Marlene Kuntz - Bari, 05-12-1999 Intervista

12/01/2000 di Roberta Accettulli

Dopo l'ultimo incontro coi Marlene Kuntz avvenuto nel luglio scorso, la band cuneese ha pubblicato un nuovo album, H.U.P. Live in Catharsis, che sta promuovendo in un minitour di 8 date che tocca le principali città d'Italia. Ho scambiato 4 chiacchiere con Cristiano Godano sorseggiando caffè, prima che la band salisse sul palco della palesta Ex Gil di Bari. Come al solito, un grande concerto.



Rockit: I Marlene Kuntz tornano in Puglia dopo la fortunata data della scorsa estate a Melpignano (LE), per la presentazione del nuovo album dal vivo, H.U.P. Live in Catharsis . Cosa significa questo titolo?

MARLENE KUNTZ: E' un tentativo di riunire in un solo titolo i titoli dei tre precedenti nostri lavori 'ufficiali. Ache Come di sdegno era ufficiale, però era un tipo di prodotto onestamente proprio diverso dal 'disco' ufficiale di un gruppo, che esce con una nuova collezione di canzoni nuove... Infatti H.U.P. è un acronimo, sono le iniziali di Ho ucciso paranoia. Live, oltre che ad essee emblematico e significativo di un disco comunque eseguito dal vivo, è anche l'anagramma del Vile. E Catharsis chiaramente evoca Catartica, e poi nella mia testa è come se fosse il luogo immaginifico ed ideale dove si svolge questo concerto che viene ripreso e poi documentato attraverso questo disco.

Rockit: Avete tratto i brani da tutti i vostri precedenti lavori, registrati un pò in tutta Italia. Quale criterio avete usato per la scelta dei brani? Avete scelto i migliori che siete riusciti a registrare, oppure quelli a cui eravate più legati?

MARLENE KUNTZ: Essenzialmente il primissimo scrupolo che ci siamo fatti è stato quello di individuare i pezzi riusciti meglio dal punto di vista tecnico, perchè è inevitabile che noi comunque dal vivo siamo spesso imprecisi. Non è tanto una percezione che la gente può avere, perchè comunque il livello di suono è notevole, ed in realtà c'è un altro tipo di tensione, un altro tipo di attenzone alle cose. Ma se poi tu vai a sentire le registrazioni singole e senti i singoli strumenti come si sono comportati, chiaramente noi muovendoci molto spesso eseguiamo in maniera imprecisa, ma è del tutto naturale e lecito nell'ambito delle esibizioni rock dal vivo.

Quindi questo è stato il primo criterio. Ogni volta che poi per ogni canzone c'erano almeno due buone versioni, allora i parametri che ci servivano per individuare la migliore erano l'intensità, l'emotività, la forza comunicativa, il lirismo, la tensione ecc. Ed in ultima analisi, poi in un qualche modo anche il legame che possiamo avere con alcuni pezzi rispetto ad altri, considerando però che in ogni caso quelli sono una scelta ben precisa di una scaletta che a sua volta era una scelta, perchè noi abbiamo attualmente un repertorio che si aggirerà intorno ai 35-40 pezzi, e non tutti li portavamo dal vivo. Quindi già la scaletta era una scelta. Nell'ambito della scaletta abbiamo scelto quelli che in qualche modo ci interessavano di più.

Rockit: Adesso siete in minitour con i Venus per promuovere i vostri album. Poi cosa faranno i Marlene Kuntz, si fermeranno a riflettere, a comporre?

MARLENE KUNTZ: La prima cosa che noi faremo sarà prenderci un periodo di riposo, ma veramente di riposo, quindi cercheremo la possibilità di smetterla di pensare alle cose che hanno a che fare con la musica. Quindi pulire il cervello. Dopo di che, sicuramente più questo riposo sarà veramente perseguito, più quando inizieremo la composizione dei nuovi pezzi avremmo una voglia incredibile di fare pezzi nuovi. Già in realtà io ne ho voglia, però fisicamente sono nella necessità prima di tutto di riposarmi, poi... poi sì!

Rockit: Il vostro nome circola tra quelli che dovrebbero essere coinvolti nel cosiddetto 'Italpalooza', ovvero il progetto di tour itinerante di Manuel Agnelli degli Afterhours perchè il rock italiano finalmente tiri fuori la testa, anche nei confronti del mercato europeo. Cosa pensi di questo progetto? E' vero che voi ne farete parte? E qual è la tua idea relativamente al grado di vitalità del rock italiano, oggi, in Italia?

MARLENE KUNTZ: Io non sono la persona che si prende la briga di organizzare il tutto, questa in realtà è Manuel, ma parlando con lui ho saputo che lo scopo principale di questa cosa non è l'Europa, che può essere più che altro una conseguenza di un raggiungimento dell'obiettivo principale per cui questa cosa viene fatta. Che nasce da una sorta di presa d'atto, un pò in forma di lamentela, secondo me molto legittima, di un certo stato delle cose per cui secondo noi non è supportato bene questo fenomeno, che ha una realtà forte, concreta, e che non viene illustrata dai media. E per media intendo quelli molto di settore, che ovviamente non incidono in nulla sulle vendite, però è un atteggiamento parecchie volte fastidioso. Io ho la sensazione precisa che molti giornalisti di settore, che millantano parecchi meriti da un punto di vista di ciò che loro hanno scritto, o che hanno rappresentato come storia personale nell'ambito della musica rock, non abbiano mai sentito i Marlene, se non superficialmente, proprio 2 o 3 pezzi, ed abbiano decretato che qualcosa non va bene. E poi per loro siamo già troppo famosi, quindi... Questo è un vizio mentale allucinante, che poi sfocia nello snobismo e nell'esterofilia, e tutte le solite cose... E' bene veramente che i gruppi riescano a passare oltre con una scrollata di spalle, clamorosamente sopra le parti. Vaffanculo e non c'è nessun problema!

Poi invece ci sono quei media, che in qualche modo con una concertazione concreta potrebbero incidere sui destini del movimento... Io non capisco bene se anche loro sono in qualche modo soggiogati da poteri occulti, forti, probabilmente le case discografiche, quelle che contano... Questo tipo di media, alludo magari ai quotidiani ed anche alle televisioni che si occupano esattamente e soltanto di musica - certe televisioni che si diceva sarebbero scomparse, perchè sarebbero state oscurate da canali commerciali... forse non era neanche così grave come cosa... - questi che potrebbero incidere in realtà, forse perchè sono soggiogati, non fanno assolutamente nulla, e continuano ad illustrare una realtà che è estremamente inferiore, e lo dicono proprio i numeri della varie tournèe che si stanno facendo in giro. Però questo è ciò che viene passato alla gente, che poi è quella che non ha un rapporto attivo nei confronti della musica, vale a dire che non si cerca le cose. Noi invece continuamo ad essere parte di un tipo di ambito che è sempre quello per cui la gente si cerca le cose, quindi... In realtà, visti i numeri, questa cosa meriterebbe di essere presentata meglio.

Questa è la lamentela, ed allora Manuel ha avuto questa idea di organizzare questi 3-4 eventi in cui si radunano alcuni gruppi, in qualche modo rappresentativi - noi siamo coinvolti come Marlene e siamo felici di essere coinvolti - e l'obiettivo è proprio quello in qualche modo, se si riuscirà, di fare questi concerti e di dimostrare una volta ancora - perchè poi in realtà il tour dei Marlene ha chiuso con 130.000 presenze, se non è una dimostrazione oggettivamente lampante questa... - che noi siamo più interessanti e più forti di altre realtà che non fanno che ridere... Stop...

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