Six Minute War Madness - Bologna, 18-04-1998 Intervista

22/10/1998 di

Luogo: sala Centofiori
Parlano Fede Ciappini e Massimo Marini, rispettivamente voce e basso del gruppo.



ROCKIT: Come nasce la collaborazione con il discografico Kozich e la sua MAN'S RUIN, con la conseguente pubblicazione del 7"?

S.M.W.M.: E' stata una cosa molto facile: noi gli abbiamo spedito il disco (il primo album, ndi) e lui ci ha risposto. Gli è piaciuto parecchio, e ci ha proposto questo progetto: un tot di soldi, un tot di dischi e… se vi va bene, ok, sennò pazienza! E noi non gli abbiam detto di no, naturalmente.

ROCKIT: Se non erro voi è dal '92/'93 che siete in giro

S.M.W.M.: Sì, dal '92. La formazione è stata sempre uguale, anche se stasera è l'ultimo concerto del batterista. Sì è un po' stancato del fatto che bisogni star dietro al gruppo, e allora ha lasciato perdere; per il resto non ci sono incomprensioni.

ROCKIT: Pomeriggio sentivo Xabier (Iriondo, il loro chitarrista, nonché quello degli Afterhours, ndi) in radio che accennava a problemi di date per la promozione de "Il vuoto elettrico"…

S.M.W.M.: Sì, in effetti è vero. Ma cerchiamo di fare le date assieme, così ci avvantaggiamo del cathering degli Afterhours che è notevole (risate!). Poi c'è la JungleSound di mezzo, ma noi ci sbattiamo comunque per fare cose di nostra iniziativa.

ROCKIT: Ditemi un po' delle liriche…

S.M.W.M.: Abbiamo cominciato in inglese, poi c'è stato un passaggio 'sofferto', visto che due giorni prima del disco d'esordio gli altri (è Federico Ciappini a parlare, ndi) mi hanno detto: 'cazzi tuoi, arrangiati', così io ho dovuto fare di conseguenza il resto (risate).

ROCKIT: Nei testi ritrovo una forte componente personale, ma non nel senso che c'è in bell'evidenza il motivo dell'Io; mi riferisco più che altro a qualcosa legato alla quotidianità. C'è perciò uno studio particolare sui testi?

S.M.W.M.: In effetti è più o meno così; in pratica io ascolto prima le musiche e poi mi metto a lavorare sulle parole, anche se a volte ho in mente delle cose. Cerco di adattare delle parole che 'suonino' bene sulla musica composta. Io ci provo a fare delle cose, poi un po' mi adatto…e comunque non studio più di tanto a priori sulle strutture dei testi.

ROCKIT: Personalmente trovo molto interessante l'episodio iniziale intitolato "Ottobrenovantasei"…

S.M.W.M.: Beh, quella lì è una cosa un po' ironica. Le atmosfere richiamano molto i JUNE OF 44, sia a livello di musica, che nelle liriche, visto che c'è il tema navale che ricorre. Ci siamo divertiti un bel po', anche se il testo è abbastanza triste.

ROCKIT: E che mi dite delle ispirazioni di matrice sonora? La scena newyorchese indipendente vi dice qualcosa?

S.M.W.M.: Fondamentalmente ci ha influenzato tutta la scena indipendente americana degli ultimi anni; partendo da Gun Club, Black Flag e anche molti altri suoni che nella nostra musica non si ritrovano, ma che rientrano nei nostri ascolti.

ROCKIT: In fondo la proposta poi è la vostra. A proposito: come vi siete incontrati? Tutti di Milano?

S.M.W.M.: Io (è il bassista a parlare, ndi), Xabier e il batterista ci conoscevamo tramite gli I MEET I; una volta sciolto il gruppo abbiamo provato diverse soluzioni, e dopo un paio di cantanti è arrivato Fede. Naturalmente l'abbiamo scelto perché volevamo essere tutti di Milano e dintorni e perché lui aveva… il 7" di "Ramayan" (risate), visto che serviva come chiave d'accesso alla band.

ROCKIT: La stampa specializzata come ha trattato la vostra proposta?

S.M.W.M.: Beh, la stampa ha reagito bene, soprattutto per il secondo album. Il mercato invece è praticamente nullo, anche se rispetto a prima non si può dire male. D'altronde siamo in Italia…

ROCKIT: E poi la vostra proposta tende ad essere curata. Magari come voi vi 'sbattete' per fare questi genere di dischi, noi ci sbattiamo a fare questo tipo di fanzine… E se vogliamo il vostro è più 'punk' di quanto non possa esserlo quello dei Prozac+…

S.M.W.M.: Esatto! Il problema è che non ci sono gli spazi adeguati per tutti i dischi che escono. Prima c'era un ragazzo che si lamentava, riguardo ai Prozac+, del fatto che questi suonano sempre gli stessi giri e mettono gli amplificatori a palla.

[Una voce da fuori: "voglio essere il Roadie dei Wolfango!"]

ROCKIT: La scena italiana propone di tutto, no? Forse ora è un po' il C.P.I. a farla da padrone?

S.M.W.M.: Penso che dappertutto ci sia del 'buono' e del 'cattivo'.

ROCKIT: Comunque voi ci credete nella vostra proposta?

S.M.W.M.: Certo! C'è forse il problema della tournée. Metti che noi sotto Roma non abbiamo mai suonato, e allora poi siamo costretti a 'raccattare' delle date, con tutte le conseguenze che puoi immaginare.

ROCKIT: Ok, ragazzi vi ringrazio. Ci becchiamo alla prossima ?

S.M.W.M.: Come no! E vi verremo a trovare on-line, visto che ormai abbiamo in mano la fanzine.

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