A Copy For Collapse racconta com'è stato il suo tour in est Europa Intervista

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15/10/2015 di

A Copy for Collapse è appena rientrato da un tour in est Europa, che l'ha portato in Russia, Lituania e Lettonia. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il clima, non solo musicale, che ha trovato, e lui ci ha risposto anche con un video che racconta i luoghi in cui ha suonato.

È il tuo primo tour all'estero? Raccontaci le città in cui sei stato e il clima, musicale e non, che hai trovato.
In effetti è stata la mia prima esperienza all'estero; due anni fa sono stato in Serbia e Regno Unito, ma si trattava di singole date. Questo tour mi ha portato ad attraversare la Russia passando anche per Lituania e Lettonia: 9 date su 10 giorni (necessario il day off a metà tour quando ho potuto dormire per 12 ore consecutive) da Riga a Vilnius passando da Mosca, San Pietroburgo, Kaluga ed altre città russe. Un'esperienza bellissima, nonostante la fatica per un non più giovanissimo come me di prendere treni ogni giorno (a volte anche subito dopo l'esibizione). Un pubblico caloroso come la temperatura che ho trovato, ignorando (giustamente) le raccomandazioni di mia madre che temeva andassi in posti freddi con 10 gradi sotto lo zero. Il pubblico ha reagito sempre in maniera diversa, a volte la sala era piena di gente danzante, altre volte calma sorseggiando cocktail. Ricordo in particolare la data all'Union Bar a San Pietroburgo (città che ho potuto ammirare solo per 24 ore): credevo che il pubblico fosse totalmente disinteressato ma quando ho ultimato il set c'è stato un applauso fortissimo accompagnato da complimenti e abbracci (letteralmente stretto da una comitiva di ragazzi che hanno preteso selfie, autografi e la promessa di tornare nella loro città). Che altro dire? Ho scoperto che le zuppe sono ottime, le sigarette sono super-economiche e i redneck sono tutti originari del Caucaso (come lo shawarma, lo street food ignorante da consumare preferibilmente di notte).

Con chi hai condiviso i palchi? Hai ascoltato qualcosa di interessante?
Fondamentalmente sono stato la special guest di tutte le date; comunque ho condiviso il palco a Mosca con una band locale, Quintenza, indie-rock contaminato da dubstep ed electro.

Quali sono le maggiori differenze tra come si organizzano i concerti in Russia rispetto all'Italia? 
Il tour è stato pianificato ed organizzato da Alex Kelman (Ice Cream Disco) che in passato aveva già collaborato con artisti italiani come Soviet Soviet e Tying Tiffany. Avevo con me sempre uno o due tour manager che mi seguivano letteralmente ovunque. Ho suonato in club e locali più o meno grandi, incontrando sempre local promoters gentili e disponibilissimi; tutti i locali erano dotati di impianti professionali e soprattutto non mancavano mai i fonici, quelli seri. Devo essere sincero, in Italia mi trovo quasi sempre bene, tuttavia capita di interfacciarsi con gente incompetente che (parlo soprattutto da un punto di vista tecnico) non è in grado di accontentare le richieste come da scheda tecnica.


Hai parlato un po' con la gente del posto della musica italiana? 
Certo, la musica italiana è stata spesso argomento di discussione. A parte Modugno e Al Bano, molti ragazzi conoscono Spiritual Front e Soviet Soviet, sul versante elettronico invece (ho notato che funziona molto la fidget) tanti fan di Cyberpunkers e Bloody Beetroots (sebbene molti di loro ignorino che si tratti di progetti made in Italy).

Tag: tour europeo

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