Niccolò Contessa de I Cani intervista Dargen D'Amico Intervista

Foto di Photocirasa.com - Dargen D'Amico seduto sui sassiFoto di Photocirasa.com - Dargen D'Amico seduto sui sassi
04/06/2012 di Niccolò

Parte Prima

Ciao Dargen. Stai per uscire con un album da titolo "Nostalgia Istantanea" che consta di due tracce molto lunghe.
Io direi che finisce così l'intervista.

Fatto?
Sì, abbiamo già annoiato abbastanza.

Ok, allora ci sentiamo presto.
Grazie di tutto, al prossimo albo.
 

Parte Seconda

Ciao Dargen. Stai per uscire con un album dal titolo "Nostalgia Istantanea": un disco scritto nei momenti che precedono il sonno e che lo seguono immediatamente. Vorrei chiederti spiegazioni su questa scelta.
Quale scelta? Non è stata una scelta. non ho potere sulle mie cose, decide tutto il caso. Certo non è una scelta saggia.

Parliamo di questo allora: il rap in Italia si sente spesso alla radio con singoloni singalong dal ritornello tamarro (con tutto il rispetto per i ritornelli tamarri). Tu fai un disco che si presta ben poco a questo trattamento. Non volevi fare soldi col rap anche tu?
Diciamo che non serve ascoltare interamente questo disco, e disco in questo caso cade a fagiuolo dato che esce in vinile, per capire che è una mossa sbagliata, un passo falso commercialmente. Forse è sbagliata solo nel mio caso che sono un piccolo medio artista. Se fossi un piccolissimo o un molto grande artista questa scelta potrebbe essere perfetta.

Cioè, i nomi enormi possono permettersi un po' quello che gli pare? Penso, che ne so, ai Radiohead.
Sì, loro certo. Poi aggiungici che però i Radiohead sono anche bravissimi, particolare che a me al momento manca ancora. Però la cosa è nata, il disco è nato. Una volta nato cosa fai? Lo ammazzi? Non fosse nato potrei dire: evitiamo, ma essendo già tra noi non potevo. Poi, semplificando questo discorso, io prima di tutto debbo svoltarmi le giornate, quando scrivo penso, devo occuparmi per bene, occupy myself, e per far ciò ho bisogno di pieghe sempre diverse nei lavori, di incuriosirmi, perchè l'ozio è bellissimo ma la noia uccide.

Quindi non potevi farci niente.
No, mai, ogni disco mi obbliga a fare qualcosa di diverso.

Ascoltando il disco mi sono reso conto che richiede molta attenzione, cioè, non è un disco che si può ascoltare mentre si controlla Facebook o roba del genere. Se lo ascolti distrattamente ti perdi un sacco del contenuto. Immagino che la scelta di uscire in vinile sia in qualche modo legata a questo? Incoraggiare un ascolto dedicato? Si può addirittura parlare di una scelta politica riguardo al consumo della musica oggigiorno?
Sì, la scelta vinilica protegge anche l'ascoltatore, se uscisse in cd qualcuno rischierebbe di comprarlo a scatola chiusa, magari aspettandosi 15 tracce simpatiche. Così te la devi proprio cercare: ti devi mettere lì e ascoltare i collegamenti tra un verso e l'altro che è esattamente ciò che ho fatto io scrivendolo.

Quindi non volevi finisse nelle mani di ascoltatori impreparati.
Semplicemente non vorrei truffare nessuno.

Sei sempre stato caratterizzato dal fare rap su temi che non rientrano nei temi classici del rap. In questo disco tra le altre cose parli di eroina, foie gras, sacramenti, religione, Vigevano, matrimonio, critici musicali, Margherita Buy, i manicomi, la mamma, la morte, gli angeli, lo sperma, il qualunquismo, il polo petrolchimico.
Sì, in realtà il rap quando è nato era proprio: "mettimi una musica che ti dico tutto quello che mi passa per la testa", che poi è esattamente quello che ho fatto io in "Nostalgia Istantanea". Quindi credo ci siamo. Oggi l'hip hop è forse cristallizzato, per usare un eufemismo, ma se lo può permettere. Il suo lavoro l'ha fatto e lo fa ancora: colonizza il mondo e poi Obama manda i marines. Ma prima fa passare l'idea che lui stesso si pompa il rap nell'iPod.

E tu sei insoddisfatto di questa cristallizzazione dell'hip hop? Cioè, è una cosa che ti infastidisce o ti annoia nell'hip hop contemporaneo, perlomeno in italia?
Non mi pongo la questione, però mi piace lo stato odierno del rap italiano. Gli artisti sono più coesi di un tempo, fanno squadra.

A proposito di questo: ora faccio una figura di merda. Io i dissing che avevi annunciato non li ho proprio colti.
Eh in effetti non esistono nel disco. Io e Gaudesi (il manager, NdR) al bar parlavamo del disco e si diceva che forse ci vorrebbero dei dissing e siamo andati un po' oltre, diciamo.

Forse allora sarebbe meglio non divulgare questa notizia e far continuare la caccia al dissing. Magari spingerebbe i rapper italiani a migliorarsi.
Beh, il livello del rap italiano di oggi non è certo basso.

No, assolutamente. Mi sembra che ci siano un sacco di artisti di livello.
Quello dell'indie come ti pare?

A me pare bassino, infatti invidio il rap per questo. Il problema fondamentale secondo me è la lingua: i rapper sono costretti a rappare in italiano, quindi scrivono pezzi migliori. Un sacco di gruppi indie si nascondono dietro all'inglese.
Sì anche se credo che siamo lì lì, tra poco anche gli italiani lo faranno in inglese. C'è anche da dire che il rap italiano è al momento giusto nel posto giusto. E' LA musica giovanile, ovunque.

Questa è un'ottima cosa. Credo che se non succede lo stesso per l'indie la colpa sia nostra, dei musicisti indie.
Non so se è ottima, però è così. L'indie invece deve soffrire di più, ma io sinceramente credo questo aiuti. Prendi per esempio Gandhi, credo l'indie italiano sia un po' Gandhi in questa faccenda.

A me non sembra che questo si trasformi nella produzione di roba più coraggiosa. Mi sembra ci sia molto più coraggio nel rap, e il tuo disco ne è un esempio. A me sembra che nell'indie molti cerchino di svoltare copiando i gruppi esteri che vanno di moda, con un ritardo variabile tra i 18 mesi e i 18 anni.
Ma è identico nel rap. Poi mettici che il mio disco giustamente verrà schifato dal 95% degli ascoltatori totalmente rap, e la cosa devo dire che anche solo scriverla mi eccita.

Come mai secondo te?
Come mai mi eccita? Non so, ultimamente mi eccito facilmente.

No, come mai verrà schifato dal 95% dei rappettari.
Perché è parecchio personale. Potrei dire intimo ma non è intimo, comunque diciamo intimo anche se non lo è. Intimo rende sempre come aggettivo. "Ciao, che tipo sei tu? Sono un tipo intimo."

Intimo, ma non intimista.
No, intimista non mi piace. Quando mi dicono che scrivo intimista, preferisco che mi dicano "ascolta, non si capisce una minchia di quello che dici, non parli bene l'italiano". Intimista proprio no.

Continuando questo discorso su indie e rap: tu hai scritto un pezzo in cui racconti di un DJ e un grafico che si invidiano a vicenda. I Club Dogo in "D. D. D." dicono di invidiare i DJ di Ibiza. Io e tutti i musicisti indie che conosco invidiamo i rapper, perché piacciono ai giovani e non devono trasportare amplificatori pesanti quando sono in tour. Tu invidi qualcosa ai musicisti indie?
Ma sai, vale sempre il discorso che l'erba del vicino è sempre la più verde. A me piace molto l'indie e lo farei anche, se non fosse che mi sto stempiando velocemente, e secondo me l'indie stempiato non prende bene. Mi vedo già che presento il mio disco e il giornalista che mi fissa le tempie. Che poi in realtà la stempiatura è sulla fronte, si dovrebbe dire sfrontato, non stempiato. Io sono un tipo sfrontato, intimo e sfrontato.

Scusa però su questo ti devo fermare perché mi riguarda personalmente. Manuel Agnelli e Cristiano Godano hanno dato un modello sbagliato ai ragazzi indie, in realtà si possono avere pochi capelli e fare dell'ottimo indie.
Tu non preferiresti avere più capelli? Almeno nei momento live? Il live coi capelli lunghi è più emozionante, ti trascina dentro.

Il mio problema è soprattutto che ho pochi capelli dietro, quindi cerco di non girarmi mai.
Potresti fare i live sdraiato, tutti da sdraiato. L'ha mai fatto qualcuno?

Sicuramente qualche musicista noise giapponese.
Peccato, sennò si potrebbe fare. Appena scopro che esiste qualcosa di nuovo la faccio.

Però ce n'è sempre meno, di roba nuova.
Sì, meglio così, che fatica sennò. Io comunque per un po' ho dato, dopo Nostalgia Istantanea.

Tornando a Dargen intimo e sfrontato: tu sei nella strana posizione di essere percepito (almeno da me) come il rapper intelligente, non voglio dire intellettuale perché è un termine antipatico, però sei quello che con Fibra ad Amsterdam va in giro per musei. Al tempo stesso sei quello del "La cassa spinge", "Festa", etc. La senti come una scissione? Oppure Dargen è queste due cose insieme?
Ho la fortuna di non essere un artista sul serio, ho quindi meno problemi, faccio alcune cose, altre no. Poi però faccio anche le altre.

Una cosa di cui in italia si parla spesso riguardo alla musica di ogni genere è la questione dell'autenticità. Nel rap in particolare si parla di chi viene dalla strada, chi non viene dalla strada, etc. etc. Mi sembra che tu abbia sempre elegantemente dribblato la questione parlando un po' di quello che cazzo ti pareva.
Ma io penso che tutti si venga dalla strada, cioè ci si passa tutti, anche l'indie. Non è che puoi stare sempre a casa, dovrai uscire prima o poi.

A te piace la strada?
Sì, alcune in particolar modo. Tu come la vedi? La vedi come me credo.

La strada? Sì.
Quindi stiamo storicamente cementando l'amicizia indie-rap sulla strada.

Poi al chiuso continuiamo a non sopportarci, ma per strada è un idillio.
Ma no, dai, come potrei. Non siete voi che avete dato l'idea per "Con due deca"?

Boh, io in realtà non ho capito benissimo come è andata. Comunque è uscita fuori da Rockit.
C'è da dire una cosa su questo a proposito di rap e indie, anzi due. La prima è che il pubblico indie ha storto un po' il naso per questa operazione, mentre il pubblico rap non si è fatto grossi problemi, e questo già è indice, medio e anulare. In effetti nel rap è più naturale prendere, rubare, rifare, etc.

(I Cani)


Anche nell'elettronica è così, ci sono remix, etc. Io credo di avere addirittura i sample di cassa dei Crookers da qualche parte, ma non dirlo a loro.
Che vergogna, se lo sapessero i vostri fans. I Crookers son commerciali.

Eh, ho capito. Però non è che potevo usare la cassa di De André.
Che poi conoscendo i Crookers può anche essere che loro siano partiti dalla cassa di De André. Sai come sono quelli, ci sanno fare, equalizzano e via. Comunque fammi dire la seconda cosa sugli 883.

Sì, scusa.
Per rifare la versione del ventennale di "Hanno ucciso l'uomo ragno" Pezzali, Peroni e Cecchetto hanno chiamato il rap, non l'indie.

Questa cosa è molto comprensibile da parte loro. L'indie ha dimostrato un sacco di puzza sotto il naso e comunque rappresenta una parte minima della popolazione giovanile rispetto al rap. Se un progetto come gli 883 uscisse oggi verrebbe spinto nei canali rap, non indie.
Sì, e poi costa anche di più: ci sono gli strumenti, etc.

A meno che non rubi i campioni.
Come le squadre mediorientali che rubano i campioni del nostro calcio. No, scusa, russe. Volevo fare la battuta ma non sono molto ferrato sul calcio.

Neanche io.
Mamma che noia.

Vorrei dire che mi piace il basket ma non è vero neanche quello. Temo che semplicemente non mi piaccia lo sport.
A me piace il beach volley.

Femminile?
Sì, chiaro. Anche il tennis, quando fanno quei versi cosmici, quegli auff, mi sento veramente bene.

Chissà se qualcuno li ha mai campionati per farci un pezzo house zozzo. Se non l'ha fatto nessuno è una cosa nuova.
Lo facciamo?

Ok.
E' mai nato un brano da un'intervista? Secondo me forse è nato un figlio da un'intervista, se i due si piacevano, ma un brano no.

Un sacco di figli non riconosciuti, mi sa.
Ma come si fa a non riconoscere un figlio, mi chiedo io?

Devi essere molto distratto.
Deve essere proprio vestito strano e truccato per non riconoscerlo.

Ti faccio un'ultima domanda, poi mi metto a cercare campioni di tenniste.
Campionesse.

Ottimo! Il titolo del brano sarà "Campionesse".
Eh sì, anche l'italiano vuole la sua parte. O anche l'italiana vuole la sua parte, come dicevano della Canalis quando cercava lavoro a Hollywood.

A proposito di questo: ho visto che hai caricato un video sul tuo canale Youtube dal titolo "Inalberato" in cui ti prendi gioco della tendenza al protagonismo che si è sviluppata grazie ai social network. Non ti sembra che oggigiorno ai musicisti / rapper / etc. sia richiesto di creare un personaggio 24h/24 mediante twitter e i social network, che spesso si parli di quello che la gente ha scritto o ha postato, un po' a scapito delle canzoni? Anche questa è una domanda un po' moralista.
Credo che la musica sia sempre stata frutto dei tempi e i tempi sono questi. C'è la rete, la famosa rete, per cui Grillo vince le elezioni e io e te facciamo quest'intervista ora. Se non ci fosse la rete io dubito che quest'intervista avverrebbe, parlo soprattutto per me. Già così fai fatica a notarmi, ma senza internet non esisterei. Quindi vedi, potremmo twittare la risposta a questa domanda e chiudere il cerchio come Bossi.

Questo vale ancora di più per me. Senza la rete sarei ancora a consegnare pizze, invece grazie all'indie colleziono yacht.
Comunque in linea di massima dovremmo ringraziare la musica. I consumatori di pizza, soprattutto. Io non credo che vorrei una pizza consegnata da te, in ritardo, fredda.

Mi vedi come una persona fredda?
Ti facevo più caldo, sai come si dice. Caldezza mezza bellezza.

http://www.youtube.com/watch?v=RYDx6H1bewA
Che bella canzone, già me la vedo, me la sento. Comunque che intervista multimediatica, coi link di YouTube. L'avevano già fatto?

Secondo me sì. Possiamo provare a twittarla ma l'avranno sicuramente già fatto.
Sì ma che mondo di merda. Han già fatto tutto, e nemmeno avremo mai una pensione.
 

Pagine: Dargen D'Amico I Cani

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