Cosa ascoltano le scienziate italiane

Cecilia Laschi, Professoressa dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa

Cecilia Laschi, Professoressa dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa

Questo è un dialogo tratto dalla serie The big bang theory, fra uno scienziato e una ragazza:
“Sai io sono un fisico. Ho una conoscenza basilare dell'intero universo e di tutto quello che contiene.
- Chi sono i Radiohead?
- Ho una conoscenza basilare di tutto ciò che è importante nell'universo”.

Lo trova verosimile? Davvero la musica è così poco importante nell'universo, e saperne non è “roba da scienziati”?
La musica, come tutte le forme d'arte, è assolutamente importante nell'universo. D'altra parte la scienza ha il compito di spiegare e dimostrare e si basa molto sulla razionalità. Per questo lo scienziato si trova a disagio a interpretare l'espressione artistica - o almeno questa è la mia personale difficoltà. Ci sono peraltro molti aspetti in comune tra l'arte e la scienza, legati soprattutto alla creatività, che è fondamentale in entrambi gli ambiti.

Ha mai svolto ricerche che avessero in qualche modo a che fare con la musica?
Purtroppo no, non abbiamo ancora pensato a far imparare ai nostri robot a cantare o comporre musica. In Giappone però hanno provato a far loro suonare degli strumenti, come il flauto e il sassofono. La parte tecnica c'è, la parte artistica un po' meno... Nella mia ricerca, con il mio gruppo abbiamo applicato le nostre tecnologie di robotica soft alla realizzazione di corde vocali artificiali, che in effetti vibrano correttamente al passaggio dell'aria, ma per scopi medici.

Ascolta musica mentre lavora?
Normalmente non ascolto musica mentre lavoro, perché tendo a seguirla e a distrarmi. Soprattutto se conosco i brani, tendo a seguirli e a cantare, cosa non appropriata, e sicuramente poco produttiva, in un laboratorio di ricerca.

Ultimo disco comprato?
"Il sorpasso", Sinfonico Honolulu. È un'orchestra di ukulele della città in cui vivo, che riescono a rendere benissimo brani rock, come cover, ma che hanno anche un ottimo repertorio di brani propri. Li seguo molto nei concerti che sono particolarmente interessanti e divertenti.

Ultima canzone ascoltata?
Come dicevo, non mi ritengo un'esperta di musica e, pur avendo la mia raccolta cresciuta negli anni seguendo l'evoluzione dei supporti, dai CD all'iPod e ai brani in formato elettronico ascoltati in macchina, mi affido molto alle radio e alle selezioni dei loro dj, soprattutto quando guido.

Va ai concerti? L'ultimo concerto a cui è stata?
Temo di essere ripetitiva... ascolto molto il Sinfonico Honolulu e sono stata a un loro concerto pochissimi giorni fa. In generale mi piace andare ai concerti, forse più di quanto non ascolti la musica, considerando che non ne sono una grandissima consumatrice, mentre vado a diversi concerti l'anno, di vari generi. Mi piace sentire i grandi nomi, se ne ho l'opportunità (l'estate scorsa sono andata al concerto di Sting), ma mi piace anche andare ai concerti dei gruppi locali o alle serate di Jazz.


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Donne, scienza e musica sono mondi spesso considerati lontani. Per questo abbiamo chiesto alle scienziate italiane di parlarci del loro rapporto con la musica: sono tutte studiose in vari campi scientifici, dalla chimica alla matematica, dalle neuroscienze all'informatica, e sono tutte coinvolte nel progetto 100esperte - 100 donne contro gli stereotipi . Si tratta di una lista di scienziate italiane che serve come strumento di ricerca di fonti femminili competenti per giornaliste e giornalisti, ma anche come risorsa di voci prestigiose e autorevoli che possono contribuire al dibattito pubblico fuori da media, in sedi istituzionali o altro.

04/04/2017 di Redazione