10 dischi italiani prodotti bene secondo Not Waving

30/10/2017

Venerdì è uscito “Good Luck”, il nuovo album di Not Waving. Per l’occasione abbiamo chiesto all’iper prolifico Alessio Natalizia di selezionare i dieci album italiani a suo avviso prodotti meglio. Come ci aspettavamo la sua rosa ti titoli è certamente poco convenzionale e potrebbe essere persino considerata provocatoria. Lui ci tiene a precisare che “la produzione, nel senso tecnico del termine, non conta più di tanto. Contano le idee e il mettersi costantemente in gioco provando cose nuove ed inaspettate ma sempre cercando di fare una musica che sia pop, nel senso di memorabile ed accessibile. È una lista di dischi che, per un motivo o un altro, sono a mio avviso importantissimi e magari non sono così conosciuti ai lettori di Rockit”.

KINA - SE HO VINTO, SE HO PERSO

KINA - SE HO VINTO, SE HO PERSO

Da molti soprannominati i Fugazi o gli Husker Du italiani: se hardcore e poesia raramente si sono mai incontrati, in questo album c'è stato un incontro perfetto fra queste due espressioni artistiche molto distanti, a maggiore se si tiene presente quanto sia piccola la mentalità della spesso noiosa scena hardcore nostrana. Un fondersi naturale, con la stessa semplicità con la quale i tre punk aostani per anni hanno suonato ed urlato le loro canzoni e girato mezzo mondo. I Kina con questo album hanno spinto l’hardcore punk ben oltre i suoi confini, musicali e lirici, assolutamente senza paura, sempre mantenendo un’attitudine punk che farebbe bene a tutti i gruppetti simil punk rock che piacciono tanto ai ragazzini di oggi. Una band indimenticabile.

Pezzo fondamentale:
"Questi Anni"

CLAUDIO ROCCHI - ESSENZA

CLAUDIO ROCCHI - ESSENZA

Claudio Rocchi nasce come bassista del gruppo progressive folk Stormy Six fondato a Milano nella metà degli anni '60 ma lascia il gruppo appena dopo l’uscita del loro primo album per buttarsi nella carriera solista. “Essenza” è il suo quarto album, pubblicato nel 1973 di ritorno da un viaggio in India. Suoni mistici e testi pieni di poetica ed umanità, strumenti atipici come il bongo, l’harmonium, il sitar, il vibrafono rendono il tutto molto strano ed inaspettato. Tra drone music e cantautorato. È facile intuire come artisti che diventarono molto più famosi di lui come Battiato, Battisti, Sorrenti siano stati influenzati da Rocchi. Battiato stesso in varie interviste non ha mai negato di essere stato stregato dal talento di Rocchi.

Pezzo fondamentale:
“Essenza”

DORIS NORTON - PERSONAL COMPUTER

DORIS NORTON - PERSONAL COMPUTER

Un’assoluta pionera della musica elettronica italiana (e mondiale) coinvolta anche nella band progressive rock Jacula. “Personal Computer” è il suo quarto album e fu pubblicato nel 1984. Doris Norton incide questo album su commissione della Apple, per promuovere le possibilità/potenzialità dei computer Macintosh e della Roland Corporation. A tratti l'influenza dei Kraftwerk è evidente ma c’è molto di più, c’è un’indole sperimentale e visionaria che anticipa la nascente scena techno ma anche la italo più cosmica e kraut. L’album suona attuale e geniale ancora oggi.

Pezzo fondamentale:
"Norton Apple Software"

RIZ ORTOLANI - CANNIBAL HOLOCAUST

RIZ ORTOLANI - CANNIBAL HOLOCAUST

Riz Ortolani non ha bisogno di presentazioni. Questa colonna sonora del film “Cannibal Holocaust” è formata da dieci brani di musica fatta a poesia. La consistenza ed il collegamento tra la musica ed le immagini sono sconvolgenti. Lo stesso Ortolani, gentilmente invitato dal regista Deodato, contribuì a sviluppare la trama ma la musicò senza aver visionato il film. Ortolani non aveva la più pallida idea di cosa sarebbe andato a musicare: solamente in seguito, ultimato il montaggio, con un incantato Deodato alle spalle che stentava a crederci, ebbe modo di guardare per intero il film.

Pezzo Fondamentale:
Massacre Of The Troupe

FAUST’O - OUT NOW

FAUST’O - OUT NOW

Un disco pieno di “errori”, ingenuità e sicuramente prodotto male, ma per me è un pezzo di storia della musica italiana. Caotico, incompiuto, pieno di idee musicali matte e fuori dagli schemi rispetto ai dischi di New Wave/Punk usciti in quegli anni. La cosa che affascina di questo disco è che è allo stesso tempo straziante ma anche incredibilmente ironico in modo quasi sprezzante o, appunto, punk. Una via di mezzo tra improvvisazioni jazz e suoni freddi alla Tuxedomoon. Questo è il suo disco più sperimentale e, a mio parere, è suo migliore in assoluto.

Pezzo fondamentale:
"Blue/Just a man"

LOU X - LA REALTÀ, LA LEALTÀ E LO SCONTRO

LOU X - LA REALTÀ, LA LEALTÀ E LO SCONTRO

Per quanto mi riguarda, il miglior disco di hip hop mai fatto in Italia. Disco incredibile che parla di Abruzzo e di tanto altro. Ci sono troppo legato per scrivere qualsiasi cosa. Costa Nostra: “una banda di cafoni… ma veramente”. “Troppo in basso per fighetti, troppo in alto per le merde”. “Chi parla parla alla fine resta zitto”. “Costa nostra, cazzi loro”. Luigi, Eko, C.U.B.A. Cabbal, Dj Luk Skywalker, Dj Disastro, Molecola. Costa Nostra. TUTTI A CASA.

Pezzo fondamentale:
“E La Saga Continua”

MR. ANDREW - MAGIC PLANET

MR. ANDREW - MAGIC PLANET

Andrew Piccitto è una piccola grande leggenda dell’elettronica italiana della prima metà degli anni ottanta. Faceva parte del duo Flo & Andrew (consiglio vivamente di rintracciare il 12” ‘Take Suicide” ristampato da Mannequin Records l’anno scorso). Questo é il suo unico disco solista: uno strano incontro tra minimal synth e pscichdelia acida pre-techno, atmosfere cosmiche, scure e melanconiche. Anche se ogni traccia é diversa dall’altra e sembrano tutte arrivare da diversi mondi paralleli. Musica per alieni.

Pezzo fondamentale:
"Weather Watch"

ROBERTO DONNINI - TUNEDLESS

ROBERTO DONNINI - TUNEDLESS

“Tunedless“, come ben specificato nelle retro copertina di questo vinile che potete trovare a prezzi stellari su Discogs, è l’insieme di quattro composizioni di Roberto Donnini; enigmatico architetto, musicista ed altro. Tutti i brani sembrano lasciare ampio spazio all’improvvisazione e, all’ascolto, sembrano caratterizzati da brevi melodie ripetute dal piano elettrico, con piccole variazioni poliritmiche (dal sapore glassiano), sulle quale i musicisti che partecipano alla realizzazione sovrappongono a turno diversi strati di suoni. Non si tratta di melodie esatte ma tendenzialmente di toni lunghi e prolungati, ma la cosa che mi ha sempre colpito di questo disco é il gusto perfetto nel collocarsi esattamente a metà tra il drone e il misticismo con una grande carica emozionale quasi catartica e allo stesso tempo quasi pop.

Pezzo fondamentale:
"T 1"

TASADAY - APRIRSI NEL SILENZIO

TASADAY - APRIRSI NEL SILENZIO

Da quello che ho letto in giro sembra che il nome Tasaday arrivi da una tribù indigena scoperta all’inizio degli anni settanta nelle Filippine. La tribù credeva che la foresta dove vivevano fosse il mondo intero e che loro fossero le uniche persone sulla terra. Anche se giovanissima, la band era incredibilmente visionaria, affascinata dal Junger Deutscher Film e Martin Heidegger. I loro concerti erano sempre più simili a dei veri e propri rituali tribali con ben nove membri del gruppo sul palco. I Tasaday erano secoli di distanza dai tradizionali cantautori rock molto popolari in quegli anni. Originariamente registrato nel 1984, Aprirsi Nel Silenzio suona ancora cosi attuale con il suo mix di musica industriale, new wave, post punk, e free jazz il tutto nascosto sotto spaventosi ritmi tribali. Un progetto affascinante nato dalla fusione di due gruppi, Die Form e Orgasmo Negato, poi ribattezzati Nulla Iperreale.

Pezzo fondamentale:
Dopo Heidegger

TUSCO - SUSPENCE ELETTRONICA

TUSCO - SUSPENCE ELETTRONICA

Tusco è uno dei tanti pseudonimi che il leggendario compositore e produttore Piero Umiliani usava per non sovraccaricare il mercato della sincronizzazione con il suo nome. Umiliani è stato uno dei pionieri di stili come exotica e lounge e funk nelle sue colonne sonore. Ha anche composto un sacco di album di library music, che comprende generi come Spaghetti Western, Giallo, Erotica e documentari, tutti autoprodotti nel suo incredibile studio Soundworkshop, dotato dei più avanzati sistemi di screening e editing di quel tempo. “Suspence Elettronica” è un raro disco elettronico sperimentale ed ambientale registrato agli inizi degli anni '80 con un incredibile utilizzo di sintetizzatori. Il capolavoro della musica elettronica precoce dimenticato per la prima volta. Edizione limitata 500 copie su vinile bianco.

Pezzo fondamentale:
Batticuore

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