Alessandro Fiori - Video première: guarda "Mangia!" di Alessandro Fiori e leggi l'intervista Intervista

Alessandro Fiori Mangia!Alessandro Fiori Mangia!
09/11/2016 di Alessia Conti e Doriana Tozzi

Oggi vi presentiamo in anteprima "Mangia!", primo video estratto dal nuovo album di Alessandro Fiori, che potete ascoltare in streaming integrale qui. Per l'occasione abbiamo fatto due chiacchiere con Fiori sul disco e soprattutto proprio su questo strano, strano video.

“Mangia!” è un brano musicalmente più "luminoso" ma anche più sarcastico, nella sua ossessività. Gli altri brani di questo lavoro si muovono infatti di più tra tonalità oscure ed elettronica ipnotica e tagliente mentre nel singolo l’ironia sembra avere la meglio. Come mai hai scelto questo brano come primo singolo?
È stato un puro caso: io mi immaginavo come primo estratto il video dell'omonimo strumentale “Plancton” ma il regista Francesco Faralli, super stimolato dall'idea di abbinare al video di "Mangia!" un omaggio a "Eraserhead" di Lynch, si è messo subito al lavoro come un razzo!

Nel video sei presente, ma è quasi come se non ci fossi. Anche nel disco emerge molto di più l’anima del tuo lavoro in sé e per sé piuttosto che una tua “voce personale”, quasi arrivando ad una sorta di autonomia del disco dal suo autore. Sei d’accordo? 
Questo è un bello spunto. Sono d'accordo, credo che questa caratteristica sia presente in tutti i miei dischi precedenti: esserci e non esserci, creare distacco, dare autonomia all'opera. Maggiormente, per paradosso, nei miei dischi da solista rispetto a quando ero “cantante” di band nel passato.

In questo disco regna una certa sensazione di “stasi”, presente anche nel titolo “Plancton”, che rimanda ad organismi acquatici che vengono trasportati passivamente dalla corrente. Insomma, oggi si vive per inerzia?
Certo! È la nostra forza nella misura in cui l'inerzia ci lega ad un divenire più grande di noi, naturale, in cui l'uomo illuminato si arrende salvo suicidarsi. Allo stesso tempo, da un punto di vista sociale e collettivo, è la nostra più grande debolezza, la nostra veste di schiavi contemporanei!

All’interno del plancton marino si annoverano anche le meduse, che pur facendosi trasportare dalle correnti quasi fossero innocue, sono temute da molti bagnanti per il loro potere urticante a volte addirittura letale. Il paragone con loro può essere una chiave di lettura delle “palpitazioni” ritmiche e dei panorami sonori post-apocalittici creati dai synth nel brano in questione?
I miei synth vi fanno venire in mente le meduse? Ragazze, avete assunto ayahuasca?



Al di là dell'ironia, a dominare sembra la ricerca di quello che c’è oltre le esperienze e le sensazioni, ovvero probabilmente il nucleo stesso dell’esistenza. Ritieni sia cambiato più il tuo punto di vista oppure è il messaggio finale di “Plancton” a richiedere più “oscurità” e introspezione?
Credo siano vere tutte e due le cose: da una parte io credo di essere cambiato molto negli ultimi 4/5 anni in seguito ad una concentrazione di eventi “forti” (doppia paternità, perdita di persone molto care…) e questo fatto ha senz'altro cambiato l'inquadratura, lo zoom; dall'altra il tentativo di descrivere quasi ontologicamente l'assenza (tutto parte dal forte simbolo anti-illuministico del sole che rimane dietro) mi ha portato ad utilizzare una tavolozza di colori freddi, desaturati, e giocoforza alcuni caratteri più caldi sono rimasti in secondo piano.

Veniamo a quello che comunque sembra essere il minimo comune denominatore di questo tuo lavoro, ovvero il tema del pessimismo, che raggiunge l’apoteosi con il tema della morte e della sfiducia nel genere umano. Credi che la strada per la “salvezza” esista, anche se magari ancora nascosta e inabissata sotto cumuli di cliché e cattive abitudini?
Il genere umano mostra da sempre dei caratteri, è crudele, si sopravvaluta, sfida se stesso, inventa concetti astrusi come speranza e salvezza… io osservo soltanto (di stamani la notizia di Trump…) e galleggio come le microparticelle della copertina. Non mi aspetto un mondo migliore per i miei figli: il mondo migliore nel quale si possa vivere ce l'abbiamo già, è confuso e semplice, innocente, basta saperlo vedere.

Tag: nuovo video

Commenti (1)

  • Ugo Coccia 10/11/2016 ore 09:35 @ugococcia

    Al ballo con Lynch e Pere Ubu ...

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