Cantautore

Francesco Graziano è nato a Cariati (CS) il 04/10/1980. Polistrumentista caparbio ed istintivo ha cominciato a studiare musica (Pianoforte e Tastiera) all’età di 10 anni ed ha iniziato a suonare la chitarra nel 1994, influenzato SOPRATTUTTO dalla musica blues, dal suono americano di Asbury Park e dal cantautorato made in Italy.
Dopo una lunga gavetta presso club e locali, alternando ai brani originali cover di Bruce Springsteen, Bob Dylan, Johnny Cash, Woody Guthrie, Pete Seeger e altri mostri sacri, decide di allargare i propri orizzonti e, dopo varie esperienze giovanili in band locali, suona nel 2005 al Summer Festival di Crosia (CS), vincendo il premio della Critica.

Francesco si getta a capofitto formando un trio composto da sole due chitarre acustiche con voce femminile - “Gli Stones Acoustic Trio” – con l’amico d’infanzia Natale Boccuti alla chitarra e Sonia Celestino alla voce e cori, suonando in giro nella sua Regione, proponendo repertorio rock/blues, riscuotendo buon successo in numerosi e prestigiosi Locali.

Questa esperienza lo porta alla consapevolezza che è giunto il momento di proporre la propria musica: il 10 ottobre del 2013, vede la luce il suo primo album – “Terra, Speranze e Sogni” – composto da undici canzoni inedite ed una cover di un celebre brano di Bruce Springsteen, The Ghost of Tom Joad. Registrato rigorosamente in autoproduzione, il disco vede la partecipazione di musicisti importanti del basso ionio cosentino, come Gilberto Parise e Domenico Licciardi alle chitarre elettriche, Giuseppe Ioele alle tastiere, Giuseppe Zangaro al Pianoforte, Natale Boccuti alla chitarra. In ultimo, ma non in ordine d’ importanza, l’amico Alfredo Lavorato che con Francesco ha curato le session di registrazione, mastering, editing pre e post produzione.
A proposito del disco, il bravo giornalista campano de “Il Levante”, Valerio Bruner: “Un disco che colpisce per la semplicità, la sincerità e l’onestà intellettuale di un ragazzo con il suo bagaglio, sempre troppo pesante, di sogni in cui credere, speranze da nutrire, amore per una terra da cui fuggire ma da portare sempre nel cuore. Terra, dunque, speranze e sogni, i fili conduttori che animano e che sostengono le 12 canzoni che compongono l’album (11 brani originali più una cover di Springsteen). Ballate dirette, grezze e perciò autentiche. Una voce, l’arma più potente, ed una chitarra acustica bastano a creare delle storie di vita vissuta, di fughe verso l’ignoto, di viaggi senza destinazione. Di scoperte. Di amori.
Chitarre elettriche, pianoforti, violini ci sono e di certo contano per impreziosire il risultato finale, ma sono come la pelle che riveste lo scheletro”. Daniele Benvenuti, critico musicale ed autore del bellissimo libro “All the way home: Bruce Springsteen in the Italian Land 1985/2012” -Luglio Editore - lo definisce un “cantautore privo di tristezze eccessive e scevro dalle stucchevolezze dell’impegno politico esasperato (nel panorama artistico italiano, si sa, spesso ciò ripaga anche più del dovuto…), il Graziano non disdegna però sincere puntate nel sociale e nella malinconia di una generazione disillusa non tanto da falsi idoli ed eroi decaduti, quanto da una deriva globale ormai insistente”, paragonandolo all’esperto e poliedrico ferrarese professor John Strada e con il tarvisiano Miky Martina, senza dimenticare qualche sprazzo di quel Brando (soprattutto in termini di vocalità) dei Boppin’ Kids.
Si sta abilitando all’insegnamento della chitarra Rock-Blues presso l’MMI – Music Modern Institute. Attualmente è impegnato nella pubblicizzazione del suo primo lavoro discografico e dal 13 febbraio conduce su TMC Web Web Radio un programma radiofonico dal titolo “Calabria Inedita – TMC Radio”.