Bipuntato / intervista

Bipuntato: tra synth, nostalgia e Neffa

E' cresciuta con Guccini e De Andrè poi ha scoperto le "L7" ed ha collaborato con Carl Brave. Il 6 marzo arriva il suo primo disco "Maltempo" nel frattempo è passata in redazione per suonarci live "Meteo"
21/02/2020 10:18

Il 6 marzo arriva il suo primo disco Maltempo che si intitola proprio come il nuovo singolo pubblicato oggi.

Bipuntato viene da Roma e naviga a vista tra synth nostalgici, dream pop e r'n'b italiano. Qualche giorno fa ci ha suonato in acustico dal nostro divano arancione il singolo Meteo, ed è evidente a questo punto come ogni traccia sia legata all'altra dallo scorrere metereologico delle giornate, anche se dietro c'è molto di più.

Dalla scena romana passando per Neffa e Guccini, le abbiamo fatto qualche domanda. 

Bipuntato 

Cosa ci puoi dire del nuovo album che sta per arrivare? Sembra ci sia un filo rosso metereologico

Tengo molto a questo album, che è una sorta di raccolta di questi miei ultimi anni, delle esperienze e delle situazioni in cui sono inciampata. La linea che segue tutto, seppur superficialmente “meteorologica”, credo rappresenti lo scorrere del tempo: passato e presente si mischiano insieme ad un ipotetico futuro.

Con che musica sei cresciuta? Quali artisti hanno segnato il tuo modo di fare musica?

A casa si ascoltavano i cantautori. Sono cresciuta con Gaber, De André, Guccini e Paolo Conte. Queste sono le mie radici, quelle che mi hanno permesso di capire soprattutto l’importanza della parola. In adolescenza poi le cose ovviamente cambiano e più o meno a tredici anni, per una serie di eventi incredibili, mi hanno regalato Smell The Magic delle L7. Questo mi ha portato a scoprire mondi musicali che non avevo mai minimamente considerato. Da li’ in poi ho ascoltato moltissimi generi, mi sono appassionata al grunge / alternative rock sopratutto italiano, al trip-hop e tantissimo al rap e l’hip-hop italiano e non.
Neffa, Fabri Fibra, a Tribe Called Quest e 2pac fanno parte tuttora dei miei ascolti.

Bipuntato


Com'è stato iniziare a fare musica a Roma? So che hai collaborato con molti artisti della scena come Carl Brave, Borghetti e Pretty Solero

In realtà non ho iniziato proprio a Roma, mi sono trasferita in Abruzzo prestissimo, subito dopo il liceo, e mi sono iscritta in conservatorio, dopo un anno totalmente fallimentare alla facoltà di psicologia. Sono entrata in un gruppo indipendente e sono rimasta per molto tempo a Pescara. Negli ultimi anni sono tornata a Roma e sono ripartita da dove mi ero fermata. Da li è iniziato tutto, ho conosciuto Carl, Pretty mentre con Ugo eravamo già amici. Possiamo dire che da quel momento in poi effettivamente è nata l’idea di questo progetto.

C'è una collaborazione, un feat. in particolare che sogni di fare un giorno?

Mi piacerebbe tantissimo un feat. con Willie Peyote o con Ghemon, sono artisti che stimo molto, ma anche tantissimo con Serena Brancale o Danno dei Colle Der Fomento. Sarebbe un sogno.

 

Sei l'autrice anche dei tuoi testi, come descriveresti la tua musica a chi ancora non ti conosce?

Se potessi riassumere la mia musica in due parole sarebbero sicuramente nostalgia e contraddizione. Nel senso che esistono diversi generi che caratterizzano la musica che faccio. Ci sono diverse sonorità che si mischiano, credo siano i testi a dare un’idea precisa di quale sia il mio mondo e da dove provengo. L’armonia intorno cambia, anche in base allo stato d’animo che si vive, ma quello che rimane è il modo di dire una specifica parola o come descrivere con le immagini una situazione. 

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L'articolo Bipuntato: tra synth, nostalgia e Neffa di Chiara Lauretani è apparso su Rockit.it il 21/02/2020 10:18

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