Dargen D'Amico: il concerto all'Ohibò di Milano

11/05/2015 - 11:09 Foto di Dargen D'Amico 228
Il concerto di Dargen D'Amico all'Arci Ohibò di Milano, raccontato da Chiara Longo e fotografato da Starfooker.
Edipo
Edipo - Apre il concerto [b]Edipo[/b], uno di quelli di cui Dargen di tanto in tanto si innamora. Lui è a tutti gli effetti un cantautore, ogni tanto si concede a un flow semplice, per il resto del tempo canta e declama, su testi a sfondo politico e sociale e una buona dose di ironia che rende la sua mezz'ora piacevole. Durante il suo set ancora si respira, la dura realtà è che l'Ohibò si trasforma presto in una trappola mortale, è pieno marcio e ci sono 40 gradi e un'umidità del 90% ancora prima che Dargen salga sul palco. Quando arriva lui, il pubblico di età compresa tra i 13 e i 40 anni - per dire quanto sia universale il linguaggio [i]dargeniano[/i] - tiene duro e non si lascia scoraggiare dalle condizioni climatiche. Dargen è proprio in forma, inizia su una partitura sbilenca per suoneria del cellulare, beat e violoncello, il resto del concerto è lì sempre al comando del suo flow e della sua consolle; alle sue spalle Matteo Bennaci lo accompagni al violoncello, l'impianto del locale è quello che è e qualche volta possiamo solo immaginare cosa stia facendo muovendo le mani sulla tastiera, altre volte quando la musica si fa più rarefatta capiamo che intenzione c'era dietro l'idea di Dargen, e capiamo anche che funziona, perfettamente in linea con l'ecletticità sempre in movimento di D'Amico. La scaletta si costruisce di brano in brano a seconda delle voglie di Dargen o delle richieste del pubblico, si ripescano le canzoni ormai assodate come "SMS alla Madonna" o "Odio volare", insieme ovviamente ai brani del nuovo album "D'iO". Non fa la mia preferita -"Lobby dei semafori"- ma quando canta "La mia generazione" comprendiamo ancora meglio il significato di quel brano, compressi come siamo tra ragazzini che [i]le sanno tutte[/i] e i più grandicelli che preferiscono cantarne solo alcuni versi più significativi. Non è necessario spendere parole sulle tecnica di Dargen al microfono, vale la pena invece dire che è uno che sa dialogare proprio con tutti nonostante il suo non sia sempre un punto di vista facile. Vederlo dal vivo aiuta a sbrigliare un po' il personaggio, che sia sul palco enorme del MI AMI 2013 dove tenne a bada una folla infinita, che sia nel piccolo club dove siamo decisamente troppi e si schiatta dal caldo. Dargen è uno fortissimo, uno che può permettersi di fare un brano tecnicamente inarrivabile come "Malpensandoti" e poi chiamare sul palco [b]Mistico[/b] per "Bocciofili". La cosa divertente è che non è (solo) al momento della caciara che il pubblico è preso bene, anzi, sono i brani più intimi di Dargen quelli che rapiscono davvero, segno che il suo essere poco esplicito non significa criptico, e tutti, anche i più giovani, ne colgono le sfumature e l'ironia. // Chiara Longo
Edipo
Edipo
Edipo al pianoforte
Edipo al pianoforte
Edipo
Edipo
Dargen D'amico alla consolle
Dargen D'amico alla consolle
Dargen
Dargen
Dargen e Mistico
Dargen e Mistico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Matteo Bennici
Matteo Bennici
Il pubblico dell'Ohibò
Il pubblico dell'Ohibò
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico
Matteo Bennici al violoncello
Matteo Bennici al violoncello
Dargen D'Amico
Dargen D'Amico

---
La gallery Dargen D'Amico: il concerto all'Ohibò di Milano è apparsa su Rockit.it il 2015-05-11 11:09:38

IL TUO CARRELLO