Otto artisti italiani dimenticati da riscoprire

Mauro Pelosi

Mauro Pelosi

Rimasto ai margini della scena musicale italiana degli anni ’70, Mauro Pelosi è considerato da molti come il classico genio incompreso, confinato nella cerchia molto ristretta del prog romano di quegli anni.
Mauro Pelosi è un cantautore dell'assurdo e un grandissimo poeta che, come tutti i poeti, non è contemporaneo della sua epoca; la sua scrittura non è attuale, non assimilabile ad un periodo storico seppur ricco come quello dei primi anni ’70. Nonostante questo, le sonorità sono fortemente contemporanee al suo tempo: un progressive rock molto internazionale, con dei momenti di innovazione interessanti. L’lp omonimo del 1977 rappresenta al meglio la svolta più paradossale e alternative dell’artista. “Ho fatto la cacca” su tutti, è quasi un brano concettuale: Mauro Pelosi fa la cacca dappertutto, sui dischi, sui libri, perfino su se stesso, sulle sue parole, sulla sua sensibilità e, alla fine, per la troppa fatica, se la fa addosso. Ma la sua non è una merda d’artista vanitoso, è un divertissement scevro di intellettualismi, forse è più un disprezzarsi con estremo autocompiacimento, l’apice del nichilismo.
Leggi la sua storia qui


Torna all'album

Con i loro lavori hanno segnato la storia della musica italiana, ma per ragioni disparate non sono riusciti a rimanere impressi nella memoria collettiva di pubblico e critica. Ce ne sono ancora tantissimi, ma questi sono sette artisti italiani dimenticati, e da riscoprire al più presto.

31/05/2016 di Redazione