Garda è un lago, un lunapark, una marca di mutande e da qualche anno anche una persona.
Questa persona inizia a scrivere canzoni sin da giovanissimo, in un primo momento i luoghi di composizione dei brani (ancora senza musica) restano indiscutibilmente la doccia e il motorino, pian piano con l'acquisto di una chitarra, per non bagnare il legno e per evitare incidenti, il nostro si trasferisce stabilmente in camera sua.

Qui trova terreno fertile per chiudere gli occhi e immaginare il proprio universo fatto di stelle, pianeti, lucertole, sassi, amori, sconfitte, rinascite, slanci, odissee dentro le pozzanghere e supernove di carta.

Scrive, in un primo momento per due gruppi, gli Urlautori e gli Agosto su Marte con cui produce un demo e un disco in cui canta le proprie composizioni. Poi, siccome la vita in una band risulta più dura del previsto, si richiude in camera iniziando a scrivere nuovi brani e riscoprendo una nuova sincerità.

Le sue canzoni sono semplicemente pop, spesso autobiografiche e autocurative, senza eccessive pretese ma con una forte urgenza.