Eva e la mela. La band toscana presenta il suo primo album “La soluzione”

Da Tenco ai reality
Benvenuti nel giardino di Eva e la mela
(di Beatrice Botticelli)

La band toscana presenta il suo primo album “La soluzione”
Un viaggio di nove brani tra rock pungente, testi brillanti e introspezione

Un morso alla banalità. È quello dato da Eva e la mela, progetto musicale nato a fine 2011 nella campagna toscana ai margini di Prato. Marchio di fabbrica della band, nata dall'incontro di Gianluca Di Stefano (voce, chitarra e autore di testi e musiche) e Matteo “Hesher” Totaro (batteria e percussioni), è infatti un mix per niente scontato di rock pungente, velato di sarcasmo, e canzoni dai toni più morbidi e intimistici.

Ad agosto 2012, nelle sale di Barchessa Bolivar recording studio di Rubiera (ex Esagono), inizia la registrazione del primo disco, sotto l'attenta supervisione del grande "father of rock", Claudio Morselli (Ligabue, Timoria, Modena city ramblers) e di Marco Montanari. È da un intenso lavoro di squadra che nasce "La soluzione" album che contiene nove brani inediti, intensi e graffianti.
Un lavoro introspettivo e riflessivo dall'aria a tratti sognante che strizza l'occhio al più grande cantautorato "rock" italiano. Si passa dall'inquietudine all'ironia pungente, dall'omaggio all'indimenticabile Luigi Tenco ("Gennaio noir"), fino a una delicata ninna nanna per la propria anima ("Come l'aria").
Nella tracklist trovano spazio brani delicati e introspettivi come "Il tempo migliore", omaggio al tempo dell'innocenza e "Tutto è più reale" che richiama il sentore del senso di meravigliosa solitudine che si prova al risveglio.
Accanto a questi ecco pezzi più critici e profondamente sarcastici: è il caso de "La mosca", metafora degli ultimi 20 anni del nostro Paese, ma anche di "Realitaly" dove il concorrente di un reality, dopo un breve periodo di celebrità ricade nell'anonimato, e di "La soluzione". Il pezzo che dà il titolo all'intero lavoro è una metafora dell'assurdità della guerra, decisa come spesso accade con troppa leggerezza, come fosse una partita a battaglia navale.
Ma non mancano testi più “impegnati, a partire da "La canzone del '76" che parla dei tragici attentati e delle bombe degli anni di piombo e "Tutti senza terra", per riflettere su come sarebbe bello un mondo dove Dio non avesse bisogno di sacrificarsi per la gente.

Tracklist:

1. "Realitaly"
Il protagonista di un reality, dopo un breve periodo di celebrità dovuta alla sovraesposizione mediatica ricade nell'anonimato. Così fa di tutto per farsi notare e tornare nel dorato mondo del jet set. Ma è tutto inutile: nessuno lo considera più. Costretto a trovarsi un lavoro come pizzaiolo, scoprirà un inaspettato talento che lo porterà a diventare una vera celebrità culinaria.

2. "La canzone del '76"
Si parla dei tragici fatti degli anni "di piombo", delle bombe esplose in Italia e dell'improvviso disincanto di un Paese costretto a riemergere bruscamente dal mondo quasi fatato del miracolo economico degli anni sessanta.

3. "Il tempo migliore"
È un omaggio all'infanzia, all'innocenza e allo stupore di che scopre le cose per la prima volta. Un viaggio ad occhi chiusi negli odori e nelle sensazioni, un furtivo sguardo indietro per riscoprire il gusto nella semplicità.

4. "Gennaio noir"
È un omaggio a Luigi Tenco, alla sua vita, alla sua arte. Un ricordo della sua morte, descritta come un delicato ma straordinario filo d'erba che si spezza sotto la tempesta cieca della realtà. Una morte tutt'oggi avvolta nel mistero che ha tinto di noir l'Italia del secolo scorso.

5. "La mosca"
Il brano è la storia di una mosca (metafora degli ultimi 20 anni del nostro Paese) che si intrufola tra i segreti più inconfessabili delle persone, carpendo informazioni utili per ricattarle e salvare se stessa. Dimostrando così che la memoria, alla lunga, è più importante delle mani.

6. "Come l'aria"
Una canzone dedicata alla notte, quasi una ninna nanna alla propria anima, all'introspezione, allo scavare dentro di sé. La colonna sonora perfetta per il passaggio dalla dimensione reale a quella del sogno.

7. "Tutti senza terra"
Parla della contraddizione e della superficialità di chi “predica bene e razzola male”, professa il bene e poi spara sul vicino di casa, approfittando di un Dio che qualsiasi cosa succeda pagherà per lui. E di come sarebbe bello un mondo dove Dio non dovesse avere bisogno di sacrificarsi per la gente.

8. "La soluzione"
Una metafora per affermare l'assurdità della guerra, decisa come spesso accade con troppa leggerezza. Una superficialità così grande da poter essere incarnata nella partita a battaglia navale che "giocano" i protagonisti della canzone.

9. "Tutto è più reale"
Parla della sensazione che si prova al mattino, di quel senso di meravigliosa solitudine che sa regalare solo l'aria fredda delle prime ore del giorno, quando, dal mondo del sogno dove eri fino a pochi attimi prima, ti riporta dolcemente alla realtà.

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Eva e la mela sono:
Gianluca Di Stefano (chitarra, basso, voce e programmazioni)
Matteo Hesher (batteria e percussioni)
Gino Spadacci (basso e cori)

Hanno collaborato:
Marco Montanari (chitarra e basso)
Daniele Beretta (chitarra e basso)
Nicola Beneventi (basso)

Prodotto da Barchessa Bolivar edizioni musicali
Arrangiato da Eva e la mela con Claudio Morselli e Marco Montanari

Registrato e mixato da Claudio Morselli e Marco Montanari alla Barchessa Bolivar studio tra agosto 2012 e febbraio 2013