topo è il cantante e chitarrista della storica band dell'underground milanese Pila Weston degli anni '90, che inaugurò la stagione di rivoluzione culturale legata ai circuiti dei centri sociali con il primo disco interamente autoprodotto all'interno del C.S.O.A. Leoncavallo dal titolo "Non è uguale a come so" datato 1989, a cui seguirono nel 1990/91 "Interno rosso" (entrambi prodotti dalla Grezzo Dischi) e il disco omonimo "Pila Weston" pubblicato nel 1992 dalla Sony Music. Seguono a questo le partecipazioni alla compilation "Ridi Pagliaccio" (pubblicata nel 1993) che comprendeva brani di tutti i gruppi musicali che operavano in quegli anni all'interno del Leonka e partecipato come colonna sonora allo storico documentario edito dal Collettivo Luce Compressa riguardante lo sgombero del Centro Sociale dalla sede di via Leoncavallo
EL TOPO ha proseguito negli anni la sua attività di musicista e autore indipendente con numerose band (Sonnambula Spleen - Paolino e gli Anziani) e come filmaker e autore di videoclip.
Ritorna ora con questo disco CANZONI ABUSIVE alla sua principale attività di autore e musicista, curando lui stesso produzione artistica e registrazione dello stesso.
EL TOPO -  CANZONI ABUSIVE - GREZZO DISCHI
CANZONI ABUSIVE è un disco composto tra il 2013 ed il 2014, e comprende 10 canzoni che mescolano  l'impatto e l'attitudine rock con la psichedelia degli arrangiamenti e la canzone d'autore.
Apre il disco "A Giulia", lunga suite con sonorità vicine ai Pink Floyd di "Atom heart mother" , un'amara riflessione sui danni provocati dal falso progresso economico che,  come sottolinea l'ipnotico cantato,  riserva a Guilia ed ai suoi giovani coetanei come massima ambizione una laurea in conduzione del risciò' ; "E' stato facile" tesa e tirata rocksong  seconda canzone ed unica apnea di ottimismo nei testi del disco, lo stato d'animo di un momento felice,  è la naturale continuazione del lato wild dei Pila come lo è la seguente "Il gioco" psichedelica ballata elettrica con un violino alla Sparklehorse per il lato più morbido e malinconico degli stessi; "Lampedusa blues“  quarta canzone del disco  dove il testo assume maggiore importanza,  affronta  la questione dei migranti da un punto di vista più' spiccio e meno retorico, la storia scritta con la esse minuscola, quella cioè' di chi la vive sulla propria pelle, la parte musicale ondeggia tra De Andre' e Stan Ridgway; si ritorna al rock anni '70 dei primi Stranglers con il quinto pezzo dell'album "Quando è troppo" potente ballata rock con tastiere doorsiane.
La canzone di denuncia,  il jazz ed il noise sono il cocktail del brano più' atipico del disco "Giorni di intensi favori" dove su un testo di graffiante ironia sociale la voce la fa da padrone e la musica è una calibrata miscela di stili; "Amara" settimo brano, suoni alla Pixies e testo plumbeo sulla vita in un piccolo paese banco di prova per gli inganni che seguiranno su scala industriale; un omaggio al Lou Reed di "Berlin" è l'ottavo pezzo "Lena", storia di una badante sorpresa a rubare ed uccisa per errore e del consiglio dato a chi dovesse incorrere in simile inconveniente; ed è in "Come le Mosche", ballata in stile quasi cabarettistico, dove El Topo fa incontrare gli Wire di "154", un cantato profondo alla Joy Division ed un testo fortemente kafkiano che risaltano più' evidenti le venature psichedeliche di tutto il lavoro; chiude il disco "Rabbia" stralunata ballata che riporta ai Cure di "Boys don't cry" sui danni che possono causare ignoranza e prepotenza.
Un disco sincero dove ogni canzone vive di vita propria, suonato, registrato, mixato e prodotto da El Topo stesso
si candida ad essere tra i migliori dischi italiani del 2014.