"Allegoria di un viaggio all'interno degli insondabili abissi della mente, "Of Memories And Nothingness" è il primo lavoro di God In Panic, nuova incarnazione di Vena (alias Vincenzo Ingraldo), polistrumentista siciliano da anni attivo nella scena musicale "colta" del nostro bel paese.
Un concept dunque: luce/tenebra, coscienza/incoscienza, veglia/sonno, morte/rinascita.
Un lavoro grigio, introspettivo, profondo e sottilmente inquietante.
Le lamiere che si contorcono, sofferenti, del miglior Raison d'être, delicati arpeggi di scuola neofolk (Sol Invictus), l'abisso melmoso di Lustmord, l'eleganza del dark, i Depeche Mode e i NIN nella loro asetticità... e tanto altro.
Questo è, schematicamente, "Of Memories And Nothingness", un album che colpisce per la maniacale attenzione ai dettagli, tanto visivi, packaging splendido, quanto musicali, arrangiamenti di grande classe, e per il suo saper essere abbagliante e nero al tempo stesso.
Tanto il buio assoluto quanto la luce accecante, infatti, possono spaventare e God In Panic riesce a inquietare sia nel primo modo che nel secondo.
Il suo suono è tormentato, i beat industriali quasi desolanti nel loro contrapporsi all'elegia della chitarra classica, il suo sapore dark ambient ossessivo quasi come i mantra vocali che Vena recita come un moderno sciamano metropolitano".

(B. Dopecity Calderone)