Nel nuovo progetto di Bassi Maestro il rap non c'entra nulla Intervista

11/04/2019 di

Si chiama North of Loreto ed è il nuovo progetto totalmente top secret di Bassi Maestro che debutterà su uno dei palchi del MI AMI sabato 25 maggio. Rapper, disc jockey, beatmaker e produttore discografico, Milano è la sua casa da sempre.

Bassi è il padre di tutta la scena hip-hop underground italiana, a volte si fa fatica a crederci ma la sua carriera musicale inizia a prendere vita nel lontano ’88 quando ancora ragazzino tra i banchi di scuola iniziava a salire sui primi palchi. Ha letteralmente attraversato tutta la storia del rap, accanto al suo nome, nel corso degli anni, sono apparse tutte le figure di rilievo della scena: Tormento, Kaos, Fabri Fibra, La Pina, Dj Gruff, Sangue Misto, Don Joe fino a nomi più recenti come anche Frah Quintale di cui ha prodotto il brano di Red Bull 64bars

Dopo una carriera lunga una vita, cosa possiamo ancora aspettarci da un’artista come Bassi che, rimanendo sempre fedele a se stesso, ha continuato a produrre musica con la stessa passione degli albori? C’è ancora qualcosa da raccontare: un progetto completamente insolito rispetto a quello a cui siamo abituati, un tassello di un colore diverso da aggiungere ad una carriera che prosegue da oltre 30 anni, dalle origini del rap passando per tutte le sue evoluzioni senza mai abbandonare la propria identità. 

Davide, per tutti Bassi, rientra ancora oggi nel 2019 come uno dei nomi più influenti della scena hip hop italiana, lui che le barre le ha sempre scritte perché è la sua natura, lui che la musica l’ha sempre masticata perché è ciò che più di ogni altra cosa gli piace fare, ha sentito il bisogno di iniziare qualcosa da capo: North of Loreto prende il nome da una delle zone di Milano che proprio recentemente hanno cambiato vestito e preso nuova vita, un nome forse non scelto a caso, una nuova pelle da indossare senza mai perdere di vista la propria identità, il proprio passato. 

Non c’è cosa più intrigante di scoprire qualcosa che non si conosce, e dato che la curiosità è una caratteristica che di certo non mi è mai mancata ho chiesto direttamente a Bassi di raccontarmi quello che ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi, e la notizia più sconvolgente è stata proprio questa: il rap questa volta non c’entra nulla. 

 

 

NORTH OF LORETO COSA ASPETTARSI 

Il progetto per scelta nostra è top secret, sopratutto per quello che sarà il suono del disco. Sarà uno show che non c’entra assolutamente nulla con quello che è il mio passato musicale, non ci sarà rap, nel disco non c’è rap, è sicuramente un’operazione throwback, si capisce già anche da una serie di cose, a partire dal profilo Instagram che ho avviato da poco, North of Loreto, dove già si può iniziare a vedere il merch che per il momento sarà disponibile solo nella zona di Nolo, a Milano. Sto mixando un sacco di cose degli anni ’80, dei remix di robe classiche per far capire già da ora che si tratta di una roba old school. È un progetto davvero difficile da spiegare a parole, credo che il modo migliore per comprenderlo sarà ascoltare il disco quando uscirà. Se si dovessero descrivere a grandi linee è un bel riassunto di tutta la musica che mi ha influenzato a 360° gradi quando sono cresciuto, ho cercato di portare in questa nuova avventura musicale  tutto quello che è il mio personale mondo musicale, tutto quello che mi piace da sempre ascoltare, che mi piace suonare e non è facile da capire subito, dato che il periodo in cui son cresciuto io erano gli anni ’70, ’80, è un bel mix. C’è tanta roba black, tanta white music un sacco di riferimenti delle produzioni di quel periodo lì, c’è tanta elettronica, tante cose suonate. 

 

IL DEBUTTO LIVE AL MI AMI

Sul palco la vera novità dello show è che io sarò in una veste più da producer che da frontman a tutti gli effetti, però portiamo una sonorità che è al 100% quella del disco, con visual annessi. E’ come se fosse un party che dura un concerto intero. E’ un concerto suonato a tutti gli effetti, c’è la batteria, ci sono i synth, le tastiere, io farò sia le voci che ritmica, percussione, giradischi è un vero concerto con un visua studiato dietro,  quindi oltre che ballare puoi anche guardare. La sonorità del disco deve essere rispecchiata in toto anche al live, è una cosa che mi è sempre piaciuto fare: se uno ascolta un disco (come ho fatto con i dischi rap) e poi viene al concerto deve avere lo stesso effetto, senza snaturare il suono. Sul disco però non ti svelo di più. 

Chi mi conosce e mi segue da tanto, anche i più giovani, sanno che anche quando metto i vinili e faccio i dj set io metto sempre di tutto, dall’electro alla house music, al boogie al funk al soul, non mi sono mai limitato a suonare solamente hip hop. C’è sempre un background molto legato a quello che è il mio mondo, alla cultura che mi ha cresciuto, in fondo in fondo c’è sempre tanta black music dentro chiaramente. 

 

LE NUOVE LEVE DEL RAP 

Come ho detto a molti di questi ragazzi, che sono molto volenterosi e in gamba, li stimo davvero e gli faccio un grosso in bocca al lupo, però al momento è un mondo che non mi da nessun tipo di stimolo in particolare, ascolto davvero poco rap odierno, in primis visto che ho ascoltato sempre poco rap italiano; ovviamente per quanto riguarda la mia esperienza musicale ho già visto e sentito più o meno tutto quello che c’era da vedere. Anzi questo nuovo progetto che sta per uscire sarà anche un modo per poter parlare di molte altre cose che non siano solo rap. Mi voglio spostare, cerco un altro circuito dove esprimermi e dove fare musica in maniera diversa e non vedo l’ora.  

 

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Pagine: MI AMI Festival Bassi Maestro

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