I 10 migliori amplificatori secondo i Klonz Labs

23/10/2015

Il Klonz è un laboratorio di Torino che ha inventato la prima testata valvolare che può essere gestita tramite un'app per smartphone. Come potete intuire sono grandi appassionati ed esperti di ampli, quindi gli abbiamo chiesto quali sono per loro i 10 amplificatori più importanti di sempre.

10: Hiwatt DR 103

10: Hiwatt DR 103

David Gilmour e Pete Townshend sono I due più famosi fautori dell’"hiwatt sound". Quello che rende questa testata diversa da tutte le altre è la stuttura interna, con il controllo di tono messo subito dopo l’ingresso, che permette di pilotare il colore della sua distorsione in modo unico. Può piacere o non piacere, ma è immediatamente riconoscibile.

9: Supro 1960 T

9: Supro 1960 T

Tra i tanti meriti di Jimmy Page c’è anche quello di aver capito con 30 anni di anticipo il potenziale degli amplificatori di bassa potenza per ottenere suoni spettacolari in Studio (ma anche dal vivo).
Sentitevi I primi 4 album dei Led Zeppelin. Devo aggiungere altro?

8: Mesa Boogie Mark 1

8: Mesa Boogie Mark 1

Una variazione sul tema “Fender Bassman”, con molte innovazioni. Un amplificatore decisamente “moderno”: più potenza con un solo cono anziché una cassa 4x12 –quindi grande trasportabilità, un equalizzatore grafico tra preamplificatore e finale di potenza che aggiunge una versatilità quali infinita. Santana lo ha reso famoso, ma è comunque un capostipite anche da un punto di vista tecnico e ha gettato le basi per i grandi amplificatori HiGain degli anni novanta, a partire dal Dual Rectifier, sempre di Mesa.

7: Orange Tiny Terror

7: Orange Tiny Terror

Capostipite della generazione dei “lunchbox Amps”, ha fatto scoprire al mondo che è possibile avere tutto quello che davvero serve per un grande suono valvolare nello spazio di una scatola da scarpe. E poi il look è fenomenale!

6: Fender Tweed deluxe

6: Fender Tweed deluxe

Il “combo” per eccellenza: la potenza giusta per suonare anche dal vivo in un Pub, un suono leggendario, piccolo, leggero, e insostituibile per il blues.

5: Marshall Bluesbreaker

5: Marshall Bluesbreaker

Prende il suo nome dal mitico “Beano” album di John Mayall & The Bluesbreakers with Eric Clapton, che ha consacrato in un sol colpo: Clapton come se stesso, Il Marshall 1962 (è il nome originale del modello) come capostipite di tutti i Marshall che verranno, e la Les Paul Standard ! Mica male per un disco solo. A proposito: Il Bluesbreaker è una copia del Fender Bassman, con qualche modifica dovuta al fatto che alcuni componenti non si trovavano in Inghilterra, in quegli anni. Una incredibile catena di colpi di fortuna…

4: Marshall Plexi

4: Marshall Plexi

L’arca dell’alleanza della distorsione. Non esiste Band che non sia passata di qui per ottenere “Quel” suono. Il “british stack” per eccellenza. Siamo tutti mezzi sordi grazie a lui.

3: Vox AC 30

3: Vox AC 30

Una voce fuori dal coro: anche se ispirato come gli altri al Bassman, è quello che se ne distacca più di tutti, per scelte circuitali e componenti utilizzati. Questo lo rende immediatamente riconoscibile e, per certe cose non ne puoi fare a meno. Queen, Beatles, ma anche Foo Fighters nei primi album hanno fatto grandi cose con lui.

2: Marshall JCM800

2: Marshall JCM800

Negli anni ‘80 solo un altro Marshall poteva scalzare il Plexi dal trono di “Father Of Loud” per eccellenza. Il JCM 800 è il capostipite di tutti gli ampli “Hi Gain”, che hanno plasmato il suono metal dagli anni 80 in poi. Un ampli incredibilmente versatile con alcune innovazioni tecniche che hanno fatto scuola. Con una Les Paul attaccata non ti serve altro per tutta la vita.

1: Fender Bassman

1: Fender Bassman

Il capostipite indiscusso. In misura più o meno marcata tutto gli amplificatori di questa classifica hanno “copiato” dal Bassman. Nato come partner del neonato Precision Bass, è poi diventato L’Ampli con la “A” maiuscola per generazioni di chitarristi. E ancora oggi, chi progetta un amplificatore per chitarra parte da qui, e conosce a memoria il suo schema.