Fahrenheit 451 - Bologna, 21-06-1998 Intervista

22/10/1998 di

al microfono Andrea Manzo, il leader della formazione.



Rockit: Sulla storia dei Fahrenheit 451 c'è un po' di mistero, nel senso che non capita spesso di vedere un video e poi non capire chi ci sta dietro. Spiega come sono andate le cose?

Andrea: Forse il tutto sembra un tantino "naif": all'inizio l'idea non era esclusivamente riferita alla musica, in quanto per realizzare il video c'è voluto un anno di lavoro. Mettere assieme 2000 disegni ripresi un fotogramma alla volta è uno sforzo notevole, visto che volevamo qualcosa di decente e non un semplice cartone animato…

Rockit: E fin qui tutto ok. Ma com'è successo che Videomusic ha deciso di selezionare il video come "Video Italia" ?

Andrea: In effetti è più semplice di quanto possa sembrare: noi abbiamo proposto l'idea e i responsabili ci hanno risposto subito entusiasti, siccome in quel periodo in cui è stato programmato non c'erano grossi nomi da far girare. Poi l'idea era piaciuta tanto e così ci siamo trovati in un "vortice" che ancora continua, partendo quasi da uno scherzo…

Rockit: Così dopo il video, che ha avuto un discreto successo, siete stati quasi "costretti" a realizzare qualcosa di più concreto dal punto di vista discografico…

Andrea: In pratica da quel momento in poi tutto è successo molto in fretta: prima che la realizzazione del video finisse, la Lion (l'agenzia dei Pitura Freska, ndi) ci ha chiamati. Da questo momento in poi abbiamo cercato di avere un approccio più "professionale", al punto che le cose semplici non ci piacevano più! Così non ci siamo più accontentati di fare un cd con tre tracce, ma ci attizzava l'idea che il video non andasse perduto, e così abbiamo aggiunto delle tracce multimediali sul compact: avevamo i mezzi e i disegnatori giusti e ci siamo detti: "Perché non sfruttarli?".

Rockit: E alla Lion come l'hanno presa ?

Andrea: Benissimo! Era solo che a tutte queste cose si aggiungevano spesso altre idee che spuntavano al momento della realizzazione finale, costringendoci di volta in volta a posticipare il momento dell'uscita del cd…

Rockit: Quindi voi avete tagliato il traguardo. Il problema sorge nel momento in cui il pubblico dovrà "assecondarvi", anche se mi sembra che lo ska stia tornando di moda…

Andrea: Finora, per quanto riguarda la band, i pochi riscontri sono stati positivi, al punto che alla fine di ogni concerto la gente veniva a chiedere il disco ma non era ancora disponibile. Penso che questo avvenisse a prescindere dal fatto che noi "facciamo ska"; poi, a dire la verità, a Venezia c'è più una scena "reggae", a differenza di come invece può essere a Genova e Milano, dove i gruppi che suonano ska sono molti di più. Suppongo che comunque nello Stivale ci sia un movimento notevole, prova ne sia che a Bologna è in programma un festival che raccoglie formazione di questa determinata area musicale, come ad esempio gli Shandon di Milano.

Rockit: Torniamo a voi: come "giustifichi" la citazione di Marinetti, presa in prestito per dare il titolo alla canzone ?

Andrea: E' un discorso lungo. Diciamo che è da una vita che avevo in testa questa frase e mi ripromettevo sempre di farci una canzone; tuttavia, anche se il pezzo si intitola così è solo uno spunto, poiché il testo è riferito a determinate situazioni dell'ambiente in cui vivo…

Rockit: Non a caso ridicolizzate una "certa" Venezia…

Andrea: Diciamo che essendo tutti ex-veneziani, ovvero che siamo stati costretti a spostarci a Mestre, sulla "terraferma", per continuare a vivere, era inevitabile riversare in una canzone quello che pensiamo a proposito. Tuttavia la città lagunare è bellissima, anche se solo per i turisti; viverci quotidianamente è un'impresa!

Rockit: E il nome del gruppo come lo spiegate? Sembra proprio che vi piacciano le citazioni…

Andrea: Anche in questo caso sia il libro che il film sono state fonti d'ispirazione perché ci piacciono tantissimo. Poi volevamo evitare il prefisso "ska" vista l'inflazione di band che optano per questa soluzione, e alla fine il caso ha voluto che nel periodo in cui si formava il gruppo ci trovavamo con un Primo ministro che possedeva tre televisioni, al punto che l'idea del "Grande Fratello" sembrava realistica. Aggiungi pure che volevamo recuperare un genere musicale che si stava dimenticando, quasi a fare un parallelo con gli eventi raccontati nel libro. In sostanza un fine nobile per una musica popolare…

Rockit: Conosci i gruppi italiani che vi hanno preceduto?

Andrea: Sì, e suppongo che tu faccia riferimento a gruppi quali Casino Royale e Persiana Jones, giusto per citarne due. Diciamo che noi vorremmo centrare un po' l'attenzione sulla "memoria storica" dello ska, visto che, giusto per fare un esempio, una band come quella dei Casino Royale è partita dalle nostre stesse radici per poi evolversi in un genere musicale che non ha niente a che fare con lo stesso ska, pur rispettando le scelte fatte nel corso del tempo.

Rockit: Domanda di rito: progetti futuri ?

Andrea: Al momento pensiamo solo a suonare e a fare qualche data per promuovere l'idea più che il progetto; ed eventualmente fra qualche mese ci metteremo a tavolino per ragionare sulle possibilità concrete che saranno maturate nel tempo. Sperare non ci costa nulla.

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