Nel bosco delle meraviglie di Marta Tenaglia

La cantante milanese, che lavorava alla Scala ancora prima di innamorarsi della classica, con il suo "Respighi into the woods" a M4NG ha dato un twist parecchio interessante alle "Antiche danze e arie per liuto" del compositore. Il racconto di quell'esperienza e dei suoi prossimi progetti

Marta Tenaglia alla finale di M4NG 2025 - foto di Luca Secchi
Marta Tenaglia alla finale di M4NG 2025 - foto di Luca Secchi

Una nuova edizione di M4NG, la rassegna che fa reinventare la musica classica ai giovani artisti del presente, è alle porte. Il prossimo appuntamento del calendario è già cerchiato in rosso sul calendario: il 31 luglio, dalle 20, si svolgerà il grand opening di M4NG 2026 - Music 4 the Next Generation a Torbole sul Garda (TN) uno speciale concerto di Dardust, uno degli artisti che meglio padroneggia la nuova classica un campo d'azione e di ricerca.

Il live è solo il primo passo di un ricco programma non ancora da svelare, per portare avanti il prezioso lavoro che M4NG sta svolgendo negli anni. In attesa di trovarci sotto il palco, abbiamo ancora delle storie da raccontare: quella dei cinque finalisti di Music 4 the Next Generation, che lo scorso novembre si sono esibiti in una bellissima finale al Teatro Zandonai di Rovereto con le loro rielaborazioni di alcune delle composizioni più celebri della musica classica di casa nostra. Oggi tocca a Marta Tenaglia, seconda classificata del contest, che sul palco del Zandonai ha portato una scarica di pura intensità. Con "Respighi into the Woods", Marta ha pescato nell'universo del compositore Ottorino Respighi e lo ha centrifugato nel suo mondo: un incastro perfetto di armonie vocali intrecciate a trame elettroniche di classe da lasciare il segno a chi le ascolta per la prima volta (la puoi ascoltare qua sotto, assieme agli altri brani finalisti, nella speciale compilation di M4NG!).

È passato qualche mese dal live di Rovereto. Che immagini ti sono rimaste di quella sera?

Ho ancora negli occhi la vista delle montagne ad ogni angolo della città, Rovereto è stupenda! E poi ricordo l'emozione di suonare in un gioiello di Teatro come lo Zandonai.

Cosa ti ha insegnato quest’esperienza? C’è qualcosa in particolare che porti a casa?

Prima di buttarmi in una pazza reinterpretazione del bellissimo brano di Ottorino Respighi non avrei mai pensato di avvicinarmi così tanto alla musica classica, figuriamoci di mettere mano agli spartiti e stravolgere tutto a mio piacimento. Non solo è stato super divertente e stimolante ma mi ha anche aperto gli occhi su quanto sia limitante e dannoso trattare il repertorio classico come se fosse un delicatissimo reperto archeologico da non danneggiare. Reinterpretarlo, mischiarlo, stravolgerlo, significa anche dargli un nuovo significato, una nuova linfa vitale.

Secondo te cosa è stato apprezzato del tuo brano? C’è invece qualcosa che rifaresti diverso?

Credo che la giuria abbia apprezzato il modo in cui ho seguito quello che ho individuato essere il tema principale del brano, rispettandolo ma dandogli anche un senso che fosse più mio, un po' soul. Sono anche abbastanza fiera della coda fatta tutta di voci, originariamente scritta per un quartetto di archi, che ho riarrangiato cercando di restituire le atmosfere meravigliose create da Respighi. È stato molto interessante vedere quanto cambi l'armonia semplicemente cambiando l'ottava di riferimento: avendo scelto di usare solo la mia voce per eseguire quella parte di composizione chiaramente ho dovuto usare ottave diverse rispetto a quelle che possono essere raggiunte da un violoncello o da un violino, ed è stata una bella sfida trovare strategie alternative per ricreare quella che pensavo fosse l'intenzione armonica. Rifarei tutto uguale, cambierei solo scheda audio per il live, i fonici sanno.

Che esperienza è stata la registrazione del tuo brano con Tommaso Colliva? Che aspettative hai sulla compilation di M4NG?

Potermi confrontare con Tommaso rispetto al lavoro di produzione che ho fatto sul brano è stata un'occasione preziosa, e in generale custodisco ogni incontro e scambio che è stato possibile grazie a quest'esperienza. Sono molto contenta che verrà pubblicata una compilation di pezzi così particolari, mi piacerebbe che venissero inseriti anche alcuni di quelli che non sono passati in finale.

Che lavoro hai fatto in studio sul brano e come lo hai caratterizzato rispetto alla demo e al live?

Con Colliva abbiamo deciso di tenere la produzione fatta da me, a cui lui ha dato un nuovo equilibrio di eq e volumi e qualche effetto a dare ancora più colore. Abbiamo però deciso di registrare nuovamente la mia lead vox perchè volevo che nel pezzo pubblicato fosse presente anche tutta la consapevolezza che ho acquisito suonando il pezzo live, provandolo e riprovandolo infinite volte. Per lo stesso motivo ho inserito anche la bellissima linea vocale ideata da Francesca Sevi, che ha cantato con me alla semifinale e alla finale. Originariamente la sua melodia non c'era nella demo, ma era così bella che ho voluto aggiungerla.

Consiglieresti a un collega di prendere parte a un simile contest (con “regole d’ingaggio” abbastanza particolari)? Perché?

Sì assolutamente, soprattutto colleghə che fanno pop o che comunque non hanno dimestichezza con la musica classica. Ho l'impressione che, senz'altro in Italia, siamo troppo imbottigliati in uno schema creativo ridotto ai minimi termini. Canzoni brevi, rif ossessivi, ritornelli facili. Va benissimo eh, w il pop, però l'umanità si è sempre evoluta rompendo gli schemi non stando dentro i 2/3 min radiofonici.

Marta in studio con Tommaso Colliva
Marta in studio con Tommaso Colliva

La “classica” che ruolo ha avuto nella tua vita in quest’ultimo periodo?

Fun fact! Molto prima che mi accorgessi che volevo fare del mio eterno scrivere musica un lavoro, ho iniziato a lavorare come truccatrice e parrucchiera al Teatro alla Scala di Milano. E ancora ci lavoro, da dodici anni. La mia vita si divide da ormai più di una decade tra dietro le quinte e sul palco, in un continuo e preziosissimo scambio tra una dimensione e l'altra. In passato ho incrociato di sfuggita la musica classica studicchiando il flauto traverso alle medie, ma non mi sono mai sentita all'altezza di approfondire. Lavorare in un teatro lirico con così tante possibilità è un'emozione che ancora dopo tanto tempo mi risulta indescrivibile, inspiegabile, ma i suoi frutti sono ben visibili e concreti nel mio modo di scrivere e produrre.

Eri già appassionata del genere?

Non nasco come appassionata di opera, e tutt'ora non ne sono una grande conoscitrice ahimè, però ho assorbito per osmosi un linguaggio meraviglioso che continua a insegnarmi a prendermi i miei tempi per dire quello che voglio dire. Le opere solitamente durano almeno tre ore e le azioni salienti, anche quelle più eclatanti e piene di colpi di scena, sono lunghe arie di decine di minuti; le melodie prendono spazio, girovagano, mi ricordano che la vita e i sentimenti sono infinitamente complessi e cercare di semplificarli riduce le possibilità di comprenderli. Certamente ho le mie preferenze: bimba di Puccini, Wagner ti voglio molto bene ma non ce la faccio, scusami. L'anno scorso abbiamo fatto la prima assoluta di Il nome della rosa, composta da Francesco Filidei; l'ho trovata molto bella e molto difficile da seguire, piena di ragionamenti musicali complessi intervallati da arrangiamenti per il coro e per il coro delle voci bianche che, nonostante le dissonanze e la complessità, arrivavano alle orecchie come un balsamo.

Continuerai a lavorare artisticamente nella direzione “indicata” da M4NG? Pensi sia una strada da percorrere?

Credo proprio di sì, anche perché appunto era già una direzione che si stava facendo strada nella mia testa. Il M4NG però mi ha dato molta fiducia in me stessa e di questo sono molto grata.

Cosa vi siete dette con la tua collega Francesca Sevi post esibizione?

Io e Franci ci diciamo una marea di cose in ogni momento, ci siamo incontrate facendo musica e ne è nata un'amicizia sincera. Le avevo mandato Respighi into the woods prima di caricarlo sul sito per candidarmi al concorso, e le era piaciuto un sacco ancora prima che le proponessi di venire a suonare con me in occasione della semifinale. Mi ha sostenuto e spronato al 200%, in ogni fase. Ci siamo dette tante cose belle, una marea di grazie. Ma soprattutto: "agg spaccat uagliu".

A cosa hai lavorato negli ultimi mesi? Prossime uscite? Quali sono i prossimi live che hai in calendario?

Sono in una fase di rielaborazione del mio progetto, mi sto prendendo del tempo per capire dove voglio andare e cosa voglio dire. Ho il privilegio di potermi fermare un attimo e chiedermi in cosa consista quindi esattamente questa carriera musicale che tanto sto desiderando e costruendo, il più possibile al di fuori da ritmi di pubblicazione continui e logiche di mercato. Sto preparando qualcosa di molto speciale che riguarda proprio questo brano. In generale vorrei ripartire dal live, anche questo in via di ricostruzione, e sto riscoprendo degli aspetti che avevo lasciato indietro senza un motivo preciso. Mi piacerebbe tanto, almeno per un po', sospendere la differenza tra musica già pubblicata e musica nuova e lasciare che la dimensione del palco diventi fucina creativa. Se siete curiosi hit me up!

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L'articolo Nel bosco delle meraviglie di Marta Tenaglia di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-07-03 11:21:00

Tag: m4ng

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