Indie Pride 2016: tutti i colori della musica

27/10/2016

Che non sia un “festival come tutti gli altri” è ormai cosa nota da tempo. Almeno da cinque anni infatti Indie Pride è l’evento che riunisce a Bologna attivisti, musicisti, etichette e addetti ai lavori per dire basta all’omofobia e sostenere i diritti della comunità LGBT italiana e mondiale. Logico quindi che gli stessi artisti che si esibiscono sul palco del TPO di Bologna “sentano” particolarmente l’evento: questo non è solo un concerto ma un vero e proprio manifesto identitario, per dire su cosa si crede, su cosa si è disposti a lottare e, soprattutto, su cosa non va in questo Paese spesso e volentieri arretrato. Per l’edizione di quest’anno le band presenti erano davvero di altissimo livello ed infatti sabato 22 ottobre la partecipazione da parte del pubblico è stata massiccia: un TPO gremitissimo dove, letteralmente, non poteva più entrare una capocchia di spillo. Una riuscitissima serata iniziata presto ed andata avanti fino a tardi, anche e soprattutto grazie al lavoro, meticoloso e meritorio, delle volontarie dell’omonima associazione “Indie Pride”, capitanate da Antonia Peressoni, la presidentessa della balotta bolognese.

Testi a cura di Mattia Nesto, foto di Alice Blandini

Nada

Nada

Erio

Erio

Si è partiti forti con Erio, una delle voci e degli artisti più interessanti degli ultimi anni nel panorama italiano. La sua particolarissima (ed unica) commistione di vocalismi, suoni digitali, quasi glaciali, e musica sacra ha lasciato a bocca aperta il TPO. Un’esibizione di grande livello, da groppi in gola, per un cantante dalla voce incredibilmente varia e ricca di sfumature.

Erio

Erio

Erio

Erio

Giorgieness

Giorgieness

Particolarmente riuscito il set dei Giorginess. Il gruppo, capitanato da Giorgie d’Eraclea, ha infatti svolto uno show squillante in fatto di forza, dolcezza e sensibilità, in special modo considerando per il tipo di palco che si calcava. Ha detto Giorgie: “Essere qui stasera è particolarmente importante: non siamo qui solo per divertici, anche per quello certo, ma soprattutto siamo venuti qui per sostenere qualcosa, per dire no a chi ci impedisce di amare come vorremmo. Fatevi un applauso: ve lo meritate tutti”.

La Rappresentante di lista nel backstage

La Rappresentante di lista nel backstage

Terzo gruppo a salire sul palco dell’Indie Pride i La Rappresentante di Lista. Il gruppo siciliano ha infiammato l’atmosfera, con i suoi ritmi particolarissimi e i testi quasi onirici. Grande, grandissima partecipazione durante l’esecuzione di “Siamo ospiti”, una delle canzoni più cariche di forza etica del gruppo.

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

Il pubblico di Indie Pride

Il pubblico di Indie Pride

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

La Rappresentante di lista

Pierpaolo Capovilla

Pierpaolo Capovilla

Ed ecco il momento dell’incursione poetica di Pierpaolo Capovilla che, “armato” solo di un leggio e di un microfono, ha recitato le poesie di Majakóvskij e Esénin davanti ad un pubblico che, forse complice il gran caldo che si pativa al TPO (causa la fortissima partecipazione), non ha prestato forse la dovuta attenzione a liriche così pregevoli. Tuttavia Capovilla, maestro nel magnetizzare l’attenzione, ha declamato le poesie come meglio non poteva: un inno disperato all’amore universale che ha fatto scendere più di una lacrima tra le prime fila.

Pierpaolo Capovilla

Pierpaolo Capovilla

Pierpaolo Capovilla

Pierpaolo Capovilla

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

Non ci poteva essere miglior conclusione che quella con Nada e i A Toys Orchestra. Non si vede infatti tutti i giorni un pubblico così numeroso, per lo più composto da ventenni, inneggiare e cantare a memoria i pezzi di una, fondamentalmente, cantante degli anni Sessanta. Ma si sa: con Nada le cose scontate non esistono. Ed ecco che l’artista ha realizzato un concerto pazzesco, grazie ad un gruppo, i A Toys Orchestra, che l’ha sostenuta e retta a meraviglia. Particolarmente ispirata anche a livello canoro, Nada è stato il modo migliore per salutare un’edizione dell’Indie Pride così grandi-firme e partecipata come quella di quest’anno.

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

Il pubblico di Indie Pride

Il pubblico di Indie Pride

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

Nada

Nada

Nada

Nada

Nada

Nada

Nada

Nada