Sud Sound System (SSS) - Arezzo Wave 2002, 07-07-2002 Intervista

28/07/2002 di Simona Cortona

“Oggi suoneremo allo Psycho in un manicomio ancora funzionante. Un ambiente tranquillo e rilassato che ci ospita… visto che un po’ pazzi lo siamo anche noi… Tra le altre cose visto l’ambiente mi sa che se la passano meglio loro. E’ curioso, è la seconda volta che suoniamo in un manicomio in due settimane. Sembra che in Italia per fare cultura funzionino di più i manicomi! Alla faccia dei presunti normali…”
Nando Popu



Nando Popu Dimmi tu se in Italia si fa ancora cultura per le strade? Ci troviamo in una situazione italiana dove tutto stà cadendo. Stanno cadendo i valori, ma non quelli morali con cui ci siamo sempre puliti il di dietro, i valori che ci hanno consentito di vivere insieme e di formare una società eterogenea. In Italia siamo tutti diversi ma fino a poco tempo fa si poteva star bene. Oggi questa destra ha come unico intento quello di succhiarci i soldi, di farci credere che stiamo bene come se fossimo degli imbecilli e portarci ad uno stile di vita molto prossimo alla schiavitù e molto vicino all’Argentina. E’ tutta una cosa illusoria e con 6 televisioni si fa presto a fare Pasqua e Natale…. La realtà è quella che è…

Rockit:Abbiamo cominciato alla grande è? Bello incazzato… Ok, passo subito alla domanda sulla scena salentina. Dalle dance hall nelle campagne alla nascita dell’edizioni musicali Salento Sound System. Qualche cosa si muove nella realtà salentina? Si stanno proponendo gruppi, eventi, cultura?

Don RicoSi certamente c’è una realtà che ci appartiene ed è tutta intorno a noi. Ci sono diverse realtà di sound system e ragazzi uniti come crew che fanno i dj e i cantanti. Noi abbiamo dato la possibilità a 18 di loro, grazie ad uno show case, di suonare sopra le nostre basi strumentali. E’ stato emozionante per i ragazzi. Contemporaneamente stiamo ripristinando il nostro studio per continuare a dare spazio alle nostre realtà.

Rockit: E delle “Edizioni Salento Sound System” che mi dici?

Don RicoNasce tutto, comunque, dalle dance hall che è la culla dei dj e dove cresce il movimento reggae. Dance hall è ascoltare musica, fare reggae insieme grazie ad un microfono, esprimere le proprie emozioni. Tutto dipende dalla sensibilità delle persone, parlare di cose serie o frivole. Le Edizioni Salento Sound System sono uno spazio che serve a questo, a dare, concretamente, la possibilità vera di stare insieme e comunicare.

Rockit: Quindi Sud Sound System è sinonimo di tradizioni mediterrannee, di cultura, di ritmi giamaicani e di temi sociali?

Nando Popu Si Sud Sound System è tutto questo. Sei artisti tutti diversi ma che uniti fanno un suono unico: il raggae giamaicano. Poi ognuno di noi viene da paesi diversi, con culture diverse e, visto che nel Salento c’è un comune ogni due chilometri, anche con un dialetto diverso. Ma è proprio questa la forza del Salento: una terra in mezzo al mediterraneo dove da millenni passano popoli, ci restano, si mischiano…Dalla “bastardaggine” nasce qualcosa di ricco e di civile. Guarda noi, parliamo in dialetto e amiamo una musica giamaicana che è nata dagli schiavi africani esportati in America. Sonorità e razze che si sono mischiati al blues, al jazz inventando un altro stile ancora. E questo avviene grazie alla magia della musica che sposta e si muove tra i popoli e dove passa prende e lascia qualcosa.

Rockit: Un cammino, il vostro, tra i popoli che dura da dodici anni, pieno di esperienze e conoscenze.

Don Rico:Tanti dischi e tante dance hall. Naturalmente oggi siamo più maturi musicalmente ma quello che cerchiamo di fare, sempre, è dare spazio ai giovani, renderli consapevoli della propria terra. Non siamo insegnanti siamo autodidatti ma ci teniamo a condividere le esperienze con i nostri ragazzi, dargli possibilità, consapevolezze e coscienze. Da noi spesso si stà rinchiusi in casa, si esce solo il sabato per andare in discoteca dove si sente solo musica martellante, house. Qui non c’è niente e i giovani hanno come compagni la tv che li bombarda giornalmente. La musica nel Salento, il reggae, unisce i giovani, da vita, fa ritrovare tradizioni, riscopre valori.

Rockit: E questo è anche il messaggio di Musica Musica, il vostro ultimo lavoro che racchiude la forza della vostra cultura mista al ritmo e che, come canti tu: “libera ogni soggetto da ogni soggezione”?

Don RicoSi, stai parlando di una mia canzone dove il ritmo è concentrazione, è meditazione, non si ha più soggezione e ti senti unito. L’importante è seguire il ritmo e il corpo va via, si armonizza. La discoteca, al contrario, è come lo stadio, un luogo per sfogarsi, per inveire, per restare soli anche in mezzo a tanta gente.

Rockit: Il vostro ultimo impegno è stato al Rototom Sun Splash a Osoppio a fine giugno.Come è andata?

Don RicoUn bellissimo concerto! Siamo saliti sul palco dopo i Wailers (band storica di Bob Marley, ndr) e sentire e vedere i protagonisti del reggae ci ha profondamente onorato.

Nando Popu Un riconoscimento che ci ha fatto piacere e ci ha ricaricato perché ultimamente nel Salento il raggae sta incontrando molti problemi. Carabinieri e polizia attaccano i giovani, spesso quattordicenni, presi mentre fumano uno spinello invece di andare a controllare i mafiosi. Prima si poteva parlare oggi non è più possibile, c’è solo un idiota che parla e tutti stanno lì inginocchiati. Nel Salento la situazione è difficile e se qui c’è la polizia che controlla il ragazzino, da noi c’è anche la mafia che controlla il traffico e lo spaccio delle sostanze. Viene puntato il dito su un movimento che parla di pace e di unione, d’amore e non violenza, un movimento contro la mafia e i non-valori: un movimento che fa paura perché libero. E dopo tanti tentativi di far sparire gente con ministri compiacenti, cose già viste negli anni 70, ora devono attaccare le persone che vivono nella pace e nell’amore.

Speriamo di riuscire a portare avanti la nostra filosofia per parecchio tempo e continuare a regalarla a chi né ha bisogno… senza paura.

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