"Fjelds, è il nome degli altipiani rocciosi nella penisola scandinava.Si parla di neve che si scioglie al sole, di orsi polari, mari in tempesta, di aghi di pino, della fresca brezza marina in primavera, e di amori improbabili..." Dicono di noi: Fjelds : roccia, neve e quel che ci rimane. Per molti la Calabria è sinonimo di sole, cuore, amore e rino gaetano o al massimo Brunori sas. Ma ciò che non ti aspetti è lecito in una regione così contraddittoria che esprime gelide armonie e cantori disincantanti, santi e rapinatori, gelati e sott’olio. Capita che l’eterno inverno (che comincia appena gli amici delle vacanze vanno via a settembre) ti pervada nello spirito e si impadronisca subdolamente dei suoni o che la tua vita suoni diversa da come lo era ieri. Colpa dell’età, colpa degli ascolti, colpa d’Alfredo (nel senso di John Merrick). Il fatto è che i tre amici e compaesani del Merrick nazionale tracciano in meno di un mese la via di una nuova stagione indie reggina (o almeno lo si spera) o se non altro se la spassano tra sintetizzatori e tastierine cheap, una chitarra e una voce un pò fuori dall’ordinario. Evitando paragoni scomodi e/o scontati, vi lascio all’ascolto non del pezzo più facile, ma di quello che più mi piace con buona pace delle etichette discografiche, perchè mi piace guardare cosa succede quando nevica. Fabio Nirta (http://mccommeca.wordpress.com/)