Scuola di canto: 10 voci importanti per Cristina Donà

01/09/2015

Abbiamo chiesto ad una delle più brave cantanti italiane di indicarci 10 voci da cui lei ha imparato qualcosa. Ecco i nomi che sono stati più importanti in assoluto per Cristina Donà.

Gabriella Ferri

Gabriella Ferri

È stata una delle prime figure femminili televisive ad entrare nella mia memoria di bambina. La guardavo negli sketch con Montesano. Mi divertivo ma allo stesso tempo avvertivo la sua tristezza, la sua solitudine. Ascoltavo la sua voce drammatica e dissacrante cantare sotto quella frangia bionda. Sentivo la vita che passava violenta dalle sue parole e sospiravo.

Mina

Mina

Di lei mi ha sempre impressionato la perfezione che si mescola ad un'espressività mai stucchevole. Quel suo saper gestire il canto come fosse un gioco facile. Un tesoro di questo paese dal valore irraggiungibile che forse non ha influenzato il mio modo di cantare, anche perché non ne sarei capace, ma il desiderio di professionalità e la ricerca di uno stile che ammiro da sempre.

Donna Summer

Donna Summer

Quando ero bambina ho fatto il pieno di ascolti del suo “I remember yesterday” ballando davanti allo specchio e cantando a squarciagola in un inglese improbabile. La sua voce mi ha fatto scatenare e sognare di poter essere una che sarebbe salita su un palco come lei. Rimpiango la disco music di quegli anni fatta da produttori e musicisti dal grande talento.

Sinead O'Connor

Sinead O'Connor

È stato il primo incontro con una voce femminile che esprimeva una tempesta di stati d'animo nel giro di pochi secondi. La prima voce, per le mie orecchie, in grado di mostrare in una strofa la tavolozza femminea che passava dal nero più denso, al rosso fuoco, all'azzurro vivace, ad un bianco di pacificazione. Quel modo nuovo, sincero e selvaggio di modulare il cantato ha aperto in me inediti orizzonti.

Joni Mitchell

Joni Mitchell

La capacità di essere “paesaggio”, così nelle parole come nel suono della sua voce, questo per me è Joni Mitchell. Il Canada, la California e tanto altro. Ci sono artisti, cantanti che nelle loro canzoni hanno impresso il territorio a cui appartengono. I suoi sono dipinti musicali straordinari fatti di colori sempre precisi, a volte tenui a volte più vivaci, come i suoi quadri. Fili di voce che sanno anche diventare lamine taglienti quando il senso lo esige.

Mara Redeghieri (Ustmamò)

Mara Redeghieri (Ustmamò)

Un modo di raccontare diverso. Il loro primo disco mi ha fatto sobbalzare. Ascoltare una voce femminile che intona un brano come “Lieto evento finale” (scritta da Ferretti per lei) è stato come scoprire la bellezza della normalità.

Lucio Battisti

Lucio Battisti

Non so mai descrivere cosa produce in me la sua voce. Un misto di nostalgia, appartenenza, echi atavici, slanci moderni irraggiungibili. Padre, madre, maestro. La sua musica, la sua voce nel mio DNA.

Tim & Jeff Buckley

Tim & Jeff Buckley

Prima con Tim e poi con Jeff ho scoperto due mondi vocali che tanto hanno a che fare con il richiamo delle sirene e la potenza dei buchi neri. "Song to the Siren" di Tim e "Eternal Life di Jeff" alcuni tra i miei ascolti preferiti.

Ginevra Di Marco

Ginevra Di Marco

Quando l'ascoltai per la prima volta in un teatro di Bergamo per il tour di “In quiete” dei i CSI rimasi impietrita come davanti ad un'apparizione. L'immagine più vicina a quel sentimento è quella di un abbraccio, grande, grandissimo. L'accoglienza di chi ha una grande anima.

Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè

Le sue storie sono la sua voce, la sua voce è una storia continua. La stessa che cambia di canzone, prende luci diverse, umori e sapori diversi mantenendo sempre la stessa forza, la stessa credibilità. Una sfumatura ricca e densa che mi è passata attraverso quando ero bambina e si è impressa sulla pelle con la stessa intensità dei suoi racconti.

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