Merda&Melma - Bologna, 27-02-1999 Intervista

18/04/1999 di Giampiero Falzone

In occasione della presentazione del progetto Merda&Melma (Bologna, Livello 57, giorno 27/02/99) abbiamo avuto l'onore di fare due chiacchiere con Sean e Kaos. Ne è venuta fuori un'intervista davvero originale, ironica e allo stesso tempo molto, molto strana.



Rockit: A volte vi presentate come Merda&Melma e a volte come Melma&Merda. In realtà come vi chiamate?

Kaos: Dipende dalle condizioni atmosferiche!

Rockit: Da chi è stato ideato il progetto Merda&Melma?

Sean: Nasce da un'idea di Paolo Limiti che ha contattato altre persone (i potenti) grazie alle quali abbiamo realizzato l'album, prodotto da Zia Wuben.

Rockit: Perché dai mass-media in Italia non viene spinto l'hip hop per ciò che riguarda tutti i suoi 4 elementi ma viene valorizzato solo l'aspetto musicale che spesso non rappresenta l'hip hop nella sua cultura?

Sean: A parte gli elementi, l'hip hop è sul ciglio di un burrone. Se proprio si deve spingere, l'hip hop finisce troppo male. È meglio che sia così!

Rockit: Oltre ad avere concretizzato il progetto Merda&Melma che in pochi (tra cui il sottoscritto) hanno avuto l'onore di ammirare live all'Ampollino, avete in mente altri progetti solisti?

Kaos e Sean: Si. Vogliamo fare uscire tre dischi solisti, invadere il mercato e poi ritirarci per riposarci! Anche se noi ci ritiriamo sempre. Ci ritiriamo anche quando ci laviamo!

esterno Rockit: Nel contesto musicale è evidente un'apertura nei confronti del rap soprattutto per ciò che concerne le collaborazioni anche con artisti estranei alla cultura hip hop (vedi Marina Rei con Neffa, Sean con Madaski). Come mai questo fenomeno?

Sean: Boh, non lo so. Ognuno fa come gli gira. Nel caso mio, Madaski mi ha chiesto di fare la collaborazione, l'ho presa bene e l'ho fatta. Io ho collaborato con Madaski perché mi piaceva il progetto. Se non mi piaceva non l'avrei fatto. Alla fine per quanto riguarda le collaborazioni, le faccio se mi piace la roba, altrimenti no. È solo una questione di gusti.

Rockit: Deda, in un'intervista del 1991 riguardo al progetto Isola Posse All Stars, disse che per sviluppare la scena hip hop in Italia bisognava riportare il punto di riferimento alla strada, luogo in cui tutto ha avuto inizio, allontanandosi dai canali commerciali. L'evolversi della scena musicale italiana lo ha un po' smentito. A distanza di 8 anni quale è il vostro parere sulla situazione dell'hip hop in Italia?

Sean: A quel tempo Deda era pure grasso. Lui ora è cambiato radicalmente. Quindi, qualsiasi cosa dica adesso rispetto ad allora non c'entra un c… C'è stato un cambiamento. Io la penso come lui, comunque. Il nostro album, ad esempio, non può essere commercializzato. Basta dire una bestemmia, una parolaccia e la tua roba non è commerciabile. Nel nostro caso, ad esempio, questa intervista va benissimo, bastano piccole cose per valorizzare un certo tipo di hip hop. A noi non ce ne frega un c… di vendere, facciamo il disco, se piace ben venga, se ce l'ho richiedono ancora lo ristampiamo. Tutto qua.

Kaos: Se domani tutte le radio mettono merda&melma succede che diventiamo commerciali.io non dico che mi stanno sulle balle chi è presidenzialista delle radio e dello schermo. Ben venga per loro. A me da fastidio quando qualcuno per promuovere deve andare da Red Ronnie che è un ignorante di mer… e calarsi le brache.

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