Gabriella Grasso Caffè d’orzo macchiato caldo in tazza piccola Il primo album Sorseggiabile nei negozi dal 28 Novembre 2003 Chi ha detto che non esistano nuove voci nel rock italiano declinato al femminile? Mezzo ascolto disattento del debutto di Gabriella Grasso sbriciola subito ogni dubbio: ce n’è almeno una. La giovane catanese di Milano ha infilato in un disco curato nei minimi dettagli ma non superprodotto tutta la naturalezza, la sferzante genuinità di chitarre potenti e melodia. Miracoli e Tra il dire e il fare sono i simboli della varietà del viaggio nella quotidianità fatto da Gabriella. Un percorso quasi sul posto, un itinerario nei sogni in cui l’amore per il particolare che fa star bene come una tazza di caffè d’orzo è una parte insostituibile. Gabriella non si limita ad esplorare il rock. Nelle sue perlustrazioni sonore si vedono paesaggi diversi e lontani. Insopportabile colpisce come un colpo sporco eppure preciso, ibridato di strofa rap e sensazioni black che la rendono una mina anti noia esplosiva e sensuale. Venere prova il suo amore per funk e soul. Entrambe duetti con l’MC … sono il latte nero che macchia l’orzo della tazzina. Sul fondo della quale si trova anche traccia delle radici mai dimenticate. Mokarta, performance vocale da brivido lungo la schiena in dialetto catanese, ribadisce la ‘voglia di sincerità’ invocata nella ballad aperta Bosco di More. La favola del disco racconta anche de Il principe azzurro, il sogno irraggiungibile che tutti comunque culliamo prima di addormentarci al ritmo della Ninna Ninna di chiusura.