I "G di Arancia" sono un duo bolognese formato da Gianluca Nicoli e Dario Cosenza.

"Perché si chiamano così?" Sai, è una storia lunga che parte nel 2011, o forse dall'affermazione di John Lennon, "Questa canzone deve suonare come un Arancia", per "A Day in the Life", 1967, Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band o forse ancora prima da un "nonsense" alla "Lewis Caroll". Ma non andiamo troppo lontano, il duo "G di Arancia" nasce nel 2011 d.C. dall'incontro di Gianluca Nicoli e Dario Cosenza. Gianluca Nicoli era il chitarrista dei "Frinos", gruppo d'ispirazione anni 60, con cui ha calcato per anni i palchi dei locali di Bologna e non solo, tra cui l'Unipol Arena. Dario Cosenza, batterista di differenti progetti, ha alle spalle un lunga esperienza live, che l'ha portato su palchi come quello dell'Estragon di Bologna ed il Rock'n'Roll di Milano. Il loro incontro nasce dal piacere di suonare per suonare, improvvisando ritmi funk e tanti riff dalla scala pentatonica in saletta, ma a breve cominciano ad arrivare i primi concerti nei club di Bologna e le prime interviste alla radio che portano i due ragazzi alla decisione di produrre musica propria. Buttano giù qualcosina di loro con in testa i grandi autori e cantautori italiani (Endrigo, Tenco, De Andrè, Graziani, Consorzio Suonatori Indipendenti, Guccini…), nel cuore quei classiconi che li accompagnano sin da quando erano in fasce (Bob Dylan, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Rolling Stones, Johnny Cash, The Beatles…), nelle sudate mani il buon vecchio blues (Robert Johnson, Muddy Waters, Lightnin' Hopkins, Charley Patton…) e tra i denti tanto Stoner (Them Crooked Vultures, Kyuss, Queen of the Stone Ages, Wolfmother…). Di questo qualcosina decidono di registrare cinque pezzi nel loro primo Ep. Nel Marzo del 2012 entrano in studio al "Igloo Audio Factory" di Correggio, seguiti da Enrico Baraldi (The Ornaments, Nicker Hill Orchestra), ed esattamente un anno dopo, ovvero nel Marzo del 2013, esce "Terra". Ora il duo porta sui palchi un progetto che fonda le sue radici nel blues più rude e sporco, contenendo nel suo tronco però influenze musicali che spaziano dal Folk allo Stoner, con anche qualche tocco di elettronica.