Dietro la sigla emme4 si cela una band. Una rock band. Come tante. Come nessun altra. Storie diverse, esperienze agli antipodi, intersecatesi grazie ad un'emozione comune: il rock. Il rock quello vero, quello dei poster che abbiamo in camera, quello che abbiamo nella testa e nel cuore. L'onestà degli intenti, il sudore in sala prove, il fumo acre del sere in campagna sono il motore di un progetto, un sogno, una canzone. Dal 1995 l'improvvisazione pura, lontana dalle mediazioni informatiche, si è evoluta ed ha preso corpo. Il sound è rimasto acre, oscuro, spontaneo, psichedelico, metallaro e robusto. Definire la musica è atto osceno in sé… Lo sfondo: la campagna padana, le sue nebbie naturali, i viaggi artificiali, i suoi silenzi ed il bisogno di (soprav)vivere. I protagonisti: Marcello, un batterista esuberante e fantasioso; Matteo, un bassista schivo e geniale; Cristian, un chitarrista perplesso e vitale; Mirko, un cantante emozionato ed emozionante, Marco, un ritorno insperato. Tanti amici. Tante amiche. Pochi soldi. La musica: alcuni la chiamano stoner rock, but it's only rock'n'roll! Che sia pesante o leggera, distorta o acustica si vuol far sentire e lo fa! Cds autoprodotti ("Something strange" 1999, "Brown Songs" EP 2000, "emme4" 2005, "Self-made sun" 2008) e concerti generosi (piccoli e grandi in tutt'Italia), e tanta, onesta emozione live. Quasi come una volta. Quasi come domani. Le parole: quelle di tutti i giorni, quelle che diciamo sempre e quelle che vorremmo dire sempre. Un urlo nel deserto rosso, un sussurro nel caos giornaliero "I give u one piece of advice: there's no advice"…

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