Mumble Rumble - Bologna, 03-12-1999 Intervista

08/02/2000 di

Appuntamento in p.zza Unità, ore 21:45. Serata fredda, ma nella media.

Salgo in macchina, decidiamo dove andare, e, giusto il tempo di ordinare qualcosa da bere, il tasto 'rec' del mio registratorino è già in posizione e Tiziana, chitarrista della band, comincia a raccontare....



Rockit: Dov'è avvenuto il vostro debutto e quando?

MumbleRumble: Beh, nelle note stampa come luogo del debutto viene riportato "L'isola nel Kantiere", notizia giusta se ci riferiamo all'esordio 'bolognese'. In verità il nostro primissimo concerto è avvenuto nel febbraio 1991, all'epoca della Guerra del Golfo, a S. Giovanni in Persiceto (cittadina a pochi km da Bologna, ndi).

Rockit: Da quel momento in poi tutta una serie di concerti, anche come supporter a band più famose (Fugazi e Motorhead, solo per dirne due) fino al 1996... e dopo?

MumbleRumble: Oltre a tutto questo, in mezzo c'è stato anche Arezzo Wave, diciamo intorno al 1993. Poi, nell'anno 1996, sono scoppiati i 'deliri' all'interno del gruppo, al punto da far saltare ogni equilibrio, complicando così tutto il percorso artistico.

Rockit: E come siete arrivate a procurarvi i contatti per suonare di spalla a formazioni quali Fugazi, Motorhead, FFF e via dicendo ?

MumbleRumble: Ti dico subito che nei primi sei anni di vita siamo state fortunatissime, forse per il fattore femminile, nel senso che all'epoca un gruppo di tutte donne destava non poca curiosità, almeno in Italia, visto che oltreOceano esisteva già il fenomeno delle 'rriott-girls'. Così, fino al 1996 non abbiamo mai avuto problemi nel momento in cui si trattava di fare dei concerti, tanta era l'attenzione nei nostri confronti, magari anche grazie a persone che ci tenevano al nostro gruppo e non avevano problemi a piazzarci le date in giro per il nord-Italia.

Rockit: E nel '96 cose successe?

MumbleRumble: Beh, la bassista e la chitarrista ritmica avevano lasciato il gruppo, e in più avevamo cambiato la cantante. A questo punto non sapevamo più come gestirci, e abbiamo pensato bene di limitare le uscite dal vivo per concentrarci sui pezzi nuovi, rinchiudendoci in studio e rifiutando i live perchè tanto pensavamo, sbagliando, che quando saremmo tornate i promoter vari ci avrebbero richiesto a gran voce, cosa che in effetti non è successa.

Rockit: E quando prende forma "Ricordaredimenticare"?

MumbleRumble: Ci siamo messe a registrare questo disco a ottobre nel '98, quando già erano in corso le trattative con la Lilium. Così, solo nella primavera del '99 il nostro disco ha visto la luce, dopo 4 anni dall'album d'esordio.

Rockit: Quali sono le differenze tra l'album d'esordio e quest'ultimo?

MumbleRumble: Il primo album è un po' particolare, con gli interventi dei Technogod alla produzione, tali da rendere il lavoro ricco di contaminazioni elettroniche. Forse ci siamo potuti permettere questo rischio vista l'esperienza maturata nei 4 anni di live, ma penso che l'opera prima non fotografi le MumbleRumble per come sono, a differenza dell'ultimo lavoro, decisamente più elettrico e 'diretto'.

Rockit: E i consensi relativi al primo disco come sono stati?

MumbleRumble: Non ci possiamo assolutamente lamentare: abbiamo avuto un'accoglienza entusiastica, sia da parte della stampa che dei media in generale. Le vendite, poi, sono state soddisfacenti per una produzione dai costi limitati, tanto che il disco ha continuato anche a vendere nel tempo.

Rockit: Da dove nasce il vostro curiosissimo nome?

MumbleRumble: Innanzitutto scrivi che molti lo storpiano pronunciandolo come se fosse una parola inglese, ma a noi ci piace sentirlo pronunciare per come si scrive. Invece il suggerimento per questa scelta è venuto da un nostro amico che un bel giorno affermò, senza esitazioni, che un gruppo di sole donne non poteva chiamarsi altrimenti e noi non abbiamo detto no.

In realtà il nome si addice molto a noi, in quanto Mumble rappresenta il pensiero e Rumble l'azione, quasi a sintetizzare il nostro approccio sonoro.

Rockit: A proposito di sound: come tirate fuori queste sonorità a volte acide e a volte claustrofobiche?

MumbleRumble: A livello compositivo, e non solo, io e Cristina (batterista,ndr) rappresentiamo la continuità, per cui il metodo usato è un po' una scelta inconsapevole che noi abbiamo 'imposto' alle altre che pian piano sono subentrate alle fuoriuscite.

Più in generale i pezzi nascono da un riff, da idee portate da qualcuna di noi; l'arrangiamento, invece, non può che avvenire insieme, in studio, ragionando sulle singole parti. Per quanto riguarda l'incastro tra musica e testo, abbiamo sempre partorito prima la musica e poi le parole.

Rockit: Uno dei vostri brani si intitola "Hardcore" e forse può essere considerato il pezzo manifesto della band. Sei d'accordo?

MumbleRumble: Più che altro è una delle nostre facce, ma in verità non ascoltiamo solo hardcore ma musica molto diversa, che ci arricchisce da un lato ma crea problemi dall'altra.

Rockit: In effetti il vosto album si caratterizza per un suono eterogeneo, ma, a differenza di quanti hanno sottolineato alcuni, a me sembra molto 'compatto' nel complesso...

MumbleRumble: Fra di noi il processo di sintesi dei vari aspetti sonori lo definiamo 'mumblizzazione' (risate), una sorta di filtro, di tritatutto che è il gruppo. Non è perciò del tutto casuale che questo metodo, usato fin dalle origini, è stato forse la causa principale di quelle vicissitudini di cui in parte ho già accennato e di fronte alle quali la band ha dovuto trovare drastiche soluzioni.

Rockit: E adesso riuscite a conciliare le esigenze artistiche di ognuna di voi?

MumbleRumble: Certo. Se da un lato è vero che siamo molto diverse, dall'altro ci sentiamo comunque unite sotto molti altri punti vista e, naturalmente, il modo di comporre i pezzi rientra fra questi.

Rockit: Nelle note stampa leggo che c'è molta distanza generazionale fra le componenti del gruppo; cosa comporta nelle dinamiche relazionali interne alla formazione?

MumbleRumble: Chiariamo subito che io sono la 'nonna' e la cantante è la 'nipotina'. Non necessariamente entriamo in contrasto, ma è naturale che tutte, a seconda della generazione a cui apparteniamo, abbiamo un certo tipo di identità.

Ma ormai è quasi quattro anni che siamo sintonizzate sulla stessa frequenza e il disco penso sia lì a testimoniarlo.

Rockit: Ma ci sono dei dischi che, ad esempio, vi accomunano?

MumbleRumble: In questo periodo c'è un tipo che si chiama Forteth, che pochissimi conoscono ma che ci ha 'intrippato' non poco a tutte quante. Poi c'è chi ama lo ska, la musica sperimentale o la techno, ma non ci poniamo nessun limite.

Pensa che a me piacerebbe produrre un disco con tantissime anime, che magari non debba avere per forza un sound omogeneo; è un'idea un po' fuori dalle righe, ma tendere a questa dimensione mi viene naturale.

Rockit: E' molto singolare la scelta di cantare i pezzi sia in italiano che in inglese, tanto che maggior parte della critica ha visto in quest'aspetto un lato negativo....

MumbleRumble: Noi invece questa cosa la viviamo come una 'dichiarazione d'intenti' che in senso più lato significa non porci alcun tipo di limite nelle scelte artistiche, miscelando anche più stili nella stessa canzone. Siamo convinte che in alcuni pezzi suona meglio la lingua italiana e in altri quella inglese, tanto che Stefania (la cantante, ndr) ha cominciato ad usare naturalmente tutti e due gli idiomi.

E poi dal vivo abbiamo cantato dei pezzi sia in spagnolo che in francese ma non abbiamo mai pensato di inciderli; tuttavia questa prospettiva di 'miscelare' più lingue non ci dispiace. In generale hanno sempre cercato di inquadrarci in qualche genere, come succede poi per ogni gruppo; noi invece cerchiamo sempre di sfuggire, di non farci ingabbiare e rischiamo quando è possibile, anche a costo di non piacere.

Rockit: Com'è nata l'idea di un gruppo 'tutto al femminile'? Pura casualità?

MumbleRumble: Penso che non sia solo puro caso, anche se abbiamo preso coscienza di questa cosa solo col passare del tempo. E poi diverse di noi hanno esperienze precedenti in gruppi tutti al femminile, e il nostro trait d'union è stato la nostra ex bassista Roberta (più tardi nei Disciplinatha, ndr).

Rockit: Classica domanda finale. Progetti per il futuro?

MumbleRumble: Adesso pensiamo a suonare dal vivo, affidandoci al management dell'etichetta nella ricerca delle date; non rinunciamo comunque a suonare qualche pezzo nuovo nelle occasioni live, visto che in sala prove siamo particolarmente fertili.

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