Confusional Quartet / intervista

Bifo: "Wrong Ninna Nanna suona come le trombe dell'apocalisse"

L'agitatore culturale del '77 bolognese racconta il suo primo disco, in cui, grazie alla musica di Marco Bertoni dei Confusional Quartet e alle voci di Lydia Lunch e Bobby Gillespie dei Primal Scream, declama la miseria di questi tempi e la loro fine imminente
21/07/2020 15:59

Come suona una ninna nanna sbagliata? Ha le parole alterate, in modo da non ricreare più quell'effetto di conforto del già noto cui il bambino tanto ambisce, oppure è la melodia a fallire, per troppi bassi, sincopi, audacia nei tempi? Magari è sbagliato solo il momento, o la calata nel contesto. L'effetto che si produce, però, è straniante: la notte in arrivo sarà complicata per tutti.

Anche a non volerla prendere così alla lettera – ed è decisamente questa la cosa da fare – questa espressione, Wrong Ninna Nanna, ha qualcosa di magnetico, alienante e vagamente affatturante. Ad amplificare l'effetto l'immagine di un corvo bianco e uno nero che si combattono, a ricreare uno scenario da Settimo sigillo. 

Così, non del tutto spensierato, è stato il mio approccio con il nuovo disco di casa 42 Records, il primo del filosofo e agitatore culturale Franco “Bifo” Berardi, figura mitologica del '77 a Bologna e nel mondo, fondatore di Radio Alice, autore di decine di saggi illuminanti e allucinanti al tempo stesso, in cui si è occupato di tutti i tempi più importanti della nostra contemporaneità. 

Bifo ha scritto i testi del disco in inglese, la lingua con cui da 10 anni scrive i suoi libri – "pubblico generalmente con un editore inglese che si chiama Verso e un editore californiano che si chiama Semiotexte, talvolta mi traduco in italiano", spiega –, a comporre le musiche ha pensato un suo concittadino e amico di vecchia data, Marco Bertoni, musicista e produttore, tastierista del Confusional Quartet, uno dei gruppi più importanti e ispirati della new wave italiana. 

Le voci che si sentono lungo le 11 tracce che compongono l'album – di cui è disponibile il preorder delle 500 copie in vinile, che uscirà dopo l'estate per 35mm, la collana di 42 dedicata al mondo del cinema, della letteratura e della poesia – sono quelle di Lydia Lunch e Bobby Gillespie, che recitano sulle parole di Bifo.

La prima è una poetessa, attrice e cantante americana, che ha suonato con Thurston Moore e Nick Cave e sperimentato ogni tipo di opzione data dallo spoken words. La sua quote introduttiva su Wikipedia funziona abbastanza bene per descrivere il personaggio: "Voglio essere umiliata se qualcosa di quello che faccio dovesse diventare un successo commerciale". Lui, be' lui è Bobby Gillespie: musicista scozzese di culto per tutti gli amanti dello shoegaze, è il fondatore dei Primal Scream ed ex batterista di The Jesus and Mary Chain. 

Le loro voci si intrecciano lungo tutto l'ascolto dei brani, dall'intro di Preachers of Despair a The age of Cool is Over, passando per Just Dogs o The Pledge. Superano interferenze e fruscii, si accoppiano con i suoni della natura campionati nelle canzoni, subiscono modulazioni e violenti cambi di tonalità, smettono improvvisamente di essere umane. Poi ritornano, per smontare e rimontare profezie

Un disco tremendamente politico, come avrà intuito chiunque possieda anche solo frammenti della biografia dei soggetti coinvolti. Un disco che ricostruisce con musica e parole ossessive le miserie in cui oggi viviamo, un'apocalisse del presente – condivisa da tutta l'umanità, dalle strade messicane alle nostre vite in preda a uno smartphone – vivida quanto astratta.

Wrong Ninna Nanna è qualcosa che in Italia non si sentiva da parecchio tempo, per lo meno da quanto sperimentare con le varie forme d'espressione era un richiamo forte per tutti. 

Wrong Ninna Nanna non è solo il titolo del disco, ma è il centro dell'intera opera. Tutto è partito da lì, per poi svilupparsi in musica e parole. Cos'è una "wrong ninna nanna"?

Bertoni: Il seme iniziale viene dal titolo che ho detto a Franco durante la nostra prima chiacchierata. Era il caldissimo agosto del 2019 e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa con una persona che non conoscevo se non per i suoi scritti ed interventi sul web, che trovavo sempre illuminanti e sempre diretti verso una direzione stimolante. Sono così andato a trovare Bifo e abbiamo iniziato a parlare, e visto che è mia abitudine appuntarmi una lista di titoli per musiche che potrei fare, gli ho detto uno dei titoli che la nostra discussione mi aveva fatto venire in mente: Wrong Ninna Nanna. Bifo ha fatto un salto sulla poltrona. “Ecco!!!” Da lì è partito con una immediata immagine della giovane hondurena al confine del Messico con il bimbo in braccio, e stava già annotando su un biglietto la frase “are we preachers of despair?”.

Bifo: Una "wrong ninna nanna" è il sussurro di dolore e disperazione di chi prende coscienza del deserto che cinque secoli di colonialismo ha prodotto, cancellando ogni umanità dalla vita sociale.

Con il tempo e la realizzazione del disco il concetto ha assunto significati diversi da quello di partenza, o l'idea è rimasta inamovabile nella vostra testa?

Bertoni: Per me l’idea di partenza legata al titolo dell’opera era il contrario di ciò che è una ninna nanna, cioè il contrario esatto di qualcosa che si canta o recita a qualcuno per calmarlo, per tranquillizzarlo per portare serenità e dormire, ma non una a-ninnananna, bensì una ninna nanna sbagliata, storta, che partendo comunque da un atto di comunicazione e di sentimento è sbagliata, fatta male, con parole inadatte allo scopo. Bifo è stato secondo me geniale a riempire e amplificare questa cosa con immagini, poesia, riflessione sociale e politica.

Bifo: A me pare che abbiamo entrambi avuto subito chiaro quel che ci interessava dire: nel pianeta devastato dal capitalismo finanziario non c’è futuro immaginabile che non sia infernale. "Perché ho messo al mondo un figlio?", si chiede la giovane madre. Mi hanno costretto a farlo, non mi hanno lasciato altra identità che quella di madre, mi sono lasciata fregare dalla pubblicità e dai discorsi dei politici. Oppure ho fatto un figlio perché amo i bambini. Ma chi ama i bambini non dovrebbe forse evitar loro il destino di miseria di guerra e di malattia che oggi appare inevitabile? E soprattutto non dovrebbe fare il possibile per evitare che la sovrappopolazione renda per tutti la vita intollerabile? 

Bobby GillespieBobby Gillespie

Cosa aggiungono Bobby Gillespie e Lydia Lunch al vostro racconto?

Bertoni: Conosco Lydia dal 1981, quando il mio gruppo, i Confusional Quartet, fece un tour con i suoi 8 eyed spy. Sia il suo lavoro di spoken words, sia il suo vivere la femminilità e il suo sentimento verso la maternità – ha sempre dichiarato di non voler procreare – mi sembrava perfetta per essere la voce che recitava, cantava, rantolava la nostra wrong ninna nanna, e, non da ultimo, è una grande performer, che ha perfettamente capito cosa le chiedevamo in termini di interpretazione ed emozione. Bobby, invece, è un fan e amico di Bifo. Mentre si concepiscono delle follie assolutamente astratte, è bene chiamare gli amici per renderle concrete. Così come abbiamo fatto per la parte visuale, chiamando gli amici artisti Cuoghi Corsello.

Bifo: Lydia Lunch non l’ho mai conosciuta personalmente, ma conoscevo la sua voce e il suo stile. L'avevo sentita in qualche locale di Manhattan quando agli inizi degli anni Ottanta scrivevo da New York per una rivista musicale che si chiamava Musica 80. Bobbie l’ho conosciuto a Foyle, una libreria di Londra dove presentavo il mio libro Futurability e lui è venuto a chiedermi di firmare il libro. Poi siamo andati a Zagabria al teatro Nazionale a parlare insieme della cultura punk. Non posso immaginare due voci migliori per questa opera. La voce maledetta di madre paradossale di Lydia, la voce da bambino spaventato di Bobbie.

La pandemia ha orientato in qualche modo il lavoro, contribuito alla vostra idea di apocalisse?

Bertoni: Direi in nessun modo: il lavoro è iniziato nell’estate dell’anno scorso e l’ultimo incontro per parlare della parte visuale con Cuoghi Corsello è avvenuto il giorno prima del lockdown. Non c’era bisogno del Covid19 per avere il sentimento della fine della razza umana e di apocalisse. Solo il brano Earth and World è stato scritto e composto durante la pandemia, ed è recitato da una voce sintetica.

Bifo: La pandemia ha provocato il collasso, credo definitivo, di un sistema che accelerava continuamente la barbarie. Ma era del tutto prevedibile che da qualche angolo del pianeta arrivasse il collasso finale. Doveva arrivare, lo sapevamo, lo abbiamo detto in mille modi. Quando ho scritto i testi di Wrong Ninna Nanna sapevo che il collasso sarebbe arrivato, non sapevo da dove né come. È arrivato da un bio-virus che si è trasformato in info-virus che ora si sta trasformando in uno psico-virus. Ma non c’era molto da aggiungere a quello che sapevamo già, che la storia dell’umanità è finita, che l’estinzione è l’orizzonte nel quale precariamente viviamo.

Franco Bifo BerardiFranco Bifo Berardi

Musicalmente il disco è qualcosa di davvero difficile da definire, per cui lo faccio fare a te Marco.

Bertoni: È un insieme punk di suoni naturali, con qualche effetto, qualche nota e qualche reperto del passato. Per me comporre qualcosa oggi partendo da note e strumenti musicali è difficile da immaginare. L’esigenza forte era creare un tappeto – Cosmo l’ha descritto come un magma sonoro – che potesse sostenere e ispirare le voci recitanti. Il tutto composto e costruito con nessun ripensamento e tentando di catturare la verità del momento. Bifo è stato eccezionale nel seguire la crescita e lo sviluppo di un lavoro che non esisteva a livello sonoro, neanche come traccia o provino, se non per sensazioni quasi totalmente fisiche piuttosto che di concetto, solamente costruito dal caso e da visioni. Mi ha solo chiesto di aggiungere più pianoforte alla versione che per me era già ultimata, e ho seguito volentieri la sua richiesta.
Ho utilizzato varie fonti sonore che mi ispiravano. Sono andato in un bosco poco lontano da dove vivo, che mi ha sempre colpito per l’assoluta assenza di rumore umano che vi è. Lì ho registrato rami, foglie, pietre…a un certo punto mi hanno attaccato dall’alto – immagino per difendere il loro condominio – una cinquantina di corvi, ho alzato il microfono verso l’alto e ho registrato i corvi. Mi sono messo in un prato circondato da una imponente siepe di edera per registrare sassolini che sfregavo dentro un bacile colmo d’acqua, ma è iniziato a piovere forte e allora ho registrato la pioggia che cadeva sulle foglie dell’edera. Poi ho mescolato tutto ciò a cassette che avevo registrato quattordicenne in camera mia con rudimentali sovraincisioni di rumori e chitarre elettriche e infine in mezzo a tutto ciò ho suonato qualche melodia di pianoforte. Tutto sempre eseguito solo una volta, anche il mix e la produzione. Altro elemento molto importante le voci del coro “Madre Foresti” di Ozzano dell’Emilia che ho utilizzato come ulteriore elemento.  Quando abbiamo proposto il featuring a Lydia e Bobby, a loro le tracce sono piaciute e hanno registrato a NY e a Londra le loro parti vocali.

Qual è il primo ricordo che avete l'uno dell'altro nella Bologna che fu (in quello che comunemente viene definito come '77)?

Bertoni: Il mio primo ricordo è una scritta che dilagava sui muri della Bologna del 1977 “Bifo libero”. Poi di tutte le cose che ha scritto mi colpì molto, in piena epoca verde/green/eco/bio, come lui scrivesse dell’importanza di un'ecologia della mente prima ancora di un'ecologia del pianeta.

Bifo: Nei primi anni '80 ascoltavo la musica che si faceva a Bologna. Facevo la spola tra Bologna e New York, portavo a Bologna notizie della scena del Lower East Side. Bologna era una città molto viva, e il rapporto con la no wave new yorkese era forse più importante che il rapporto con la Londra del punk. Ascoltavo i Gaz Nevada, gli Skiantos, gli Stupid set, e naturalmente ascoltavo i Confusional Quartet. Non conoscevo Marco, ma la sua musica sì. E sentivo che era quella più vicina alla contemporaneità, quella più cosmopolita.

Qualcosa, e la vostra collaborazione odierna lo dimostra, rimane vivo di quello spirito e di quell'agitazione culturale. Cos'è esattamente?

Bifo: Rimane viva la sensibilità, l’intelligenza sensibile che abbiamo acquisito negli anni ’70 e che mi accompagna, spero fino alla fine. Cos’è l’intelligenza sensibile? Un’intelligenza che capisce con l’olfatto, con i polpastrelli, con gli occhi, con il desiderio, non solo con le categorie analitiche. È la sensibilità che ci permise negli anni ’70 di capire che il capitalismo era finito e occorreva uscire dal suo sarcofago. Perdemmo, e allora l’intelligenza sensibile ci fece percepire, subito dopo il 1977 che si entrava in un’epoca feroce e fetida, perché convivere con il cadavere del capitalismo ci avrebbe ridotti in belve idiote. Quel che è l’umanità contemporanea nella sua larghissima maggioranza belve idiote che si azzannano. Per fortuna è arrivato il virus a liberarci dall’eredità della nostra feroce idiozia.

Lydia Lunch

Musicalmente che ascolti avete oggi?

Bertoni: Di lavoro faccio il produttore musicale, ascolto tutto il giorno quello che produco o quello che i ragazzi che vogliono collaborare con me mi inviano e i loro artisti di riferimento. Trovo vivificante Bach e interessante studiare l’uso della musica fatto nelle colonne sonore delle serie televisive.

Bifo: Negli ultimi anni sono sempre più sordo: il mio udito si è ridotto al lumicino, ho subito tre perforazioni della membrana destra e tre della sinistra. Ascolto musica solo quando posso riconoscere qualcosa che viene dai miei ascolti passati. Ascolto Keith Jarret, i Talking Heads, ma anche molto David Bowie, Wim Martens. E i Concerti Brandeburghesi. Ah… Napoli di Mina la ascolto da venti anni, e non smette di incantarmi. Nell’intimo, invece, ascolto spesso le trombe dell’apocalisse. Ecco, Marco è riuscito a riprodurre il suono delle trombe dell’apocalisse che io sento nella mia testa da molti anni. E ha composto Wrong Ninna Nanna.

Un tempo c'erano le radio libere, oggi la buona musica dove si può trovare? Su Spotify?

Bertoni: La buona musica è un concetto molto ampio e relativo, forse la si può trovare anche in Spotify. Personalmente non lo apprezzo e non lo uso.

Bifo: Non so cosa sia Spotify.

Che suono ha avuto fin qui il Covid-19?

Bifo: Per tre mesi la musica della pandemia è stato il silenzio del lockdown. Adesso è l’urlo disperato che viene dal Mediterraneo dove gli europei, nella loro grande maggioranza, stanno perpetrando un nuovo Olocausto.

Marco Bertoni, Confusional QuartetMarco Bertoni, Confusional Quartet

Bifo che effetto ti fanno le recenti mobilitazioni e le rivendicazioni del settore musica e dei suoi professionisti?

Bifo: Nei prossimi mesi nei prossimi anni sprofonderemo in un abisso di miseria, disoccupazione, paura, violenza. Dobbiamo prepararci a una insurrezione permanente. Solo nell’insurrezione troveremo una possibili di solidarietà, di piacere collettivo. Insurrezioni senza futuro, senza speranza. Insurrezioni del corpo che si ribella all’inevitabile. Come la rivolta dei giovani neri americani. In questa prospettiva vedo le rivendicazioni del settore musica. Non nella prospettiva sindacale. Non vinceremo più nessuna battaglia sindacale, il capitalismo che esce dalla pandemia è più feroce, più cieco e più criminale di quello che ci sfruttava prima del lockdown.

Il sistema delle nostre libertà personali come sarà condizionato sul medio o lungo periodo da quello che è avvenuto?

Bifo: Libertà? Sinceramente non so cosa significhi questa parola. Credo che si tratti di una truffa concettuale nella quale siamo caduti come polli. Libertà? Siamo in balia delle forze della micro-materia virale, non abbiamo alcuna libertà quando il virus ci infiltra. Siamo in balia della macro-materia economica, non abbiamo nessuna libertà quando il sistema finanziario decide di distruggere il sistema scolastico e quello sanitario. Libertà di votare questo piuttosto quello? La scelta in Italia è tra i nazisti della Lega e i nazisti del Partito democratico. Che differenza c’è tra i primi e i secondi? Proprio oggi hanno votato insieme per innovare gli accordi con la Libia, un paese in guerra governato da schiavisti. La libertà sarebbe quella di scegliere Minniti oppure Salvini oppure Di Maio? Sono identici, il loro lavoro consiste nell’annegare migliaia di persone che arrivano dai paesi che noi europei colonialisti abbiamo distrutto. Che si fotta la libertà.

Esiste anche una Right Ninna Nanna? Chi la canta?

Bifo: Te l’ho detto. La right ninna nanna è l’insurrezione permanente generalizzata. Ricordi James Baldwin, lo scrittore nero americano che negli anni ’60 scrisse La prossima volta il fuoco? Ci sono state cento prossime volte, e noi abbiamo sperato nella politica, nell’economia, in un nuovo governo, nella sinistra, nella destra, nel progresso, in questo e in quello. Basta sperare. La prossima volta è adesso.

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L'articolo Bifo: "Wrong Ninna Nanna suona come le trombe dell'apocalisse" di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 21/07/2020 15:59

Tag: politica - album

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