Il Sogno di Ilse è un percorso artistico -musicale, visivo, emotivo e introspettivo- nato nell'ottobre del 2011

Il Sogno di Ilse è un percorso onirico e sensoriale che affonda le proprie radici nella concezione, artistica e umana, del complesso mondo pirandelliano. E l’attraversa, per evolversi in un’esperienza polisemantica, vitale e vissuta.
Il progetto, concepito, nel suo nucleo fondamentale, nell’ottobre del 2011, prende avvio nel giugno dell’anno successivo e si plasma dalla confluenza delle più diverse esperienze: lo anima, tuttavia, un'unica, continua e vibrante voglia di sperimentare il tessuto multiforme dell’arte e dell’anima umana. Un percorso artistico -musicale, visivo, emotivo e introspettivo- intrinsecamente connesso a quanto il nome stesso, nel suo nucleo simbolico, intende suggerire: un sogno, quindi, una panacea visiva e sonora, fatta di voci (e di silenzi), e di immagini (e riflessi), come un dipinto che inglobi il desiderio e il tormento della vita e, anzi, il vibrare, di tutte le vite e le idee e i sogni di quanti si facciano interpreti del sogno stesso. Ed è un sogno che vivifica e, assieme, ingabbia anime e corpi alla stessa natura, tortuosa ed oscura, del sogno. È il sogno di quanti si accostano al Giardino Selvaggio, ed è il sogno di Ilse.
Ne scaturisce un universo autentico e sognato, pulsante e sofferto, un’opera in fieri che spazia dalle suggestioni della musica rock e post-rock fino allo sperimentalismo elettronico, passando per il cantautorato, fino alla poesia, per percorrere una strada che è, al tempo, la più misteriosa e la più umana tra gli uomini: quella del sogno, delle maschere, delle luci e delle tenebre....
Il Songo di Ilse si propone come un mondo composito, fatto non solo di suoni, ma anche di immagini, colori, racconti, visioni, immersioni nella psyche, fino a una concezione rituale e catartica dell’arte, che assume connotati di sensualità e mistica profonda: il tutto animato dalla mescolanza di individualità concrete ma sognanti, dissonanti, eppure convergenti.
Policroma si offre l’ispirazione letteraria: dalla tradizione del romanzo maledetto di Oscar Wilde, vagando tra le ombre della favola noire di Edgar Allan Poe; dall’epica omerica, alla mitologia nordica, fino alla lirica e alla tradizione dell’inno cletico e del culto misterico; dai reami fantasy di Tolkien, al vampirismo Stokeriano, fino alle atmosfere gotiche dei romanzi novecenteschi di Anne Rice.

Ilse nasce dalla memoria di un incompiuto capolavoro del metateatro pirandelliano, che porta il titolo de I Giganti della Montagna. Regina e vittima del buio e degli spettri, protagonista dell’eterno scontrarsi e fondersi della Maschera con l’Uomo e della Forma con la Vita, si configura come affascinante e controversa guida: ella vuole condurre artisti e fruitori dell’arte attraverso un mondo incantato, fatto di sogni e apparizioni. Tra maghi, fantasmi, folli e dannati, sognatori e semplici teatranti, ella tende a svelare un mondo dove l'arte e la vita si fondono, per dar luogo ad una prospettiva nuova eppure antica, illimitata, tesa, tra l’esaltazione dionisiaca e la ricerca estetica apollinea, alla scoperta della coscienza umana, della sua dimensione terrena, spirituale e infera.
Ad Ilse, in arte Rita Persephone Saviano, voce e medium del sogno, s’affianca una compagnia policroma di maschere, vivificate dal tessuto del Sogno:
Alla batteria e alla sdrammatizzazione del dramma Mario Pedron, per la Scalogna l’eterno Viandante, che scandisce il ritmo d’un eterno ritorno su colpi di musicalità rituale.
Al basso, il Sognatore primigenio, Marco Semitono Mezzapesa, creatore di sonorità infere offerte dall’esplorazione dei più gravosi desideri.
Alla chitarra il rigore pulsante del Cavaliere, Francesco Raia, proteso all’ideale di un passato redivivo, offertosi alla ricerca della redenzione come del tormento.
Con chitarra e suoni crea i suoi spettri anche il Conte, Egon Viqve, creatura notturna emersa dalle nebbie dei Carpazi per compiere una danza rinnovata nei meandri di una, seppur sonora, coscienza.
Alle tastiere, alle danze, alle arti visive, la Strega, Giovanna Ivy Alterio, colei che è ciò che par essere, perduta nella mistica sacralità del personaggio che svia la mendace illusione d’una identità perfetta.
Alle arti teatrali, inoltre, il gruppo si avvale della presenza di Rino Romano, figura romantica ed eterna incarnazione di Poesia, e di Andrea Miranda, dissacrante millantatore di purissima magia. A concludere il quadro, infine, la presenza del corpo di ballo composto da Denise Vergone, Anna Scuotto, Sara Guardato e Maria Crispo, oltre al supporto musicale talvolta fornito da Arcangelo Annunziata (alle tastiere) e Gennaro Evol (addetto a strambe sperimentazioni sonore).
Il gruppo ha partecipato a diverse manifestazioni su scala nazionale (un festival di musica emergente organizzato dall’associazione romana “I Cerchi Magici”, l’Emergenza Festival, il Tour Music Fest, il festival di musica sperimentale organizzato presso Nemi, nell’ambito della manifestazione “Il Colle delle Streghe”)
Nel 2013 inizia la pubblicazione dei primi cammei estratti dal concept album Maschere Nude, in uscita nel prossimo inverno, nonché la preparazione dell’omonimo opera rock, presentata il 27 dicembre del 2014 presso l’Auditorium di Saviano (NA): entrambi si propongono di narrare la storia di Ilse e dei sui compagni di Sogno, l’ossessione, lo sgomento, la sensualità e l’amore, la Discesa dalla Grazia e l’Eden oscuro del Giardino Selvaggio.
Un invito ad ascoltare il richiamo di terre perdute, di giardini estetici senza vincoli di senso, di case incantate, dove, tra la follia e la vita, tutto diviene possibile.
Nel tenue barlume del suono, e delle lune "come agli orli della vita, che, a comando, si distaccano; entra l'invisibile, vaporano i fantasmi. È cosa naturale. Avviene ciò che di solito nel sogno. I sogni, la musica, la preghiera, l'amore...tutto l'infinito che è negli uomini, lo troverete dentro, e intorno, a questa villa".