Cut - Bologna, 01-12-1998 Intervista

20/12/1998 di

I Cut giungono all'esordio con "Operation Manitoba" ed emergono di prepotenza per la loro proposta, sconvolta e sconvolgente. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i componenti del gruppo, cercando di estrapolare dal marasma sonoro, e non solo, qualche considerazione.



Rockit: Un piccolo accenno al come, al quando e al perché siete nati.

Cut: Diciamo che è un po' complicato, nel senso che io (è Ferruccio a parlare, ndi) stavo cercando delle persone che fossero interessate ad un certo tipo di sonorità. Ho cominciato a girare, prima di tutto all'università, e dal gennaio '96 stiamo provando a suonare. Naturalmente col tempo si è sviluppato un discorso di gruppo e ora siamo qui a cercare una strada che sia tutta nostra...

Rockit: Dall'esordio alla stampa del primo album non è passato poi tantissimo tempo: vi ritenete bravi o fortunati, oppure tutte e due cose assieme?

Cut: Ritengo che non si possa parlare né di bravura e né tantomeno di fortuna, visto che sotto il nostro lavoro c'è dell' impegno. Non ci andava di passare tanto tempo nel 'limbo' della sala prove, e così il passaggio è stato breve; naturalmente tutto è avvenuto con le nostre forze, o quasi, visti gli aiuti ricevuti da gruppi quali Mirabilia e Three Second Kiss.

Rockit: Quanti elementi conta il vostro organico, vista l'assenza 'forzata' di un bassista ?

Cut: Inizialmente eravamo in 6 ed era Carlo a suonare il basso, poi passato alla chitarra. La tournée sarda del '97 ha visto l' abbandono del nuovo bassista arruolato, e alla fine il suono si è sviluppato senza l'apporto di una delle due componenti ritmiche.

Rockit: Come siete arrivati alla Gamma Pop?

Cut: Gamma Pop nasce come web-zine nel gennaio '96 e poi, pian piano, si è ingrandita fino a diventare prima un programma radio e poi una casa di produzione discografica. All'inizio è stata pubblicata la compilation chiamata "Metal machine muzak", sulla scia degli esempi d'Oltreoceano delle piccole etichette. Poi, vedendo che il pubblico e la critica ripagavano gli sforzi, abbiamo continuato con le produzioni. Diciamo che la fortuna ci ha aiutato perché ora abbiamo trovato l'appoggio della Wide che distribuirà il nostro disco e tutte le altre uscite targate Gamma Pop, ma il nostro impegno a trovare dei canali che veicolassero le nostre idee non è cosa da sottovalutare.

Rockit: La scelta di cantare in inglese è fuor di dubbio che chiude molte più porte di quante ne apre (vedi mercato estero): come la mettiamo?

Cut: Ti dico subito che per noi è perfettamente naturale cantare in inglese, vista la musica che suoniamo e anche per il background musicale che abbiamo. Per noi è importante la validità del prodotto: vedi l'esempio di dEUS e Motorpsycho, due bands che si esprimono in inglese pur non essendo la loro madrelingua. Noi confidiamo nell'apertura mentale di chi ascolta la nostra musica, in primis, e di chi la recensisce, in un secondo momento.

Rockit: Definite il vostro sound "glam noise punk 'n' roll": quanto conta ognuno di questi elementi nella vostra miscela sonora?

Cut: Come avrai capito la definizione è un po' uno scherzo, visto che è riferita a come ci vestiamo quando saliamo sul palco. Questo per quanto riguarda il glam, mentre il noise è fuor di dubbio che è un buon termine per riassumere il nostro 'impasto sonoro', imprescindibilmente legato al punk 'n' roll, sintesi della nostra carica e delle nostre passioni.

Cut: Naturalmente questi elementi coesistono nella nostra musica, ma se dovessi darti una percentuale non saprei proprio come risponderti…

Rockit: Girls Against Boys, Jon Spencer Blues Explosion, Chrome Cranks, B 52'S e non ultimi i Sonic Youth, tutti nomi che la critica ha richiamato in vario modo per inquadrare la vostra proposta. Quanto, invece, significano per voi?

Cut: Ce ne sono anche molti altri (risate!). A parte tutto, i nomi che hai indicato sono azzeccati perché non neghiamo influenze e, ti dirò di più, questi paragoni mi lusingano. Ciò testimonia che non siamo relegati in un genere, ma tendiamo a trovare un nostro 'equilibrio musicale' che ci individui alla fine solo ed esclusivamente come Cut.

Rockit: Un brano come "Sound of cut" ha qualche significato particolare? Vista la scelta del titolo potrebbe essere il manifesto sonoro della band?

Cut: Più che altro è una sorta di slogan, ma vale tanto quanto gli altri 11 brani presenti su "Operation Manitoba". Della traccia introduttiva intitolata "Mundo estraneo" ci sarebbe da dire tantissimo, ma ci vorrebbe un'altra intervista…

Rockit: Perché 'Operation Manitoba'? Sembrate affascinati da tutto ciò che ha l'aspetto di operazioni segrete, a cominciare dalla copertina…

Cut: Anche qui vogliamo suscitare dell'ironia, ma in fondo è il nostro immaginario ad essere interessato. Non c'è una motivazione univoca, a cominciare da Handsom 'Dick' Manitoba, un personaggio che si divertiva a fare la parodia della rock-star, un'attitudine che noi sentiamo molto vicina.

Rockit: Sembra che a Bologna si stia rigenerando una nuova linfa a livello di gruppi underground; credete che questo sia un fenomeno reale oppure solo un'impressione della critica?

Cut: E' un incrocio fra le due cose! E' fuor di dubbio che noi crediamo nelle collaborazioni con tutte le band che fioriscono nel sottobosco bolognese e cercano di portare avanti un certo discorso musicale. La Gamma Pop si sta impegnando a tessere le fila, ma prima di parlare di un vero e proprio fenomeno ce ne vuole.

Rockit: Al momento quali obiettivi vi ponete a lunga scadenza?

Cut: È scontato risponderti che da stasera in poi la cosa che più ci interessa sono i concerti, non solo in lungo e in largo per lo Stivale, ma magari anche all'estero, pure per confrontarsi con realtà valide per crescere. Poi c'è in progetto un 7" per l'estate e split-singles con gruppi stranieri, ma è ancora troppo presto per dirti del nostro futuro…

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati