Troppo spesso sottovalutati e ridotti a figuranti dei programmi televisivi, per le loro facce argentate, con Imperception (CGD, 1984) i Rockets dimostrano di sapere suonare, e di saperlo fare nel modo loro. Rispetto ai passati album vi è il preciso intento di creare una cesura, abbandonando la abusata tecnica del vocoder, dell'ambientazione sonora e visiva legata allo spazio e ai robot, per lasciare spazio alla voce sottile, graffiante di C. Lebartz, quasi vicina al puro rock pop anni 90. "Under the sun" e la melodica "After the fire" sono una perfetta dinamica soluzione alla noia delle feste anni 80. Successivamente il lato A si chiude con le più introspettive "A million miles away" and "wrong place, right time". Ma è con "Freedom", a chiusura del disco, che dimostrano quanto dicevo sulle capacità artistico-tecniche (si senta la chitarra elettrica), a prescindere dal solito suono di batteria che sembra uscito dal solito campionatore anni 80. Secondo me un album da tenere in bacheca.
--- La gallery Recensione IMPERCEPTION è apparsa su Rockit.it il 2014-11-24 19:10:23