Banjo Or Freakout - Banjo Or Freakout, finalmente il disco, 17-02-2011 Intervista

21/02/2011 di

Finalmente è uscito il disco. Dopo tanti ep, i singoli, i mixtape, l'esperienza su Kompakt con Walls; l'italiano a Londra, l'ex Disco Drive, Alessio Natalizia (Banjo Or Freakout) pubblica il suo primo album. Quello prodotto a Nicolas Vernhes, il produttore dei Deerhunter, dei Dirty Projectors e di molti altri. Una lunga chiacchierata dove si parla di Pitchfork, dell'ansia di avere sempre una novità di cui parlare, di canzoni che non invecchiano. Delle etichette prestigiose che gli hanno fatto offerte e del perchè ha rinunciato. Di pop e di cosa rimane del punk. L'intervista di Sandro Giorello.



Come stai?
Tutto bene, grazie.

Lavori ancora in studio o ormai ti dedichi esclusivamente a Banjo Or Freakout?
No, ormai mi dedico solo alla musica. E' da un bel po' che ho smesso di lavoricchiare in studio. Dove stavo hanno licenziato parecchio personale, non si fanno tanti soldi con la musica. Prima lavoravano con più fonici, ora preferiscono averne solo uno fisso, ovviamente non faceva per me avendo anche altri mille impegni. Seguo solo Banjo al momento.

Sinceramente da qui, dall'Italia, non riesco a capire quanto tu sia popolare in Inghilterra o, più in generale, nel resto del mondo. Ad esempio: Pitchfork ti tratta con un artista "normale", ti sei già preso delle stroncature ma continua a seguirti. Insomma, per loro non sei più il classico emergente.
E' strano sai, secondo me non ha tanto senso.

Cosa?
Intendo il disco di cui parli tu, quella roba uscita su Lefse. Non era un disco vero, magari questo tipo che l'ha ascoltato ha creduto fosse un disco ufficiale. E poi è sempre strano leggere delle recensioni, è una questione personale. Penso che la cosa migliore sia proprio non leggerle, ma è sempre difficile non essere curiosi.

Lasciamo un attimo perdere Pitchfork. La scorsa intervista è di due anni e mezzo fa. E' cambiato qualcosa da allora?
(Pausa, NdA) Si e no. Mi piacerebbe poterti rispondere: alla grande, sono miliardario. Internet ti fa perdere la dimensione delle cose, soprattutto se viste dall'esterno. Magari uno mi vede su Pitchfork e crede che io abbia raggiunto una buona popolarità, ma è più o meno la stessa... o meglio, no, c'è sicuramente più interesse di tre anni fa. Ora sto facendo questo tour con i Go Team e vedi che la gente arriva presto solo per vedere me. Suono un'ora un'ora e un quarto prima dei Go Team, che bisogno ci sarebbe altrimenti di arrivare così presto?

Questa la consideri ancora gavetta o le condizioni – i locali, i rimborsi, dormire col sacco a pelo – sono ormai rispettabili?
In un certo senso la mia gavetta l'ho fatta con i Disco drive, ho imparato a scegliere come andare e dove andare. Sia con Banjo che con gli Walls ho escluso a priori quello che non mi andava più di fare, i localacci e tutto il resto. Preferisco fare meno concerti ma di migliore qualità.

Immagino che anche il tour con Gold Panda sia stato un bel colpo.
Ma guarda che i Go Team sono molto più grandi di Gold Panda, hanno almeno tre volte il suo pubblico. Non so poi cosa dica Pitchfork, che poi è assurdo che tutti parlino soltanto di Pitchfork. E' incredibile, ho sentito gente parlare di dischi solo citando i voti di Pitchfork: questo è un 8.2, questo è un 7.5. Io non le capisco queste cose.

Di Altered Zones che ne pensi?
Si, l'ho visto, ma non ho capito bene a cosa serva.

Immagino che con il portale non riescano più a seguire tutti i dischi usciti ogni giorno e abbiano costruito apposta questo contenitore di blog autorevoli. Evitano il rischio di perdersi ogni possibile novità continuando ad avere il polso della situazione. Io quest'ansia da update la trovo deleteria, tu?
Sono totalmente... o meglio, internet è un posto incredibile ma questa ricerca continua della novità non ha senso. Nell'arco di due mesi si passa da essere la cosa più figa del momento al dimenticatoio. Non è positivo, né per il gruppo, né per chi ascolta musica. Ci vuole più tempo di ascolto per ogni disco e meno dischi in giro.

Parliamo del tuo disco. Com'è stato il lavoro con Nicolas Vernhes? Si è limitato a mixare le canzoni o ha avuto un approccio più invasivo, diciamo, più aggressivo?
Invasivo no, anche perché sono andato da lui con i demo più o meno finiti. Erano tutti pezzi che avevo registrato nell'arco dei primi tre anni di Banjo Or Freakout, erano pezzi che avevo messo da parte già pensando all'album, mentre sul blog o in quella roba della Lefse sono andate tutte le cose che non volevo proprio mettere, appunto perché non pensavo fossero all'altezza. Inizialmente avevo chiesto a Nicholas di mixarlo e basta, anche perché come produttore non sarei riuscito a pagarlo, non potevo permettermelo. Dopo i primi demo abbiamo iniziato a sentirci su Skype. Un giorno chiacchieravamo di musica e mi fa: voglio lanciare una mia etichetta (la Rare Book Room, NdR), perchè non vieni a New York e registriamo il disco per intero? Ovviamente ho detto si.

In realtà si vociferavano nomi di etichette anche anche più grosse.
E' vero ma, sai, è sempre molto difficile. Io ho un po' paura a fare cose più lunghe del dovuto: in alcuni casi si parlava di contratti per tre o cinque album. Io in realtà volevo fare il primo album, anche da solo, e poi vedere come andava. Volevo tenermi libero da cose più grandi di me. Almeno al momento...

Mi dici chi realmente si è interessato a te?
In America c'era la DFA. E' un rapporto ancora aperto, ci sentiamo sempre. Loro hanno voluto lasciar perdere le cose più indie, vogliono fare solo robe dance e dedicarsi ai 12". Avevano in cantiere l'album degli LCD Soundsystem e gli ha tolto un sacco di tempo. In realtà tutta l'etichetta si basa su due persone: il label manager e un ragazzo che fa un po' di tutto. Non vogliono pubblicare più di tre album all'anno, se avessi firmato con loro sarei uscito a fine 2011, per me era improponibile. Stesso discorso vale per quelle europee: Domino, anche lei chiusa, non mettono a contratto più di tre gruppi all'anno; con la Bella Union ho discusso abbondantemente, diciamo che abbiamo avuto dei dissapori (ride, NdA).

Fare così tanti singoli è servito? Il primo album di cover è del 2008 e dopo quello hai pubblicato davvero tanto materiale, tra canzoni singole, ep, mixtape e altro.
Si ne ho fatti una marea. C'è stato un mix di problemi, calcola che è uscito il disco degli Walls e mi ha tenuto impegnato per un anno. Non aveva senso far uscire il mio primo disco mentre ero in tour con gli Walls. Aggiungi i problemi con le etichette, gli impegni di Nicholas, il mio batterista se ne era andato ed ero rimasto senza band per suonare dal vivo. Ho aspettato. In realtà non mi è dispiaciuto più di tanto. Io volevo fare una disco senza tempo, che uscisse ora o un anno fa non era una grossa differenza.

Questa cosa ritorna anche nell'intervista che hai fatto su Rolling Stone, lì dici che oggi le canzoni invecchiano troppo in fretta.
Si, ed è una cosa di cui mi sono sempre pentito un po', almeno con i Disco Drive. Per ogni disco ci sono sempre stati un paio di pezzi che a distanza di mesi hanno smesso di piacermi. Questo disco l'ho davvero digerito: due anni di scrittura, poi le registrazioni, cinque mesi di mixaggio. Oggi non ho rimpianti.

Leggi la seconda parte

Si parla di Skins, degli Animal Collective, dei Deehunter, di Neil Young, di pop e dello stato di salute del punk; di canzoni d'amore.

Commenti (3)

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  • Nur Al Habash 21/02/2011 ore 18:42 @nur

    Premesso che ADORO il disco e lo sto ascoltando in ripetizione, ci sono svariate dichiarazioni in quest'intervista che non capisco davvero: che senso ha dire che tutto quel che è stato pubblicato finora erano "scarti"? Perché allora pubblicare cose che si ritengono "non all'altezza"? Perché si stupisce del fatto che c'è gente che aveva preso sul serio il disco su Lefse? Poi ancora, dice prima che era improponibile far uscire il disco a fine 2011, poi due righe dopo si contraddice dicendo che uscisse ora o tra un anno era uguale. Per finire, il video: tra le righe si capisce abbastanza chiaramente che ne prende le distanze, che non gli piace. Ancora una volta, che senso ha fare uscire un video che non gli piace? Bbboh.

  • Wolly 22/02/2011 ore 13:19 @lello128

    QUOTO

  • Faustiko Murizzi 22/02/2011 ore 14:57 @faustiko

    Ha bisogno di un manager...
    :]

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