Com'è stato il primo concerto del nuovo tour di Colapesce

15/01/2018

È inutile dire quanto quello di Colapesce fosse uno dei live più attesi di questo inizio 2018. “Infedele”, il terzo album del cantautore siciliano, era stato una delle migliori uscite dell’anno e aveva portato Lorenzo Urciullo e il suo mostruoso alter ego in una terra fatta di affreschi di elettronica, pop e sperimentazioni, rivisitazioni jazz ed epopee cantautorali del secolo scorso. Da questa terra prende vita, sul palco della Santeria Social Club, il primo live del tour di Colapesce.

Milano, anno domini 2018, Giovedì 11 Gennaio, un rosone gotico proiettato sul palco dietro la batteria e tutta la band che mostra il collarino ecclesiastico. Strobo viola, buio, laser, “Pantalica”. La chiesa gotica di poco fa ora sembra più il Club To Club o un live dei Crystal Castles, e come un mostro marino con la testa di cartapesta emerge dagli abissi del backstage Colapesce. In seguito sono “Ti attraverso” e “Totale” a riportare il live ad una dimensione meno onirica, i contorni si fanno meno sfumati e Colapesce sveste i panni (e la maschera) del mostro. La grinta elettronica dei primi brani da qui in poi si fa distesa, su una caravella di “Vasco da Gama”, nel tempo sospeso di “Decadenza e panna”.

Un live (ovviamente) concentrato sui brani di “Infedele”, ma che non dimentica, per la gioia dei fan della prima ora, i primi lavori in studio del cantautore siciliano. Un concerto in cui si balla, si suda, si salta, per poi di colpo stringersi su se stessi, in equilibrio sulla punta dei piedi, per un lento tra voi e gli arpeggi di una chitarra acustica. Non mancano i problemi tecnici, una scaletta forse da rivedere e un live che ha certamente bisogno di essere rodato, ma in fondo non importa. La macchina è appena partita, va controllata la pressione delle gomme e cambiato l’olio forse, ma sono pronto a scommettere che con qualche accorgimento si può sistemare tutto entro la quarta data.

Testi di Vittorio Farachi
Tutte le foto sono di Starfooker