VeneziA [Sicilia]: cambiare a cinquant'anni Intervista

02/04/2012 di

Andrea Venezia è un personaggio inquietante, guardatelo in faccia. Ha iniziato a suonare nei primi anni 80, ora si ritrova a pubblicare il suo secondo album solista, "La Culla". E' un disco scuro, che mette insieme il blues con tutte le esperienze più acide possibili, dai Suicide in giù. Faustiko l'ha intervistato.

 

Da dove nasce questa tua passione per il blues? Voglio dire: c'è un preciso evento scatenante da cui ha origine il tutto?
Non saprei…. il blues mi è sempre piaciuto e non c’è stato un preciso evento che abbia scatenato il tutto.
So solo che quando mi capitava di ascoltarlo, anche senza sapere chi stesse suonando, dicevo tra me: questa si che è musica che vale la pena di ascoltare.

Ma Andrea Venezia si considera un bluesman? E’ qualcosa che uno deve sentire dentro per potersi definire tale?
Non so se posso definirmi un bluesman, forse certe suggestioni del paesaggio siciliano che mi circonda da sempre mi hanno avvicinato allo stato d'animo del blues e l'armonica veicola perfettamente quelle sensazioni.

Le canzoni contenute in questo disco sono state tutte composte recentemente o ne hai ripescata qualcuna dal passato meno prossimo?
Questo cd nasce come sviluppo di una certa tipologia di brani presenti nel mio precedente cd, al quale avevo lavorato da solo ed è fatto, quindi, per una parte da brani del vecchio cd riarrangiati, e per il resto da brani nuovi composti assieme al gruppo.

Più in generale come avviene il processo creativo tra Andrea Venezia e gli altri componenti della band?
Beh, in realtà è tutto molto semplice per certi versi: qualcuno inizia una frase, un riff oppure un ritmo, sul quale io comincio a vocalizzare utilizzando dei versi che in genere ho già scritto. La rifinitura del brano è invece un lavoro d’insieme più ragionato.

Come sei entrato in contatto con i ragazzi di 800A Records e soprattutto perché loro?
Il merito va sicuramente al nostro manager e direttore artistico Carlo Prestia che ha creduto nel progetto e di fatto ha messo assieme il gruppo e ci ha messi in contatto con i ragazzi di 800A.
Perché proprio loro? Beh, la risposta è semplice: sono dei ragazzi sensibili ed intelligenti che non si accontentano delle banalità. Fabio Rizzo si era già complimentato con noi dopo averci sentiti e, a un certo punto, la collaborazione è stata una logica e gradita conseguenza.

Quindi il tuo esordio discografico è dovuto, almeno in parte, alla perseveranza di Carlo Prestia. Tu come ti ci vedi come “musicista contabile”, ovvero come un’artista che non si occupa solo della dimensione prettamente creativa ma si dedica, giocoforza, anche alla dimensione legata alla comunicazione verso l’esterno?
Fortunatamente lo staff che sta attorno al progetto VeneziA, in particolare Carlo Prestia per Kill Surf City Mgmt e Fabio Rizzo per 800A Records, fa in modo che io possa dedicarmi esclusivamente alla parte creativa, artistica ed espressiva.

Che rapporti hai con i compagni d’etichetta? Li conoscevi già prima di entrare nel roster della 800A Records?
Con il Pan del Diavolo, che è stato lanciato da 800A e da un po' pubblica con La Tempesta, abbiamo anche suonato in apertura a un loro concerto, ci conosciamo e c'è stima reciproca.
Abbiamo suonato anche insieme agli Waines, di cui fa parte lo stesso Fabio Rizzo. Con gli altri artisti come Black Eyed Dog o gli Hank! non abbiamo ancora avuto rapporti diretti ma attorno all'etichetta e alla scena palermitana si sta creando una forte energia positiva che ci lega tutti a prescindere.

Nella recensione del disco del 2010, Maria Guzzon scriveva: "Esistono dischi impregnati di una sorta di genius loci". Quanto la tua musica è consapevolmente figlia del luogo in cui vivi?
Sicuramente tanto, non perché abbia cercato questo legame; certi legami non credo ci sia bisogno di cercarli, o ci sono oppure no.. La mia musica è figlia del luogo in cui vivo perchè le esperienze e le sensazioni descritte sono maturate in questo luogo. Anzi potrei dire che è il luogo, nella sua molteplicità, che si esprime anche attraverso questa mia esperienza artistica. Siamo quello che mangiamo, che respiriamo, che amiamo, che odiamo…

L’album si intitola “La culla”, un oggetto che può avere significati molto diversi a seconda del contesto (vedi ad esempio l’utilizzo che ne fa Roman Polanski su “Rosemary's baby”). Per Andrea Venezia quale significato ha?
‘’La culla’’, è la composizione che più risponde ad una mia idea del rapporto testo /musica. Nasce come testo che nella declamazione trova la propria ritmica, la propria musicalità. Un lamento dell’anima, un mantra liberatorio un blues ante-litteram.
Scruto giù in fondo e vi scorgo una culla...”:  il grembo materno ..il ritorno nel ventre, il non essere nati.
Sfondo una porta già aperta”... “Traccio una strada nel nulla”…
l’inutilità del gesto.
Strappato alle profondità dell’infinito conobbi il sapore del ferro invano aggrappandomi pugni stretti ad un passato senza tempo”.
Ci si affaccia alla vita, strappati da chi sa dove per un viaggio di cui ci sfugge il senso, un viaggio circolare, che parte dalle profondità cosmiche per riapprodarvi dopo una serie di inutili gesti.

Saresti disposto ad abbandonare la tua terra d'origine nel caso in cui sia necessario per continuare a vivere di sola musica?
Abbandonare è una parola forse eccessiva, certamente sarei disposto ad abitare anche altrove, per vivere di sola musica. Non puoi negare le tue radici, loro esisteranno sempre e si esprimeranno, magari inconsapevolmente, anche attraverso piccoli gesti.

E se la scelta cadesse su Milano quale sarebbe la reazione? Te lo chiedo perché diversi artisti hanno una repulsione nei confronti della ‘capitale morale’…
Nessuna repulsione per Milano, anzi. La conosco poco e mi piacerebbe conoscerla di più, passarci un po' di tempo e provare a capirne alcuni tratti. Penso anche e spero che un progetto come i VeneziA possa avere terreno fertile in una città come quella. E' anche la capitale italiana del "Mondo di consumi" (il titolo di una nostra canzone) e questo forse chiude un cerchio.

Leggo dalla tua biografia che hai un'esperienza quasi trentennale, bazzicando nell'ambiente fin dagli anni '80. Da allora sono cambiate un'infinità di cose, alcune anche a livello strutturale (ad esempio la modalità di fruire mediamente la musica). Andrea Venezia come vive il cambiamento in tal senso?
I cambiamenti non sono poi stati così repentini da creare disagi, anzi direi che per molti versi, tante cose sono diventate più semplici. Oggi si può comunicare più rapidamente, oggi è più semplice produrre un disco e parecchie altre cose. E’ vero le cose cambiano e noi con loro, inevitabilmente in qualche modo.

Quindi sei una persona che accetta di buon grado i cambiamenti, mi par di capire. E’ nella tua indole questo atteggiamento o è stato il percorso di vita a far sì che ti sintonizzassi su questa frequenza?
La vita è un continuo cambiamento, quando non si cambia più si muore. Il non cambiamento mi preoccupa più del disorientamento dovuto a cambi importanti o repentini.

Non ti capita mai di avere qualche rimpianto rispetto al passato?
Il rimpianto può essere il tempo perduto e non dedicato alle cose che reputo importanti, l'essermi lasciato attrarre talvolta da fuochi fatui che mi hanno allontanato dalle cose che più mi interessavano. Però vuol dire che questo era il mio percorso e lo accetto di buon grado.

Se oggi un/a sedicenne si innamorasse di ciò che canti, saresti piacevolmente sorpreso o vincerebbe comunque la disillusione?
Che qualcuno si innamori della tua musica è di per se un fatto gratificante, non sarei  sorpreso sicuramente no, anche un sedicenne soffre l’inquinamento, la malvagità, l’ipocrisia, la solitudine e queste, purtroppo, sono cose che difficilmente vedremo sparire dalla faccia della terra.
 

Commenti (7)

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  • feedbaknoise 02/04/2012 ore 20:43 @57088#feedbaknoise

    accetto il richiamo della Loggia ( e figuriamoci... ) non ho detto che e' da buttare ma mi sembra che lo si sia sovrastimando , interviste blablabla.... vorrei conoscere la sua discografia, magari c'e' gente che si sbatte da un sacco di anni ha fatto 200 album concerti ecc.... ma non li considera nessuno perche' non hanno le amicizie " giuste ".... e che diamine !! ( cmq dalla Loggia e solo dalla Loggia accetto qualsiasi appunto ! )

  • 800A Records 03/04/2012 ore 10:13 @800arecords

    Ciao amici della Loggia. Solo per specificare, nessuna amicizia "giusta" (giusta? e dove siamo, a Sanremo o all'Assemblea Regionale Siciliana?): solo tempo, idee e denari investiti per fare il disco che volevamo e un ottimo ufficio stampa che lavora da un mese a spron battuto. Forse se quella gente dei 200 album e concerti facesse allo stesso modo, qualcuno si accorgerebbe di loro, senza ricorrere a ipotesi di amicizie da Italietta. Anche perchè vorremmo ricordare che il contesto indipendente in cui ci muoviamo è comunque quello dei poverelli, quindi non parliamo di guadagni ma solo qualche soddisfazione, quindi la ricerca dell'amicizia giusta è uno scenario surreale oltre che inutile. Saluti da Sciacca, Palermo e Santa Rosalia.

  • GRANPA 03/04/2012 ore 11:24 @granpa

    Bello! Bravi !

  • feedbaknoise 03/04/2012 ore 13:50 @57088#feedbaknoise

    800A Records non vi innervosite non e' il caso..... ripeto: 1° per me l'artista in questione non ha nulla a che vedere con il punk inteso sotto tutte le accezioni del termine. 2° dal modo di suonare l'armonica dalle influenze blues (?!...) e dall'attitudine ecc... piu' che un punk mi sembra un vecchio frikkettone di quelli che se ne vedevano a frotte 40 anni fa girare col sacco a pelo, armonica cromatica ( la diatonica bisognava studiarla... e "fumi vari......" 3° il mio disappunto era nel vedere un personaggio ai piu' sconosciuto che gia' interviste e blablabla..... mi e' sembrata una montatura, ed io ste cose non le sopporto che ce vuoi fa " sucarecords "..... dopo di che' tanti auguri e successi interplanetari !!

  • 800A Records 03/04/2012 ore 17:49 @800arecords

    feedbak ma figurati nessun problema! non per niente abbiamo messo i migliori successi della Suca Records sulla sonda Voyager che sta andando verso i confini della galassia.
    Per il resto aspetta almeno di sentire il disco per stroncarlo, se no delle due una: te lo sei procurato a scrocco e parli conoscendo la materia in questione; oppure non hai idea di cosa ci sia dentro questo nuovo disco (punk, boogie, blues, 32 minuti di silenzio, rumori presi all'incrocio di viale lazio o altro) e dici minchiate preventive! :D

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