No Gossos - Brescia, 01-12-2004 Intervista

07/12/2004 di Federica Gozio

Pare che l’essere alternativi sia un obiettivo che molti, davvero molti, si prefiggono. Pare che l’essere alternativi nell’ambiente musicale corrisponda a suonare indie-rock. Lascio a voi la “chiusura” del sillogismo. Per questo motivo ritengo che attualmente i “veri” alternativi siano gruppi – nell’occasione un duo - come i No Gossos, che si contraddistinguono dalla sedicente nicchia underground proponendo qualcosa di veramente alternativo, quanto meno per quanto riguarda la “ristretta” realtà musicale italiana. Inevitabile la voglia di conoscere meglio i due autori di Reel 01, per scoprire soprattutto quali sono le reazioni degli ascoltatori ad un genere, l’electro, che ancora non scuote gli animi come il divino rock, ma che ascoltato con il giusto spirito è comunque in grado di trasmettere emozioni.



Chi sono i No Gossos?
Due ragazzi curiosi e amanti delle cose belle.

Domanda banale ma d’obbligo: cosa significa il nome?
No Gossos è il cartello che vieta l'ingresso ai cani in certe aree, è un cartello scritto in Catalano... ma a dire il vero la storia è troppo lunga per essere approfondita qui.

Com'è nata l'idea di proporre un genere come il vostro?
L’idea è nata dalla noia verso la musica che si sente in radio e che viene confezionata in pacchetti standard, nonché dalla voglia di dare qualcosa di nuovo, di esplorare certi confini e magari oltrepassarli, o almeno di provarci.

Presentatemi “Reel 01”.
È il nostro primo lavoro. È una mescolanza di diversi generi che ci attraggono in ambito electro, dai lavori più estremi stile W.a.r.p. alle produzioni più orecchiabili. Contiene tutta la freschezza e l'inesperienza della "prima prova". Comunque ne siamo molto fieri.

Qual è la vostra tipologia di lavoro? Dove e come nascono i pezzi?
Generalmente i nostri brani nascono per vie separate.

Ci incontriamo, dibattiamo, ci consigliamo, ci scanniamo (ma ci vogliamo bene) e dal frullato di questi confronti nascono le songs.

E di quale strumentazione vi servite?
La strumentazione al momento è tutta digitale.

Sicuramente avrete delle fonti di ispirazione. Quali sono le principali?
Per quanto riguarda l'elettronica sicuramente cerchiamo di ascoltare il più possibile le novità per vedere in che direzione si muovono i vari sotto-generi e quali sono le nuove idee in circolazione, comunque rimaniamo soprattutto legati agli artisti W.a.r.p., Planet-Mu, Rephlex, ma la lista dettagliata sarebbe veramente lunga, ascoltiamo molti generi diversi.

Come viene accolta la vostra proposta?
Molto dipende dai riferimenti personali dell'ascoltatore, riteniamo il genere elettronico ancora piuttosto sconosciuto da quanto abbiamo potuto verificare.

Chi è digiuno di musica elettronica rimane sempre spiazzato avendo come termine di paragone soltanto le sonorità più radiofoniche, quindi le nostre ritmiche ricche di glitch e le nostre parti melodiche a volte vengono considerate troppo "strane".

Invece chi già mastica un pochino l'electro o ne è conoscitore apprezza generalmente le molteplici sfaccettature ed influenze che proponiamo nei nostri lavori e appunto queste ritmiche barocche e frammentate tipiche del genere comunemente chiamato Drill'n'Bass.

Ho assistito sia a dei vostri dj set che a dei veri e propri live. Cosa proponete nei dj set e cosa invece nei live?
Con i Dj set abbiamo modo di divertirci proponendo tutta quella musica che abbiamo amato e amiamo, a volte suoniamo diversi brani nostri, ma a seconda del contesto può cambiare sensibilmente l'anima del set, fermo restando che la logica deve essere "far ballare".

Nelle performance live proponiamo sia brani compresi nei nostri demo che brani "inediti", in questo caso prepariamo una scaletta molto varia e la logica è tenere il pubblico interessato.

Ultimamente sperimentiamo anche alcune parti improvvisate che fanno da ponte fra i vari brani.

Recentemente avete suonato al Freemuzik di spalla ai To Rococo Rot, gruppo di notevole rilievo nell’ambiente electro. Com’è stato?
Sicuramente un'esperienza positiva. Suonare con un gruppo estero e di accreditato spessore ha dato particolare importanza all'appuntamento. Per noi era la prima uscita e le incognite erano veramente molte, problemi tecnici ci sono stati ma nulla di talmente grave da compromettere la serata. I To Rococo Rot ci hanno fatto capire molte cose sia a livello organizzativo che tecnico on stage. E' stato molto divertente.

Avete degli obiettivi precisi?
Non abbiamo obiettivi fissi, continuano a cambiare. Il primo era quello di formare un duo elettronico, il secondo di preparare un demo, poi di suonare live... ora ci piacerebbe riuscire ad essere prodotti. Domani chissà! Nel frattempo continuiamo a produrre nuova musica ed a migliorare sotto l'aspetto tecnico.

I vostri prossimi live?
Per le date diamo il consiglio di visitare il nostro sito www.nogossos.com dove oltre alle informazioni sugli eventi è possibile scaricare i nostri demo in formato mp3.

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