I sette film sul punk in cartellone al prossimo Torino Film Festival

10/11/2016

Dal 18 al 26 novembre torna il Torino Film Festival. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua trentaseiesima edizione, ha voluto aggiungere all'interno del suo programma anche una retrospettiva dedicata ai quarant’anni del punk. In cartellone sette pellicole, tra film e documentari, che sono sono state fondamentali per il genere.

Sid & Nancy (1986, di Alex Cox)

Sid & Nancy (1986, di Alex Cox)

Nebbia, oscurità, pulsioni autodistruttive, musica, anarchia, eroina: questo il mondo di Sid Vicious e Nancy Spungen, che s'incontrano nel 1977 a Londra dove la ragazza americana è arrivata attratta dal punk, del quale Sid, bassista dei Sex Pistols, è profeta. La storia del loro amore, eccessivo-romantico-dark, raccontata anche attraverso la musica e lo spirito del tempo da un autore che ama il punk. Ottimi Gary Oldman e Chloe Webb, musiche di Joe Strummer e The Pogues. (info)

Jubilee (1978, di Derek Jarman)

Jubilee (1978, di Derek Jarman)

1977, Giubileo per i 25 anni di regno di Elisabetta II: tra macerie, falò, slum degradati, plastica, chiese trasformate in discoteche, dominio inconsulto dello showbiz, l'Inghilterra brucia. Se ne accorge Elisabetta I, trasportata da un angelo nella Londra moderna, dove incontra una scatenata band punk femminile. Secondo lungometraggio di Jarman, il primo film punk britannico (e ancora uno dei più belli) è un urlo di rabbiosa disillusione e nichilismo. (info)

Rock'n'roll High School (1979, di Allan Arkush)

Rock'n'roll High School (1979, di Allan Arkush)

Gli insegnanti di un liceo sono sull’orlo di una crisi di nervi. Gli studenti, invece che allo studio, si dedicano al culto del rock. Una di loro sogna di incontrare a un concerto i Ramones e, quando la preside le getta i biglietti nella spazzatura, la rivolta ha inizio. Variante punk del filone scolastico, diretta da Allan Arkush da un’idea di Joe Dante e prodotta da Roger Corman, un inno demenziale alla forza ribelle e incendiaria della musica. (info)

Suburbia (1983, di Penelope Spheeris)

Suburbia (1983, di Penelope Spheeris)

Una teenager scappa di casa, ottiene un passaggio da una donna e trova rifugio in un sobborgo di villette a schiera abbandonate vicino alla Intersate 605 della cintura di LA., dove vivono altri ragazzi punk in fuga che si fanno chiamare "The Rejected". Compassionevole, lucido, a volte scioccante (la sequenza pre-credits e il finale), uno dei migliori drammi giovanilistici di quegli anni. Spheeris volle non professionisti e musicisti punk come interpreti. (info)

The Blank Generation (1976, di Amos Poe e Ivan Kral)

The Blank Generation (1976, di Amos Poe e Ivan Kral)

Nascita della musica punk e new wave, a metà anni '70 al CBGB, piccolo club sulla Bowery di New York. Sul palco Patti Smith, Iggy Pop, Blondie, i Ramones, i Talking Heads, gli Heartbreakers e molti altri, tutti a spezzoni, tra zoom e piani ravvicinati, tutti fuori sincrono: una scelta estetica precisa dei registi Amos Poe e Ivan Kral (allora chitarrista di Patti Smith), che riprendono con una super8 muta e montano su registrazioni sonore separate. Un documento irripetibile. ([l="http://www.torinofilmfest.org/film/29741/the-blank-generation.html"]info)

The Decline of Western Civilization (1985, di Penelope Spheeris)

The Decline of Western Civilization (1985, di Penelope Spheeris)

Girato tra il 1979 e il 1980, un documentario sulla subcultura punk di Los Angeles, all'epoca ignorata dai media. Brani di concerti dei Gems, Black Flag, Circle Jerks, X, Alice Bag Band, Catholic Discipline e interviste ai musicisti e al loro pubblico restituiscono l'energia anarchica e disperata di una generazione. Nel 1981, il capo della polizia di LA chiese che non venisse proiettato in città. Primo della trilogia dedicata dall'autrice alla scena musicale losangelina. (info)

Il ritorno dei morti viventi (1985, di Dan O'Bannon)

Il ritorno dei morti viventi (1985, di Dan O'Bannon)

Lo sceneggiatore di Alien e Atto di forza (fra gli altri) esordisce dietro la macchina da presa con un omaggio a La notte dei morti viventi di Romero, stravolgendone però toni e riflessioni: l’adeguamento agli anni '80 è totale, in un’orgia punk di gore e comicità irriverente. Il purismo dell’horror è sconfitto: in questo cimitero vanno a farsi benedire sia il buon gusto, sia il rispetto delle regole. Un cult. (info)