Improvvisazione di matrice blues che passa attraverso i filtri del rock classico degli anni 60 e 70 e del grunge degli anni 90

Anche la Signora in Giallo ha uno stomaco e mangia come tutti noi.
I Fletcher avevano sentito dire dalla Signora che ognuno deve trovare la propria collocazione: loro l’hanno trovata esattamente tra il frigo dei latticini e la corsia dei giocattoli.
Ad inizio 2011, la Signora in Giallo ormai abbandonata dai palinsesti televisivi invernali passava il suo tempo al supermercato fino a quando, un giorno, tra uno yogurt ed un peluche per il nipote portò a casa anche i Fletcher.
Da quel momento la vita della Signora in Giallo è tornata ad essere divertente. Ora si occupa del banchetto dei Fletcher, la novità più interessante emersa negli ultimi mesi dal vivissimo panorama musicale bergamasco.

La band è nata ufficialmente all’inizio del 2011 dall’improvvisazione in sala prove di Andrea Manzoni (chitarra e voce) e Daniele Milesi (batteria).
Le sessioni in sala prove sono state fondamentali per far evolvere, ed affinare, l’iniziale improvvisazione di matrice blues attraverso i filtri del rock classico degli anni Sessanta e Settanta e del grunge dei Novanta. La continua attività live ha fatto il resto fornendo dei riscontri immediati e portando la band a registrare il primo EP omonimo verso la fine del 2011.
Le sonorità dei Fletcher vanno oltre al solito garage blues. Batteria diretta, chitarre distorte e cantato in lingua Inglese nascondono trame sonore originali e storie di vita quasi vera.
In questo primo anno di attività live hanno condiviso il palco con alcune delle band indipendenti italiane più attive come Nena and the Superyeahs, The Last Fight, Very Short Shorts, The Lonewolf ed altri.