Un po' di facce incontrate a Grabber Soul, la convention nazionale di beatmaking

11/10/2015 - 16:35 Caricato da Redazione
Il 3 ottobre scorso a Firenze c'è stata la seconda edizione di Grabber Soul - #BEATCON2, la convention, organizzata dall'etichetta Fresh Yo!, che raccoglieva e mappava producer, etichette e addetti ai lavori della scena beat italiana. Quindici ore non-stop di musica, tra workshop, jam session e live che si sono alternati sui due palchi della Full.
Una vera festa, non un semplice raduno da nerd spippoloni. Abbiamo fatto qualche domanda a dieci tra gli artisti e le realtà più rappresentative che abbiamo incontrato in giro.

Le foto sono di Niccolò Brighella e Michelle Davis.
Twenty Wax Records - etichetta
Twenty Wax Records - etichetta - Perché siete qui?
Perché è un'opportunità grandissima per farci conoscere sia come singoli che come etichetta. E poi è una bellissima occasione anche per conoscere tante persone che fanno quello che facciamo noi, scambiarci pareri, crescere musicalmente, la presa bene insomma.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Sicuramente la voglia di migliorarsi, il livello è molto alto e tende ad alzarsi sempre di più e noi vogliamo fare parte di questa storia.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Già riuscire al secondo anno a replicare una cosa che nella scorsa edizione era stata assolutamente spontanea, a questi livelli poi, con anche i blog, la stampa, è un grande risultato. Se si riuscisse a portarla avanti tutti gli anni, più volte magari, sarebbe un bel passaggio.

Qual è la cosa più figa che avete visto o ascoltato finora?
Siamo curiosissimi di vedere il live di Stèv. E poi le sale con le jam session sono veramente il top, c'è gente veramente brava che sta suonando divertendosi un sacco.
Millelemmi - rapper
Millelemmi - rapper - Perché sei qui?
Perché mi hanno obbligato, io non volevo (ride). Ho appena finito di jammare in sala, sono accaldato di quel calore che ci piace. Poi stasera sarò un po' il Pippo Baudo della situazione in quanto mc di casa, mi toccherà fare gli onori.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Vista l'esperienza direi un ottimo segnale, una di quelle cose che ti porti dietro tutto l'anno. Dalla Beatcon dello scorso anno sono usciti almeno quattro dischi, che è tanta roba. Gente che magari non conoscevamo si è fatta notare, è diventata grossa. Poi è anche importante guardarsi in faccia per una volta. Magari quest'anno i dischi diventano otto, nascono gruppi, collaborazioni, si imparano cose, adesso ci sono i workshop ad esempio.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Quello che mi auguro, e lo dico in maniera autocritica anche, è che ci si professionalizzi tutti. Imparare a migliorare, a creare prodotti professionalmente validi, non solo da amatori, da appassionati. E di conseguenza un riconoscimento lavorativo nel campo musicale che abbia le palle, questo vuol dire fare dei live di livello, dei dischi di livello, non solo delle raccolte di piccole cose. C'è bisogno di entrare nella discografia con dei prodotti maturi.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
È molto dispersiva come situazione, avere la concentrazione su una sola cosa è veramente difficile. Io sto saltellando qua e là di minuto in minuto, e dove mi sposto il livello è sempre alto. Vorrei che la festa stasera non si trasformi in un raduno di nerd, ma che parta un casino, una festa vera e propria. Ci scordiamo tutte quelle cose che sono adatte al pomeriggio e facciamo rock'n'roll.
Fresh Yo! - etichetta
Fresh Yo! - etichetta - Perché sei qui?
Per lavorare, ma anche per scoprire nuovi artisti. Sono qua perché amo questa scena trasversale, chiamiamola elettronica d'autore, e ci sono in mezzo con tutto me stesso.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Che ci siamo. Siamo molto dentro una faccenda che ci tocca e lo vogliamo far vedere. E poi dice che Firenze c'è, è una città molto ricettiva, con un sacco di cose interessanti, però vista da fuori sembra sempre vuota di eventi. Diciamo che con Grabber Soul ci collochiamo prepotentemente sulla mappa italiana.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Se stiamo parlando di convention aspiriamo ad allargarci, ad avere più pubblico, ad organizzare almeno una due giorni, a dare più voce a tutti quelli che ci sono. Artisticamente bisogna che ci sia una gran crescita, e bisogna che tanto pubblico si accorga di questo fermento. Siamo molto felici perchè tante piccole schegge impazzite sono già uscite, vanno ai festival, ricevono attenzione anche da media più generalisti. Ne vogliamo ancora di più.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
È difficilissimo scegliere, ma io sono un grande amante di Pardo e della sua nuova creatura, Backwords. Prima di lui mi è piaciuto tantissimo Grindalf, che si è portato dietro il sassofonista. Lo avevo ascoltato solo su una cassettina, dal vivo ha un sound fuori dal normale e un super groove.
Kappah - producer
Kappah - producer - Perché sei qui?
Per vedere tanta gente che non vedo mai e sento tantissimo online. E quindi sai, le facce, gli abbracci, sono cose che puoi fare solo dal vivo. E poi per suonare, perché mi sento parte di questa famiglia.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Può dire che la scena è ancora più coesa di quello che si immagina. Può dire che ce la si può fare partendo da poco, o addirittura da niente. È un evento che unisce, che stimola il confronto tra le diverse realtà provenienti da tutta Italia.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
C'è bisogno che si continui ad essere uniti nel proporre queste cose qua. Poi io sono convinto che per uscire bisogna solo presevare, continuare a darci dentro, senza cercare sotterfugi o tenendosi vicino altri ambienti musicali, se non nel nome del bene, ma non per seminare dove si sa che non si può crescere. Poi ovviamente sarebbe bello se oltre a Firenze qualche altra città si ricordi che esistiamo, sarebbe interessante spargere le serate, far conoscere di più la gente.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
Io sono arrivato e ho visto Funkrimini che ha spaccato tantissimo, e poi ho suonato (in coppia con Microspore, nda). E adesso voglio divertirmi un sacco e ballare come un matto.
Stèv - producer
Stèv - producer - Perché sei qui?
Sono qui perché mi piace la scena che si sta creando, il movimento di musica elettronica o quello che ne deriva e mi piace vedere come ci sia sempre più gente che affluisce, si conosce, inizia collaborare e suonare insieme.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Intanto si sdogana il fatto che l'elettronica è fatta da persone che lavorano prevalentemente da sole. Mi piace il fatto tutti mettano in gioco le proprie idee e che si crei questo forte senso di comunità. Io credo che un evento come questo faccia crescere non solo la musica ma anche il modo in cui essa viene concepita, e tra qualche anno si creerà sicuramente il terreno per lanciare qualcosa di nuovo.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
In realtà ci sono dei prodotti, delle sonorità che secondo me sono troppo omologate, soprattutto tra chi inizia. Però adesso la gente ci mette sempre meno a capire qual è la propria impronta. Poi vedi, quest'anno ci sono anche più strumenti, e questo sicuramente porterà a sviluppare una nuova direzione più "suonata" della faccenda.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
Sono arrivato da pochissimo in realtà, sono molto curioso di vedere ∆ A O e il live di Microspore con Kappah. Poi ci sono tanti altri producer che non conosco proprio, quindi vado in avanscoperta.
Beat Soup - dj/promoter
Beat Soup - dj/promoter - Perché siete qui?
Per dare un volto e una voce a tutte le amicizie virtuali di questa realtà italiana.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Nell'immediato il piacere di conoscersi di persona, però andrebbe dato un seguito, organizzare delle tappe intermedie nel corso dell'anno. Certo, va sicuramente dato atto al lavorone che hanno fatto i ragazzi di Fresh Yo!, si respira un'atmosfera molto bella.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Noi siamo legati alla scena più tipicamente "beat", e lì forse le cose stanno più indietro, è ancora difficile trovare qualche artista che partecipi a festival, si faccia notare dal grande pubblico. In generale però credo che la scena italiana sia già ben avviata.

Qual è la cosa più figa che avete visto o ascoltato finora?
Ci è piaciuto un sacco Natty Dub, ha portato delle produzioni nuove molto interessanti. Poi non vediamo l'ora di sentire anche il resto ovviamente.
Crema - rapper
Crema - rapper - Perché sei qui?
Sono venuto a salutare un po' di amici, a sentire delle produzioni nuove, a jammare un po', a pigliarmi bene insomma.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Secondo me può essere spunto per tantissime collaborazioni, com'è successo lo scorso anno. Ne parlo perché in prima persona grazie a Grabber Soul ho conosciuto tantissimi produttori che mi hanno girato dei beat. E soprattutto penso sia una bella occasione di confrontarsi e fare amicizia.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Io visto che rappo la vivo un po' più da esterno, però mi piace molto questa scena. Io credo che la cosa più bella sia continuare mantenere, anche dopo un eventuale boom che tutti ci auspichiamo, questa tranquillità, questo relax e clima di reciproca collaborazione che altri generi non hanno.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
Aspetto di sentire i live di stasera, voglio assolutamente vedere Fricat, e poi beccare un po' di ragazzi che ancora non conosco dal vivo, come Stèv, Railster, poi c'è la presentazione del nuovo volume di "Beat.It", insomma siamo carichi!
HHabitat Records - etichetta
HHabitat Records - etichetta - Perché siete qui?
Per rappresentare la nostra realtà. E poi siamo venuti qui per fare un live, un workshop di produzione su drumming e live sampling e soprattutto per jammare con tutta la gente che conosciamo. Una situazione bellissima.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Sicuramente torneremo a casa e faremo minimo cinquanta beat in una settimana e scriveremo tante altre strofe di rap. Grabber Soul è una cosa che ti motiva, che ti arricchisce psicologicamente. Noi viviamo in Salento e molte volte non abbiamo la positività e la leggerezza giusta per affrontare certe cose, proprio per questo puntiamo sempre sulla forza, sull'amore e la coesione.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Quando l'oltreoceano inizierà a considerare l'Europa come fonte di ispirazione, allora lì potremmo realizzare di aver fatto una cosa importante.

Qual è la cosa più figa che avete visto o ascoltato finora?
Non riusciamo a dirtene una in particolare, è stato tutto bello finora. È tanta la gente che spacca e sta qua, è una stupenda realtà e ringraziamo Fresh Yo! per aver organizzato una cosa del genere. Firenze è una città molto centrale nella geografia e nella cultura italiana, ed è giusto far confluire qui queste realtà.
Backwords - producer
Backwords - producer - Perché sei qui?
Primo perché non mi stanco mai, e secondo perché il fatto di non stancarsi mai in questo lavoro, in questa passione che è la musica, è il sale di tutta la faccenda. L'anno scorso è stata una sorpresa, sono entrato per la prima volta, in una nuova fase della mia carriera, in contatto con tanti produttori giovani e con tanta qualità. Questo incontro è l'occasione di aprire nuovamente questa finestra, e fa sempre un bello effetto.

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Prima di tutto un segnale di coerenza e di appartenenza, riconosci che c'è una condivisione con il sentire, con il modo di produrre un certo tipo di musica, con una qualità alta, sempre vicina alla sperimentazione. E in secondo luogo la cosa molto buona è che ci si rende conto di quanto questo ambiente sia umano e quanto sia alla portata di tutti, dei giovani soprattutto. Che si mettono in gioco, si mischiano attraverso le jam session, si espongono, si provano. È un evento molto realistico, che ti fa render conto che il circuito è molto indipendente e molto basato sull'impegno personale.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
Io dico una parola abusata, che però secondo me è un concetto giusto, che è la sostenibilità. Io sono cresciuto con i Casino Royale in un momento in cui le major erano i cavalli forti, e tutti correvano per raggiungere quel successo. Ora secondo me si è tornati tutti un passo indietro, la musica ha un sentire molto "popolare". Nel senso che è tornata a basarsi sui rapporti umani, su delle realtà molto piccole che si nutrono dell'incontro umano. Grabber Soul è la prova tangibile di questa cosa, che quando ci si incontra lo step successivo è sempre una crescita. Io confido in questo tipo di movimento capace di autogenerarsi.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
La serata è ancora giovane per cui è difficile prendere una posizione e dare un giudizio finale. Però secondo me la forza di questa serata è il tutto, l'idea, che è di unire una realtà di solito molto disgregata, spezzettata nelle varie regioni, che ha un sentire molto comune. Che di solito si condivide attraverso la rete, però la rete ha sempre quella freddezza... insomma quando ci si guarda nelle palle degli occhi vengono fuori anche le palle quelle altre.
Railster - producer
Railster - producer - Perché sei qui?
Per presentare la compilation che ho curato, "Beat.it Vol. 2".

Che tipo di segnale può lanciare un evento come questo?
Sicuramente i produttori più giovani possono trovare finalmente un punto di riferimento se vogliono iniziare questo tipo di carriera. Un evento come questo ti incita, stimola a migliorarti.

Quale deve essere il prossimo step di crescita?
È una domanda importante ed è difficile rispondere, trovare la chiave di volta. Già il fatto che ci sia la seconda edizione di questa convention rappresenta un passo importante. Io credo che quello che stiamo facendo lo stiamo facendo nella direzione giusta. Stiamo creando attenzione su un fenomeno che esiste da anni, che non va censurato, deve essere rispettato.

Qual è la cosa più figa che hai visto o ascoltato finora?
Ho fatto un po' di jam prima, e questa cosa è bellissima: persone che si incontrano in spazi dove possono stare insieme e creare qualcosa di nuovo. Conoscersi, insieme creare piuttosto che stare a casa per i fatti propri, per i produttori è fondamentale questa cosa.

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La gallery Un po' di facce incontrate a Grabber Soul, la convention nazionale di beatmaking è apparsa su Rockit.it il 2015-10-11 16:35:33

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