Leggéra (anche liggéra o leggiéra o lingéra, e altre varianti) s. f. [dall'agg. Leggero].
Voce gergale per indicare sia la miseria (in quanto le tasche dei poveri non sono certamente appesantite dal denaro), sia la categoria dei girovaghi, sia una compagnia di giovinastri, sia uno di essi, un vagabondo, un teppista: io non voglio far la vita del gaglioffo, diventare una “leggiera”.

E' introdotto da questa definizione il primo disco solista di Fabio Biale (violinista, polistrumentista vincitore del Premio Tenco 2012 con gli Zibba & Almalibre, co-autore del brano “Anche di lunedì” premio Bindi 2011, attuale membro dei Liguriani, Birkin Tree, Luf).

L'album, nato dalla necessità del musicista di mettersi a nudo e alla prova, si compone di dieci brani molto orecchiabili, ben suonati e curati in ogni dettaglio (si veda l'attenzione negli arrangiamenti).
Storie e musica tra il folk, lo swing zingaro e il rock. Violino e altro legno che vibra su canzoni con la pretesa di raccontare storie senza pretese. "La sostenibile essenza della leggera" è un percorso musicale più che decennale in formato canzone. Tappe attraverso generi e stili che vestono di stoffe diverse emozioni ed episodi quotidiani. Di musicista e no.
I testi, non meno importanti della parte strumentale, parlano di vita quotidiana, di eventi ed emozioni personali, di amore, ragazze e sentimenti.
Trovano spazio anche la messa in musica di una poesia di Emily Bronte (Emily) e una cover (in lingua italiana) di Psycho Killer dei Talking Heads.
Chi è Fabio Biale? “Parafrasando Cyrano: filosofo, naturalista, maestro d'arme e rime, musicista, viaggiatore 'ascensionista', istrione ma non ebbe claque, amante anche senza conquista. Poi aggiungo, bottegaio che in bottega crea, e musicista che in tournée dorme ovunque. Non cantautore ma cantastorie. Logorroico con timidezza. Malato di musica. Sicuramente calvo".