Ascolta e scarica in esclusiva una bonus-track dall' ultimo EP di Bangalore Intervista

ph: Marilù Parisi - Bangaloreph: Marilù Parisi - Bangalore
17/12/2015 di

Giordano è giovanissimo, ha appena 19 anni, ma ha già deciso di scindere la sua musica in due universi separati. Da una parte c'è Bangalore, più maturo e rilassato, e dall'altra Luru, il pestone. Con il primo moniker ha appena rilasciato un ep, "Here Comes The Rain", per OOH-sounds, dove si sente l'influenza esercitata sul suo suono da Burial e da tutto il giro UK dubstep, con cui condivide da qualche mese nebbie e atmosfere londinesi. Lo abbiamo intervistato e per ringraziarci ci ha regalato una bonus track che potete ascoltare e scaricare in free download esclusivo per Rockit.

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In che modo hai deciso di diventare un musicista elettronico?
Penso di essere sempre stato, anche se inconsciamente, influenzato dalla musica elettronica. I miei genitori fin da quando ero molto piccolo ascoltavano i Prodigy, Moby, Brian Eno, i Chemical Brothers, ecc. Questo ha avuto un impatto forte sul tipo di suono che negli anni ho sviluppato, nonostante sia partito come batterista in qualche band locale, ho presto sentito il bisogno di esprimere qualcosa in più che nella dimensione di una band non riuscivo a tirar fuori. Per questo in modo graduale e molto naturale ho iniziato a costruirmi un immaginario e un suono che finalmente sento appartenermi.

Utilizzi due moniker, e con Bangalore esprimi il tuo lato più ambient-dub. Come si sviluppa il tuo processo di scrittura?
Al momento sto portando avanti in modo parallelo due progetti: Bangalore e Luru, cosi da esprimere vari aspetti della mia personalità sentendomi libero di fare quello che credo senza restrizioni o etichettature troppo specifiche. Non intendo comunque limitarmi a questi due e infatti altri progetti e collaborazioni stanno pian piano prendendo forma. Per ogni progetto cerco di utilizzare tecniche e suoni che rientrano in un determinato immaginario e per questo motivo il modo in cui scrivo le canzoni non è mai standardizzato ma cambia di volta in volta. Utilizzo moltissimo il campionamento e può capitare che sia una melodia o un vocal a catturare la mia attenzione, ma allo stesso tempo sono alla continua ricerca di suoni e rumori organici mai sentiti che possano arricchire le mie produzioni.

L'artwork del disco, ad opera di Luca Matti

Che storia hanno i pezzi di "Here Comes The Rain"?
"Here Comes The Rain" ha una storia particolare e mi ha impegnato molto sia a livello di produzione che a livello emotivo. Penso che il tema dell'album sia abbastanza chiaro ma mi piace comunque lasciare molto all'immaginazione in modo che l'ascoltatore possa in qualche modo fare sua la storia che racconto con questo disco. In un mondo distopico dove la pioggia regna incontrastata l'uomo è soltanto un fantasma di quello che è stato. Urla e canti disperati rimbombano nel vuoto e si mescolano al temporale. Forse uno spiraglio di luce si puo' intravedere tra le nuvole, ma non sono io a poterlo dire.

Attualmente vivi a Londra. Com'è la tua vita lì?
Londra mi ha cambiato moltissimo, sono qui solo da sei mesi ma in questo breve periodo il mio modo di pensare e di vedere la musica si è evoluto. Qui le ispirazioni sono davvero tante, a volte forse pure troppe. Trovato un lavoretto per arrotondare ho iniziato ad avere le prime date con Nervous Horizon, l'etichetta che sta supportando Luru, il mio nuovo progetto.

Cosa c'è in cima alla tua wishlist per il nuovo anno?
L'obettivo è come sempre spaccare tutto! Sicuramente ci saranno altre release ma per il momento non posso rivelare niente.

Tag: elettronica

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