Achille Lauro - Il rap non mi interessa, le parole sì Intervista

Achille Lauro - Al telefono da Roma, ci ha raccontato del suo rap, originale e molto intimo, di chi gli dice che non sa fare le rime, della sua faccia nascosta e di Billy Idol. L'intervista di Carlotta Fiandaca e Marta Blumi.Achille Lauro - Al telefono da Roma, ci ha raccontato del suo rap, originale e molto intimo, di chi gli dice che non sa fare le rime, della sua faccia nascosta e di Billy Idol. L'intervista di Carlotta Fiandaca e Marta Blumi.
10/03/2014 di Di Carlotta Fiandaca e Marta Blumi

Il 28 febbraio è uscito per Roccia Music il disco di Achille Lauro,“Immortale”. Abbiamo intervistato Achille al telefono da Roma, il giorno prima della presentazione ufficiale del disco a Milano. Ci ha raccontato del suo rap, originale e molto intimo, di chi gli dice che non sa fare le rime, della sua faccia nascosta e di Billy Idol. L'intervista di Carlotta Fiandaca e Marta Blumi.

Eccomi care.. ciao piacere!

Ciao a te. Abbiamo mezz'oretta, chiacchieriamo un po', vogliamo toglierci qualche curiosità. Siamo venute anche alla presentazione di Roccia Music, ma non siamo riuscite a intervistarti quel giorno.
Sono stato fortunatissimo con Roccia Music. Marracash era molto preso, gli piacciono un sacco le cose mie e c'è molta stima reciproca.

Hai già un sacco di fan che sui vari social postano foto relative a te, c'è gente che si tatua il tuo nome. Persone veramente già super appassionate a te come artista nonostante tu sia uno molto emergente, no?
Come no! Ti dico la verità... sicuramente la mia fanbase è ancora una cosa di nicchia, però le persone che ci si avvicinano posso dire che sono proprio sfegatate. Non so, sicuramente perché io scrivo di cose che mi rispecchiano molto, stati d'animo in cui mi sento realmente, lasciando spazio proprio alle sensazioni, cercando di descriverle. Quindi evidentemente le persone che si avvicinano alla mia musica penso lo facciano perché si rispecchiano proprio nelle cose che dico, passano gli stessi momenti... Io stesso mi avvicino alla musica oltre che per gusto personale anche perché sono cose in cui mi rispecchio, in cui mi rivedo, parole che mi toccano. Penso che la mia fanbase, anche se di nicchia, abbia questo pregio, che si rispecchia molto. Sono sfegatati, se legano! Lo stesso Marra mi dice la stessa cosa, dice che i miei fan s'ammazzerebbero per me.

Infatti... un'altra cosa che si vede spesso sono foto dove la tua faccia è nascosta. Da dove nasce questa cosa?
Nasce dall'inizio. Io praticamente prima di Roccia Music ho fatto un solo mixtape ("Harvard", ndr); sono acerbo, sono all'inizio di un percorso e quando ho iniziato a fare musica ho scelto di non ostentare niente. Visto che tutti facevano i video rap nello stesso modo, nella propria zona, nel quartiere, con gli amici dietro... io ho scelto di distaccarmi da queste pose classiche, da sempre. Mi sono sempre sentito distante da questo. Ho scritto delle cose, sono pensieri miei, come un libro; quindi appunto non volevo ostentare niente. E poi volevo tenermi un po' riservato visto che mettevo in piazza cose così mie, personali, anche i pezzi più crudi, tutto. Infine pensavo che comunque facendo musica le parole potevano bastare e la faccia me la potevo pure tenere io. Anche se ormai invece è una cosa che conta e anzi, tutti puntano su quello. Quindi è partito da là, poi va beh é arrivata Roccia Music e ora non è che posso girare con le mani in faccia... quindi mi si vede di più.

“Immortale” contiene 17 brani e pochi featuring. Pezzi molto intimi e personali, un rap quasi sussurrato il tuo, bisogna stare attenti a sentirti.
Allora se senti il mio primo lavoro era più acerbo, diverso, scritto tutto di getto. Ti dico la verità io scrivo un botto, sono motivato e ho tante cose da dire. Seguo l'ispirazione e quando sono ispirato e motivato scrivo anche due, tre pezzi, uno appresso all'altro.
Appunto per questo ho scelto pochi featuring (pochi ma buoni), perché certi pezzi li reputo molto personali, quindi non ci vedo e non ci trovo proprio altre persone che potrebbero partecipare ai miei pezzi. Troppo personali, volevo fare il mio primo disco, il mio primo lavoro che fosse proprio mio. Non m'interessava mettere tanti featuring. Tramite Marra ne avrei potuti avere mille, ma non m'importava. Volevo fare una cosa seria. Questi poi sono pezzi che sono nati molto prima di Roccia Music; io ho già due dischi scritti... capito?

Caspita, già pronti?
Certo! cioè le cose meglio ce le ho in saccoccia!

Quindi il meglio dobbiamo ancora aspettarcelo?
E certo, appunto! Comunque ho scelto pezzi seri, che mi rappresentassero. Non ho bisogno di ostentare cose, a me piace fare prima di tutto musica, musica di concetto, una cosa figa, che rimane.



Tra l'altro hai detto in un'intervista recente che il rap italiano non ti piace più di tanto e che ascolti tutt'altro. Giusto?
Esattamente.

Ma come mai, se non ti piace, hai cominciato proprio a fare rap? Solo per via di tuo fratello? (musicista e produttore nel collettivo romano Quarto Blocco, ndr.)
Il rap è la chiave con cui ho scelto di fare musica. Io ho sempre ascoltato il rap, però devo dire, non mi rispecchio in nessuno; rispetto tutti, ma non mi rispecchio in nessuno. Il mio primo disco era parecchio rap, per “Immortale” invece ho cercato di fare una cosa originale, ho scelto basi diverse; a parte le cose più grezze, ho scelto cose ambient, ho cercato di approcciare al rap in maniera nuova, mia, originale. Gli accordi di certe canzoni li ho fatti io; li ho trovati io e poi li ho sviluppati assieme ai miei produttori che fanno altre cose, come colonne sonore, oltre alle produzioni classiche. Anche per questo il disco è così “originale”. Io ho ascoltato rap italiano di riflesso negli anni; essendo io vissuto con mio fratello da quando ho 14 anni ho ascoltato tutto il panorama del rap sia italiano che americano. L'ho preso, mi ci sono affacciato. Ma sicuramente non mi sono ispirato a nessuno, faccio una cosa prettamente mia. Ho scelto il rap perché mi piaceva fare musica e ho approcciato più facilmente alla musica scrivendo parole piuttosto che facendo un corso di canto.

A proposito di scrittura. Una cosa che si dice di te è che scrivi molto bene, che hai una scrittura molto evocativa e immaginifica. Eppure gente che ascolta rap fatica a seguirti quando rappi, a volte non sembra nemmeno rap, a volte te ne freghi proprio delle rime...
Tipo in “Scarpe coi tacchi”. La verità è che là è più una cosa de' canzoni. La gente è ancora chiusa dentro all'omologazione del rap. Io invece sto cercando di fare una cosa nuova. A me interessa fare una canzone. Per esempio, “Scarpe coi tacchi”: non è che sono deficiente, le rime le faccio pure io. Ma scelgo di approcciare alla scrittura in questo modo, voglio dare il concetto, non è che non faccio le rime, voglio dire una cosa in un certo modo e se mi piace come suona la cosa è così e basta.
Anche con la storia della ripetizione della parola mi hanno fatto una testa così. Ma in America si usa. Non m'ispiro nemmeno all'America o al rap americano, sia chiaro, ma sicuramente m'ispiro più a quello che a ciò che si sente in Italia. M'interessa colpire gente più grande, gente di 25, 30 anni. Mi fa piacere che i pischelletti di 12, 13 anni mi scrivano, per me è il massimo, ma m'interessa arrivare a tutti i target.

E la Bibbia? Sia quella che vendi, sia quella presente nel disco: l'Antico e Nuovo Testamento, i versetti che reciti alla fine o all'inizio di ogni brano. Come ti è venuto in mente? L'hai letta la Bibbia? 
Allora la Bibbia va beh non l'ho letta sinceramente, ho dei ricordi... Il concetto di immortale è nato per la mia attitudine (ho superato vivo certi eventi) mentre la divisione tra Antico e Nuovo Testamento sono in pratica i miei testi nuovi e quelli più vecchi rielaborati, che tra parentesi sono quelli che sono andati di più. Io alcune cose non le avrei nemmeno fatte uscire perché erano davvero troppo personali; invece tutti mi dicevano “devi farli uscire!” e allora li ho cacciati fuori e sono andati bene. Sono pezzi miei che mi hanno fatto andare e andranno sempre, sono i miei pezzi cult.

La Bibbia rispecchia tutto il concept del disco, l'Antico e il Nuovo Testamento, la corona di spine che porto nella copertina, ho fatto il disco con il presepe.. E poi, visto che non mi bastavano più le parole usate nelle canzoni (ride, ndr) volevo aggiungere altri versetti, per far capire ancora meglio chi sono io e come la penso, su tutto. La Bibbia unisce tutto, dà un messaggio forte, diverso dal solito. Preciso che sono idee tutte mie eh, che leggo in giro “Achille personaggio costruito”. Ma proprio assolutamente no! Marra è stato un grandissimo, mi ha seguito come nessun altro, ma è venuto tutto da me.

Ultima spiegazione: perchè Achille Idol.
Idol dei Generation X. L'ho scelto un po' per la somiglianza (dicono) e poi perché comunque io sono un fan. Billy Idol ha scelto questo nome perché con la stessa pronuncia hai due significati: idol significa idolo, idle significa fannullone. Capito?

Quindi sei un idolo... oppure un fannullone.
Esatto, la cosa geniale è questa!

Una curiosità: nel singolo uscito da poco, “Real Royal Street Rap”, con Marracash, riprendete un pezzo di una strofa di “Badabum cha cha”. Perché quel pezzo lì? E poi, le citazioni si fanno nel rap, ma magari non quattro barre intere...
E va beh, ma quello è il primo singolo di Marracash, quello che l'ha consacrato. Forse ha voluto usare questa cosa come passaggio del testimone...

Come porta fortuna.
Lui crede molto nel suo inizio così popolare.

Ma infatti c'è tanto anche di “Popolare” di Marracash in questa tua canzone...
Ecco brava esatto.. per me questo è il top. È una specie di inno capito? Per far capire che è quel mood là che c'è anche nel mio disco.

Dimmi qualcosa su “Ghost”, una canzone molto bella. È una di quelle che non volevi cacciare fuori?
“Ghost” è molto introspettiva, è uno di quei pezzi che ti dicevo, che mi sono ritrovato a scrivere perché avevo proprio delle cose importanti da dire. Le cose più belle sono quelle che ti tieni dentro e io ho trovato questo modo di esprimermi. Evidentemente se ti piace è perché hai trovato qualcosa che ti rispecchia. A volte gli stati d'animo sono comuni... dai pezzi d'amore, sulle donne, sulla vita, che toglie a tutti. Le vite sono diverse, ma le cose che succedono magari sono le stesse, per quello che poi una canzone piace. È un fotografare uno stato d'animo preciso che alla fine però rispecchia tanta gente. Là, in quella canzone, ci sono proprio cose mie, tanti spunti: donne, amici, famiglia. “Ghost” è uno di quei pezzi che non mi scorderò mai quando l'ho scritto.

Ho letto che ti piacciono molto i featuring con le ragazze. Chi è Sonia Margot che duetta con te? Così presentiamo anche lei.
Sonia è il nuovo talento scoperto da dj 3D. Le mie produzioni sono curate da Banf, The Night Skinny, 3D e Frenetik. Sonia l'ha scoperta 3D attraverso un video che lei ha fatto in webcam e gli è piaciuta; in più a lei piacevano un botto le mie cose e quindi è venuto fuori il featuring. Io ti dico che tra un po' sentiremo parlare di lei, che ha una voce fuori dal normale, è veramente un prodigio, ha una voce bellissima, ha fatto canto per un sacco di tempo. E si sente.

Sei di Roma, ma il disco lo presenti ufficialmente a Milano. Come ti senti?
Ti dico.. io mi sono trovato benissimo a Milano, mi sento quasi a casa.

Ma ora dove stai? Roma o Milano? Così, per curiosità, e per farci i fatti tuoi.
Ora sto a Roma, forse ancora per un annetto, ma non escludo di trasferirmi, vediamo come vanno le cose.

Basta domande e basta farci i fatti tuoi.. grazie mille.
Ciao, in gamba!

Tag: rap italiano rap

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