Giuliano Clerico nasce a Pescara il 31 Gennaio del 1977. Comincia ad appassionarsi di musica a tredici anni ascoltando i Beatles. Ha occasione di cominciare a suonare la chitarra all’età di 16 anni, di conoscere ed apprezzare il jazz, il blues ed in particolare la bossa nova. Suona in varie formazioni pop-rock sviluppando la propria tecnica chitarristica e l'esperienza; un connubio che lo rende sempre molto curioso orientandolo verso la ricerca di un sound personale. Trova la risposta alle sue esigenze nel 2003 quando inizia a scrivere e a proporre pezzi propri.
Parallelamente ai progetti live Giuliano Clerico lavora in uno studio casalingo dove incide le canzoni "VERSO UN CANTO DI SIRENA" e "LA PELOSA DE CANOSA". Autore dei testi e delle musiche, Clerico esegue anche le parti vocali di chitarre ritmiche e soliste. Entrambi i brani vengono mandati in onda dalla trasmissione DEMORAI di RADIO1 nelle edizioni 2004, 2005 ed anche nello speciale THE BEST OF DEMO 2006 viene riproposta con discreto successo "LA PELOSA DE CANOSA".
Nell'autunno 2004 prova un'interessante esperienza live unplugged da One Man Band, in questa occasione si accompagna semplicemente con la sua chitarra classica elettrificata che gli permette di improvvisare delle sessions solistiche.
Nel Gennaio 2006 comincia a lavorare in studio al suo progetto personale, un cd autoprodotto dal titolo "PERCORSI PARALLELI" in cui coinvolge ottimi musicisti locali come Tarcisio Torello al piano e all'organo, Claudio Bollini alla batteria, Luca Marinacci al basso, Antonio Astorino alle chitarre ritmiche nel brano "LA VOGLIA" e Barbara Pozzoli ai cori nel brano "LE PECORE". Per questo disco Clerico scrive testi e musiche, esegue le parti vocali, di chitarre ritmiche e soliste. Nel Dicembre 2006 DEMORAI manda in onda due canzoni di "PERCORSI PARALLELI": "LA VOGLIA" e "LE PECORE"; quest'ultima viene utilizzata come sigla finale della puntata della trasmissione.
In questo periodo propone il proprio repertorio in molti live club, inoltre il cd "PERCORSI PARALLELI" viene venduto in diversi punti Euronics di Abruzzo e Molise. Nel mese di Settembre 2007 il secondo brano di "PERCORSI PARALLELI", "NELLA STANZA DEI RICORDI", viene inserito nel sito www.lastorianascosta.com a cura dello scrittore Giovanni Fasanella. Il sito si occupa di dare un contributo alla memoria delle vittime del terrorismo degli anni di piombo in Italia.
Nel 2008 DEMORAI manda in onda due nuovi singoli autoprodotti di Giuliano Clerico, "IL COSTRUTTORE DI MECCANICHE SOGNANTI" ed "IL MENESTRELLO". Tre giorni dopo, il 7 Febbraio 2008, Giuliano Clerico viene invitato da DEMORAI a registrare un'intervista per uno speciale a lui dedicato, presso gli studi RAI di SAXA RUBRA.
Dal febbraio 2009 al novembre dello stesso anno Giuliano Clerico registra in studio il suo secondo cd autoprodotto "IL COSTRUTTORE DI MECCANICHE SOGNANTI"; in questo disco raccoglie dieci nuovi brani inediti tra i quali "BANDITI" e "LA SCHIAVITU’ DEL CORPO". A questo progetto partecipano Claudio Bollini alla batteria, Luca Marinacci al basso, Abramo Riti alle tastiere ed alla tromba e lo stesso Clerico che esegue le parti vocali, di armonica e di chitarra.
Nel dicembre 2010, Giuliano Clerico suona sul palco dell'auditorium FLOG di Firenze per la finale del ROCKCONTEST 2010.
Dopo un’intensa attività live, nel marzo 2012 viene prodotto il videoclip di "BANDITI" in collaborazione con PeperonittoFilm e l’associazione culturale La.Li.Pé.
Parallelamente viene svolto il lavoro sulla produzione de "LA DIVA DEL CINEMINO", il nuovo disco di Giuliano Clerico, in uscita prevista per il 5 marzo 2013.
Il 1° dicembre 2012 il videoclip di "BANDITI" viene premiato dalla giuria di FlopTV come "Miglior Clip Umoristico" all'interno del P.I.V.I. (Premio Italiano Videoclip Indipendente).
DICONO DI ME:

"Il cantautore pescarese mette fruttuosamente a reddito il suo autodidattismo artigianale, lo imborghesisce con fiati, synth, armoniche, mellotron, kazoo, e altre delizie, e ci incarta dentro un cazzeggio d'alta classe come non si sentiva da tempo: "La valeriana non mi aiuterà/Forse una sega mi libererà" sintetizza, a suo modo, la pungente ironia di un disco che risucchia Dalla, Carella e Gaetano prima dentro piacevoli folkerie d'oltreoceano e successivamente dentro un vortice di raggelante cinismo, talvolta sottile talaltra sguaiato (Il prodotto, La Valeriana, Zona Industriale)"
- Rumore -

"Cantautorato italiano, folk, con una punta di rock in più rispetto ai lavori precedenti, cui aggiunge diversi elementi strumentali all'interno delle singole tracce: una sezione di fiati in un brano, un riff di sax in un altro, un riff di tromba in un altro ancora... Il risultato finale è ottimo, anche grazie ai testi, ironici al punto giusto e riflessivi allo stesso tempo. Un'ulteriore conferma della validità dell'artista pescarese."
- Music Club -

"Disco appariscente e amarognolo di fondo e che emana musica che non annoia, anzi sorprende – nella sua semplicità caratteriale – nell’inserirsi tra centinaia di arrivi indie e quant’altro, elettrico, riflettente e pensieroso regala una fantastica economia d’ascolto tra refoli di Rino Gaetano, Dente, Muschitiello“Zona industriale” e ondate di anni Sessanta esaltati da stupendi “sbavoni” di schitarrate e organi con Lesli che innalzano le quotazioni della tracklist a picchi astronomici; dicevamo dieci tracce a denominatore disparato, brani che offrono storie da ascoltare in momenti in cui il bisogno di una complice dolcezza è forte, e questo artista sembra fatto apposta per lenire e intaccare la carica di emotività a seconda della sua percezione del momento. "
- Rockambula -

"L'atmosfera generale del disco - a dispetto di un titolo che potrebbe far pensare a un piccolo mondo antico tutto nostrano, ma che, come spiega lui stesso, "è il mondo della mediocrità e dei "falsi positivi""- è quella di canzoni nate dalla penna di un moderno menestrello, un nomade dei nostri giorni che, tra un’osteria e una stazione di servizio, osserva e descrive l’umanità con occhio beffardo e serena indifferenza, lontano dai tormenti dell'amor perduto che dopo l’avvento di Battisti hanno influenzato (talvolta fin troppo) intere generazioni di cantautori."
- SentireAscoltare -

"Il suo è un pop ricercato e mai banale, che riesce a giocare con sonorità blues e folk rock dandogli una forte impronta personale. Gli strumenti, le ritmiche, la struttura dei testi, sono dieci brani tutti diversi: è vietato annoiarsi durante l’ascolto del disco. Ha un’impostazione d’altri tempi che dona a brani come “Concubina” e “La strada” un’aria familiare e rassicurante, ed è un piacere ascoltarle."
- Rockit -

"nasce on the road, tra bettole,motel e lunghi viaggi in autostrada. Infatti, il cantautore pescarese Giuliano Clerico scrive la sua terza prova di autoproduzione mentre è ancora in tour per Il Costruttore Di Meccaniche Sognanti. Ne risultano brani dal sapore dolceamaro, imbevuti di blues-rock nell'effervescente Il Prodotto, o a metà tra indie-folk e country nella tenera ironia della straniante Barbara."
- Rockerilla -

Giuliano Clerico - voce e chitarre
Luca Marinacci - basso elettrico
Alex Secone - tastiere
Claudio Bollini - batteria

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