Horizon è il nome di una band rock alternativa di Rimini che, in più passi, inizia a formarsi alla fine del 2009, con la fusione di due progetti distinti e diametralmente opposti: uno proveniente dalle ceneri di un quintetto che coinvolgeva, fra gli altri, Gabri, Ivan e Tia, caratterizzato da sonorità pop.
L’altro di decisa tendenza hard rock /metal, gestito da Ste e dallo stesso Tia.

Il batterista, all’incedere dell’autunno, decide di proporre a Gabri ed Ivan come nuovo chitarrista proprio Stefano, concentrandosi sulla costruzione di un unico progetto che trovasse un punto d’accordo per i quattro.

Il punto in questione è rappresentato, immediatamente, dai Muse.

Le sonorità degli inglesi, infatti, spingono la band a impostare le prime cover, contando su una forte versatilità vocale, da parte di Gabri, e da un gusto comune per la solidità ritmica e melodica che caratterizza i ragazzi di Teignmouth.

Da questo momento in avanti i quattro si specializzano sempre di più, mentre la complicazione nel replicare il sound cercato li porta ad alternarsi tra momenti di composizione (in cui vengono abbozzate le prime versioni di “Chiudi Gli Occhi” e “Sei Molto Più”), momenti di ricerca nell’immenso mondo della strumentazione musicale e momenti di difficoltà per la mancata possibilità di ritrovare esattamente l’arrangiamento tipico dei Muse.

Proprio per queste difficoltà, ha inizio la ricerca di un nuovo componente che potesse soddisfare le necessità della band che andava costruendosi.
A fine 2010, nascosto dietro una luminosa mela morsicata, Fabio, già avviato alla composizione personale di musica elettronica, viene scovato da Gabri ad un dj set.

Con rinnovato spirito e spinta dal background elettronico del nuovo componente, la band muove i primi passi verso la programmazione di sintetizzatori: fra sequencer, program change e midi controller fisici, dà il benvenuto al metronomo nei suoi live, fedele compagno del batterista, fratello ed instancabile dittatore.

Il perfezionamento negli arrangiamenti delle cover, porta a nuovi orizzonti nella scelta delle stesse (Radiohead, Coldplay, U2..) e nuove dimensioni sul lato delle composizioni.
Il tutto ulteriormente agevolato dalla stabilizzazione dei cinque membri nello studio familiare di Mattia a metà del 2011 (doverosi gli special thanks per il padre del batterista, Marco).
Da questo momento in avanti il lavoro si proietta verso la ricerca della propria identità musicale: in un viaggio di distorsioni confusionarie, effetti elettronici e ritmiche convulse, Horizon inizia ad assumere un significato e a comprendere l’importanza del fine.