Le man avec les lunettes - Brescia, 11-01-2005 Intervista

18/01/2005 di Federica Gozio

Continuerò a peccare di campanilismo ma non posso che evidenziare ancora una volta un interessante progetto bresciano di recentissima produzione. Del resto per tanti gruppi bresciani che apprezzo ce ne sono tantissimi attivi, eludo quindi in anticipo eventuali accuse di “favoreggiamento” territoriale! Eccovi dunque i Le man avec les lunettes, autori di un piccolo gioiellino che arricchirebbe qualsiasi discografia.



Presentate il vostro lavoro supportato da un piccolo mini cd. Perché questa decisione?
Perché rappresenta il formato ideale: il recipiente più idoneo per un ristretto numero pezzi di breve durata. Inoltre si è voluto portare avanti il lavoro del Comitato Recupero Formati in disuso già iniziato con la pubblicazione del 7” in vinile “A photographer in Paris”.

La grafica è veramente bella. Chi ha avuto quest’idea e come?
La scelta di presentare il lavoro in una custodia cartonata particolare è ormai tradizione consolidata in casa Lumière Electrique: basti pensare all’album omonimo ed al vinile di recente pubblicazione. Per la grafica ci siamo affidati ad una nostra giovane amica, Glö, che ci ha semplicemente ritratti mentre sorseggiamo un'ottima tazza di the.

Quanto c’è dei Lumière Electric. in questo lavoro?
Solo una frazione del numero dei componenti dei Lumière Electrique compare in questo miniCD: FabioB. che ha scritto, suonato e registrato i pezzi domesticamente e AleP. ha avuto l’onere di dare un certa omogeneità al tutto curando i missaggi e la produzione. Dello stile Lumière rimane comunque una ricerca di suoni mai banali e scontati.

Un progetto parallelo, perché non è stato realizzato come Lumière Electrique?
Perchè di fatto non sono coinvolti, per svariati motivi, tutti i componenti dei Lumière. Inoltre è una parentesi “smaccatamente pop” quasi esterna alla produzione Lumière.

Cosa vi ha maggiormente ispirato nella realizzazione di questi pezzi?
I pezzi sono la trasposizione di immagini di vita più o meno vissuta, di discorsi casuali ai quali si è cercato di dare un senso a posteriori.

Gruppi di riferimento?
Per questo lavoro sicuramente Beatles, Beach Boys, Grandaddy… ma ci sono incursioni nella musica elettronica soft come Air….

Perché questo metodo di registrazione? Scelta puramente estetica o finalizzata a trasmettere qualcosa in particolare?
È la pigrizia che ha generato tutto ciò: insomma era gia tutto registrato “buona la prima” e non ci andava di rovinare la spontaneità e l’ingenuità dei pezzi. Si è cercato quindi solamente di renderli ascoltabili evitando eccessive sovraincisioni.

Il cd è prodotto da un piccola neonata etichetta. Quali sono le finalità della Honey Rec?
La Honey Records è un piccolo sogno che si è concretizzato solo dopo l’ascolto dei pezzi di Le man avec les lunettes. Per ora si sta lavorando alla promozione del mini cd, si spera di rientrare dalle spese fatte per la produzione, e magari di trovare qualche groupies ai concerti.

Avrà un seguito questo mini cd?
Per quanto riguarda i Le man avec les lunettes non si sa nulla di preciso. Non si è ancora parlato di nuove produzioni. Sicuramente eventuali pezzi inediti verranno inseriti nei live. I Lumière invece hanno pezzi più o meno chiusi e chissà che presto non si faccia un album.

Cosa vorreste trasmettere con la vostra musica?
Scrivere musica è un processo strano, non c’è matematica o precisa coscienza di ciò che si sta realizzando. Penso quindi che le persone ascoltando la nostra musica la sentano, ognuno in maniera diversa.

Cosa pensate di avere in più e/o in meno rispetto ad altri gruppi dell’underground musicale?
Noi siamo per il “Do It Yourself”. Dischi, copertine, booking, sito web, stampa, tutto è fatto da noi o da persone che ci sono vicine (anche i soldi sono nostri!). Quello che facciamo cerchiamo di farlo al meglio, pensando che il nostro grande disco non cambierà il mondo della musica, ma un nostro disco (o concerto) pessimo contribuirà ad ingigantire il grande contenitore della musica pessima.

Cosa ne pensate della scena musicale bresciana e dei gruppi che vi gravitano?
Tanti progetti, idee, ma pochi bei dischi. I migliori sono ancora i vecchi Micevice di Giovanni Ferrario, Marco Franzoni e i 9 rose, Edwood.

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