99 Posse - Cantiere 21 (Perugia), 28-12-2001 Intervista

16/01/2002 di Simona Cortona

Come suo solito, la nostra Simona ci invia una densa e verace chiacchierata... senza troppi fronzoli da mestierante, ma ricca di passione. Stavolta tocca ai 99 Posse, band discussa (e magari discutibile), ma che da ormai 10 anni fa parlare ardentemente di se...



Al Cantiere 21 di Perugia i critici, contestatori (grazie!), cantautori delle lotte di classe, del coraggio e delle verità hanno festeggiato 10 anni di carriera. I 99 Posse e i loro dieci anni di storia italiana ci hanno ricondotto sulla giusta via, ci hanno risvegliato dal torpore che spesso, troppo spesso, il mondo aberrante della tv ci stordisce, rendendoci sempre più parte di quella “spazzatura” che si vuole far passare per verità…
Insieme abbiamo cantato, insieme ad un mare di gente abbiamo condiviso ideali, realtà perse di vista, utopie abbandonate sulla strada, sogni da realizzare….

A me è rimasta una nuova forza, a voi lascio le loro verità.

Rockit Siete nati a Napoli, all’Officina 99 nel 1991, dieci anni fa. Che ne pensi se facessimo un bilancio tra le cose positive e quelle negative, tra quelle fatte e no, tra la realtà che vi è passata accanto e quella vissuta in prima persona?

’O Zulù Sono stati dieci anni che hanno cambiato un po’ tutto. Io dieci anni fa mi ricordo la democrazia cristiana, il partito comunista, pochi centri sociali molto attaccati. Oggi c’è ne sono molti di più, alcuni sono meno attaccati, altri continuano ad esserlo come prima. E’ cambiato completamente l’assetto dei partiti che governano questo paese ma i problemi fondamentali non mi sembrano che siano cambiati… E’ cambiato molto l’aspetto delle regole del lavoro, qualche decina di anni fa c’erano un po’ più di garanzie, un po’ più di diritti, oggi ci sono le agenzie di lavoro interinale che sono la trovata del secolo! La soluzione per la classe padronale, per ovviare ai problemi che avevano con i vecchi contratti di lavoro che, almeno garantivano qualcosa agli operai ma che oggi, grazie appunto al lavoro interinale, possono aggirare completamente. Da questo punto di vista le cose sono cambiate certo in peggio. Dal nostro punto di vista quando abbiamo iniziato non avevamo spazi, non esistevamo proprio neanche come concezione nella musica, non esisteva un parte della musica italiana che fosse legata ai fenomeni sociali, che ne parlasse in qualche maniera. E’ venuta fuori negli anni ‘90 con il fenomeno delle Posse ma pochi testimoni ne sono rimasti ancora in piedi, noi siamo qui e da questo punto di vista è andata bene. Abbiamo aperto come dire una strada che magari qualcun’altro volendo potrebbe percorrere, certo non vediamo molti pretendenti a questo posto. E’ comunque un posto scomodo e nonostante quello che si dice in giro sul fatto che i 99 Posse speculano sulle lotte o cose del genere, questo non è vero! SULLE LOTTE NON SI SPECULA, CON LE LOTTE SI PIGLIANO MAZZATE, ANNI DI GALERA, E COMUNQUE NON SI VENDONO I DISCHI. Caratterizzare politicamente un disco è uno dei modi più sicuri per farlo rimanere un disco di nicchia. I dischi che superano le 200 mila copie sul mercato sono dischi che piacciono a tutti e non offendono nessuno; un disco dei 99 non potrà mai piacere a tutti, offenderà sempre qualcuno. Non ha proprio le caratteristiche! Abbiamo creato una specie di genere, oggi ci sono 30-40 mila persone che ogni volta che facciamo un disco se lo vanno a comprare a scatola chiusa. Poi ce ne sono tanti altri che comunque ascoltano quello che abbiamo da dire anche se non lo condividono in toto, sanno che siamo persone oneste e quindi scelgono di ascoltarci, magari poi dissentono oppure si convincono, o gli viene un dubbio, non lo so…
Il nostro ruolo alla fine è questo! Non è certo quello di cambiare la società, ne da soli ne con il nostro pubblico, è quello là di insinuare qualche dubbio nella testa di chi c’ha troppe certezze e di rafforzare qualche piccola certezza nella testa di chi ha tanti dubbi.

Kaya Pezz8 A me sembra un bilancio positivo. Dopo 10 anni ancora in giro a suonare… Dal punto di vista professionale, visto che questo ormai è diventato il nostro lavoro, siamo riusciti ad andare avanti senza sporcarci le mani, avendo rapporti con il mercato, come è necessario che sia, ma mantenendo grandi spazi di agibilità. Politicamente è stato un successo, abbiamo avuto tanti riscontri positivi. L’anno scorso quando c’è stata la carovana Zapatista 200 compagni italiani sono andati a portare il loro apporto alla carovana, i biglietti aerei erano stati pagati con iniziative e concerti nei centri sociali dei 99 Posse, questo mi riempie il cuore di gioia!

O quando abbiamo fatto un concerto all’Università di Salerno per comprare una Marimba, strumento tipico del sud America, da regalare ad un gruppo zapatista. Cioè sono quelle piccole soddisfazioni che ti fanno capire che sta andando bene, che stai ottenendo non dico quello che volevi ottenere, anche perché quello che veramente vorrei è che svariate persone tra cui Berlusconi andassero a lavorare in una fabbrica, 10 ore al giorno, con il problema della pensione… (risate). Dall’altra comunque non ci possiamo di certo lamentare.

Meg Prima di tutto sono molto onorata di far parte di questa festa di compleanno anche se io nel 1991 non c’ero ancora, mi sono aggregata nel 1995. Posso dire che tutte le cose fatte sono state tutte cose per me in più, mi ritengo molto fortuna di aver incontrato il gruppo. Sicuramente sono più le cose fatte che quelle non fatte. La valutazione è sicuramente positivissima, è raro vedere un gruppo dopo dieci anni ancora affiatato, forse ancora più di prima, musicalmente parlando, credo anche le ultime cose delle Posse siano di qualità migliori di quelle precedenti.

E’ una cosa rara, spesso si rischia di fossilizzarsi. La forza sta poi anche nel contrastare il mercato, le case discografiche, raggiungere l’obiettivo di far uscire sempre quelle che sono le nostre tematiche. Una prova è il contratto che abbiamo firmato con la BMG, è vero siamo passati da una indipendente ad una major, ma è anche vero che quella precedente è fallita e come indipendente non c’era nessun altro che ci potesse assorbire. L’unica alternativa era una major, ma con le dovute condizioni, siamo riusciti ad avere un contratto in cui noi abbiamo l’ultima parola su tutto e gli imponiamo un prezzo più basso degli altri. Questo è un altro punto di forza della storia dei 99 Posse.

Rockit Milano e Palermo, due realtà culturali e territoriali distinte, ma due esperienze simili. Mi riferisco alle due situazioni in cui vi hanno impedito di suonare nelle strutture comunali, concerti che poi voi avete comunque fatto all’esterno. Si può dire che da nord a sud i 99 Posse fanno paura?

’O Zulù I 99 Posse rompono le palle più che fanno paura e quindi utilizzano tutti i mezzi che hanno a disposizione per cercare di romperle a noi a loro volta. E’ un fatto di reciprocità, cioè quando c’è una guerra in corso si utilizzano i mezzi che si utilizzano in guerra! Noi facciamo una guerra semiotica per cui i mezzi con i quali la combattiamo non sono così evidenti come quelli di una guerra militare. Probabilmente se decidessimo di scendere in clandestinità e prendessimo le armi ci sparerebbero addosso, ma siccome parliamo e diciamo chiaramente tutta una serie di cose, loro tentano di impedirci di farlo. A volte ricattando i gestori dei locali che si comprano una data, altre volte impedendo all’amministrazione comunale di organizzare una data gratuita delle Posse in qualche città attraverso i baccani che fa l’opposizione oppure la stessa maggioranza. In una maniera o nell’altra tentano sempre di ostacolare il nostro percorso, però non tengono conto di un piccolo particolare: il nostro percorso non nasce dalle velleità di un gruppo di ragazzi che si sono avventurati nel mondo della musica, questo percorso nasce su solide basi di un percorso di lotta che non è solo nostro ma di migliaia di persone!

Finché ci saranno coloro che continuano in qualche maniera a sostenerci, noi abbiamo la certezza e continueremo ad andare avanti. Quando finirà il consenso allora saranno problemi.

Kaya Pezz8 E’ vero hanno provato a non farci suonare, però poi lo abbiamo sempre fatto. Abbiamo parecchi nemici sia nella destra, che cerchiamo sempre di sputtanare, che nella sinistra. Noi non abbiamo mai nascosto le nostre grandissime critiche nei confronti dei partiti di sinistra e in particolare i Ds che hanno consegnato il paese in mano alla destra . A prescindere che i risultati sono lampanti, io non capisco perché… cioè mi spiego, uno di destra dice: “vedo Berlusconi e Fini e vedo la loro splendida politica di destra, di conseguenza non posso non esserlo…”, giusto? Se io sono di sinistra e vado al governo e assegno i soldi alle scuole cattoliche quando le pubbliche vertono in condizioni disastrate, lascio i terremotati, dal nord al sud, ancora nei containers, come nelle Marche o a Napoli dove il terremoto c’è stato nel 1980… tutto questo è un po’ squallido, oppure vedere i Ds che quando c’era la guerra in Iraq facevano i cortei insieme a noi contro la guerra e poi…
Mi dispiace dirlo ma io speravo che la sinistra perdesse queste elezioni, forse è l’unico modo che hanno per fargli capire che stanno sbagliando su tutti i fronti. Purtroppo non mi sembra che sia così, mi sembra che continuano a comportarsi… cioè io mi domando perché dovrei votare uno che non è di destra ma si comporta come uno di destra? Voto direttamente uno di destra e vado meglio… SE IN ITALIA SI DEVONO DARE I SOLDI ALLE SCUOLE CATTOLICHE, ANDARE ALLA GUERRA, RIDURRE LE PENSIONI, MA LO FACCIANO QUELLI DI DESTRA CHE LO SANNO FARE MEGLIO!! Quando io vedevo le tribune politiche, vedevo Fassino, D’Alema, Rutelli che piangevano sul fatto che Berlusconi possiede tre tv e sei giornali, pensavo: “ma tu sei stato 5 anni al governo e non hai fatto niente per toglierle!!”
Era proprio così semplice…
Meg I 99 Posse sono tipi di persone che vogliono tutto quello che ci spetta, tutto quello che ci è dovuto e lo diciamo forte. Paura? Forse perché parliamo di argomenti scottanti, la globalizzazione, la politica fa paura, o forse dovrei dire che è la cultura a fare paura…
Io penso che ci sia un disegno da parte di chi sta al governo molto, molto subdolo, è un disegno oscuro nei confronti della cultura in generale. Più ignoranza c’è e più sei libero di controllare, meno interessi crei per libri, musica, arte e più persone riuscirai ad assoggettare. Non è causale che a scuola non si insegnino materie come la musica, l’arte, i punti di forza della formazione di un essere umano che creano sensibilità, che determinano le scelte tra ciò che è giusto e non.

Delle giunte comunali di destra non teniamo conto, già i Ds si spaventano, figurasi gli altri che sono agli antipodi con noi. Però una cosa di cui sono contenta è che in situazioni come quella di Palermo dove non ci davano l’autorizzazione a suonare, abbiamo incontrato un promoter che si è impuntato più di noi e il concerto lo abbiamo fatto gratis all’esterno del palazzetto! Lui c’ha rimesso i soldi, è venuto un bordello di gente e la cosa ha avuto una rilevanza sui giornali, se ne è parlato. Non sono molti, nel nostro cammino, i soggetti che la pensano come noi e che ci aiutano a portare avanti i nostri discorsi.

Rockit Dalle vostre liriche, i vostri contenuti, le vostre denuncie io mi sarei aspettata qualche dichiarazione in merito al fatto che l’Italia è scesa in guerra. Come mai non c’è stata?

’O Zulù Abbiamo fatto un pezzo “Amerika” che abbiamo inserito all’interno del disco che ha fatto molto discutere ancora prima che la guerra venisse dichiarata. Al di là di questo la nostra posizione, non mi pare che non si mai uscita, abbiamo fatto un po’ di conferenze stampa, un pò di televisione…

Rockit Nel sito non c’è niente…
’O Zulù Come non ci stà? Ma forse perché abbiamo dato per scontato che… mi ci stai facendo pensare adesso tu… noi alla guerra ci siamo da sempre dichiarati contro, non è con la guerra che si risolvono…. a Napoli c’è la camorra, è che facciamo? Bombardiamo Napoli? O bombardiamo l’Italia perché c’è la camorra e la mafia? Cioè, non lo so, l’Afghanistan ospitava i terroristi? E che cazzo significa? Bombardiamo l’Afghanistan? Non mi sembra una ragione.

L’Italia negli anni 70 era piena di terroristi neri e rossi e nessuno ha mai bombardato l’Italia… cioè è proprio una follia. Non ha niente a che vedere con la lotta al terrorismo, non ha niente a che vedere con i diritti degli uomini, non ha niente a che vedere con la libertà!

Se non l’abbiamo scritto, lo scriveremo al più presto.

Kaya Pezz8 Ma sai noi apparteniamo ad un’area politica che di dichiarazioni ne ha fatte, di cortei… E poi sinceramente la difficoltà è che la nostra voce sarebbe stata così fuori dal coro e poteva essere male interpretata… Purtroppo noi siamo arrivati ad un punto in cui la realtà è completamente trasformata, vedi quello che succede in Medio Oriente? Come si comporta Israele con i Palestinesi o come si comporta l’America in Afghanistan? Mi riallaccio a quello che diceva Luca, è un po’ come se il governo decidesse di vincere la camorra a Napoli e dicesse: “bene, quali sono i quartiere dov’è la camorra? Questi? Bene, lì i cittadini onesti ci devono dire chi sono i camorristi, così li arrestiamo. Se non c’è lo dicono entro due settimane noi bombardiamo e distruggiamo il quartiere…” Questo secondo te è un metodo per vincere la camorra? O è un modo per dimostrare violenza e forza e, alla fine, far crescere il potere della camorra? Perché se vivevo in quel quartiere e non ero camorrista certamente poi lo sarei diventato!!

Un terrorista è un pezzo di merda e mette le bombe, un Governo no, un Governo rappresenta la ragione, la giustizia, non può fare certe cose! Non si può nascondere che sono 28 anni che Israele non rispetta delle risoluzioni Onu, le stesse che hanno fatto bombardare prima l’Irak e poi la Serbia. Se io da occidentale posso essere nauseato da questa cosa per un fatto culturale, ideologico, pensa se fossi un arabo e pensassi che la c’è mio fratello che muore … le cose sono un po’ diverse! Tutto questo prima o poi, tutto ciò che stiamo avvallando, si ritorcerà contro di noi! L’undici settembre è stato l’inizio, la lampadina d’allarme che ci dovrebbe far capire che forse l’Occidente sta un po’ esagerando nei confronti del terzo mondo. Che poi Bin Ladden sia un pezzo di merda, non si discute, ma ci deve comunque essere un malcontento generale, avere così tante persone che si uccidono volontariamente… Dovremmo capire che a forza di prendere a calci in culo qualcuno, questo prima poi si incazza….”.

Certo è, che dopo un pezzo come Amerika, mi aspetto sempre che un aereo mi bombardi prima o poi il palazzo…
Meg ….Comunque è come se lo dicessimo in ogni nostra canzone. Penso che la gente lo sappia quello che pensiamo sulla guerra e su Berlusconi. Non abbiamo fatto nessun comunicato stampa per nessun motivo particolare, però ogni volta che c’è la possibilità diciamo sempre che la guerra è un business. Con America avevamo fatto un comunicato, oggi ci stanno di mezzo gli avvocati… Giuliano Ferrara, nella sua trasmissione, ci accusò di essere dei filo-terroristi facendo ascoltare il pezzo. Noi abbiamo dichiarato che siamo sia antiamericani che contro Bin Ladden, contro la destra in generale, contro qualsiasi forma di violenza che limiti la vita degli altri esseri umani… Non vedo come potremmo essere filo-terrorristi! Tra l’altro Bin Ladden non è altro che l’ennesimo miliardario che gioca con il potere e i soldi, Berlusconi è l’ennesimo miliardario che si allea con altri miliardari…

Rockit Voliamo in Messico. Che sensazione vi ha lasciato incontrare il subcomandante Marcos?

’O Zulù Ma è stato un incontro più che con Marcos con una realtà che è quella che il sub comandante rappresenta. E’ quella degli indigeni messicani, una realtà veramente toccante. Uomini e donne con una cultura antichissima, con una sensibilità e una profondità umana difficilmente reperibili in Occidente, generosissimi nonostante la loro totale ed estrema povertà. Vedere quella realtà a me ha cambiato la vita, vedere anche tutta la loro determinazione, la loro forza nonostante il fatto che non hanno niente! Tornare poi in Italia e veder gli sguardi titubanti di qualche parlamentare che già vive con 10 milioni al mese e fa lo sguardo così perché pensa : “cazzo però con questa scelta l’anno prossimo potrei prendere milioni in meno perché non sono più deputato e passo all’opposizione”; è triste…
Vedi gente che non ha acqua potabile, che gli offrono per dieci mila pesos il pannello solare sulla capanna, una tessera di partito e loro non se la prendono perché vogliono stare con Marcos, perché credono che quella là è la strada per la risoluzione dei loro problemi. Questo a me insegna tante cose e ci tengo sempre a sottolineare che non sono andato là per dare una mano, sono andato là per prendere, per capire cos’è che li anima, come fanno ad essere così avanti nonostante siano così indietro da tanti altri punti di vista.

Kaya Pezz8 A Marcos gli abbiamo stretto la mano, ma era un caos! La sensazione è stata la più bella della mia vita. Andare in un luogo con una cultura completamente diversa dalla nostra e comunque il Messico è proprio un altro pianeta rispetto all’Europa! Per dirti che nelle comunità zapatiste se c’è uno che si ammala e non può andare ad arare la terra, e quindi in teoria non può mangiare, tutti si tolgono qualcosa per dargli da mangiare e per guarirlo! E’ un posto dove non esistono prigioni, piccole realtà certo, ma è una cosa molta bella vedere che in un paese dove non c’è ne acqua, ne luce, ne gas, il fiume è la loro vita! Si cucina con l’acqua del fiume, si beve e ci si lava, si lavano gli animali e si lavano i panni. Ho chiesto ad un ragazzo di otto anni se era zapatista, lui mi ha guardato e mi ha detto: “guarda, non la vedi la mia maglietta? Sono povero, devo essere per forza zapatista…”
Vedi la fame scavata sui volti della gente, ho scoperto ossa di animali, di cani, che io non conoscevo… quando siamo arrivati gli abbiamo portato un turbina, loro hanno ucciso tre polli, considera che non si ammazzava un pollo da tre mesi. Nella mia zuppa c’era un pigmento di pollo… ma è stata la zuppa più buona che io abbia mai mangiato! Capisci molte cose e ti schifi poi della grettezza dell’italiano medio tutto preoccupato per un graffio sulla macchina… veramente mi sono schifato anche un po’ io e ho cercato di cambiare qualcosa.

Credo che questi tipi di viaggi li dovremmo fare un po’ tutti, dovrebbero far parte di un percorso scolastico…

Rockit Parliamo di musica? Dopo dieci anni si può finalmente dire che ormai non siete più i figli, fratelli, o quant’altro degli Almamegretta e camminate per conto vostro?

’O Zulù Non ci hanno mai detto che eravamo ne figli, ne fratelli degli Almamegretta. Ci accumunavano spesso in un calderone di gruppi militanti dal quale gli Almamgretta stessi non ci tenevano ad appartenere anche perché non facevano parte del filone politico delle Posse. Questi gruppi anche se hanno mosso i primi passi insieme a noi all’interno del centro sociale Officina 99, erano comunque esperienze diverse. Due esperienze culturali differenti, la nostra prima di tutto è un’esperienza politica. Siamo molto amici, abbiamo fatto anche delle cose insieme, abbiamo fatto un disco che è uscito al Leoncavallo, in una tournèe insieme anche ai Bisca, abbiamo fatto un pezzo che si chiama “Pecché” nel disco “Non c’è tempo” con il tastierista degli Alma; il loro dub master ci ha fatto un paio di remix dell’ultimo disco. Abbiamo ottimi rapporti, ci frequentiamo, io sono stato al matrimonio del cantante, cioè siamo amici, a me piace quello che loro fanno e penso che a loro piaccia quello che facciamo noi, però non abbiamo altri tipi di rapporti o parentele.

All’inizio Raiz era uno dei 99, scrisse delle cose che poi mettemmo insieme ed è diventato un parte del testo di Childreen of Babilon che stava sul testo “Tuttaposto”, non siamo mai stai nemici… è proprio un fatto che a Napoli si cresce insieme, e quindi….

Kaya Pezz8 Abbiamo abitato nella stessa casa per anni, mi considero un fratello. Quando loro hanno fatto il salto europeo con Sanacore, con una grande produzione, noi stavamo ad un livello produttivo più basso, però, lo dico con grande onestà, non penso che gli Alma sono più bravi di noi o viceversa. Non mi sento proprio in competizione, ci andavo a scuola, siamo amici, fratelli, anzi ho sempre pensato che il mio successo aprisse la strada a loro e viceversa. Abbiamo viaggiato a velocità diverse e comunque sono contento che qualcuno lo pensasse. E’ sempre una bella cosa essere più degli altri o comunque sapere che ci considerano cresciuti.

Meg Secondo me anche all’inizio quando le Posse e gli Alma facevano parecchie cose assieme e, io all’epoca li andavo a vedere nei concerti, ciò che mi colpiva è che comunque erano due realtà completamente distinte e definite.

Anche se in alcune situazioni ci diamo una mano, ci aiutiamo, li ho sempre visti come due personalità completamente diverse. Ci sono stati anche giri di parentela, fidanzate, si conoscono proprio da una vita e loro sono state tra le poche persone che a Napoli hanno fatto politica nei centri sociali.

Sono le modalità che sono diverse, i Posse sono stati sempre diretti, espliciti, concreti nei testi, gli Alma affrontano le tematiche da un’altra angolazione, sono meno espliciti, danno più risonanza all’espressione musicale. E’ importante che ci siano realtà possibili ma non uguali, altrimenti non funzionerebbero neanche, no? Gli Alma poi hanno iniziato con un precorso musicale più definito delle Posse, facevano solo dub, invece noi abbiamo sempre mischiato generi, stili facendoli propri. Oggi invece hanno cominciato a fare ciò che noi facevamo all’inizio cioè a sperimentare nuove forme, nuovi stili.

Rockit La bella e caotica Napoli, quanto trovi che sia cambiata in questi dieci anni?

’O Zulù Cambia sempre, cambia tutto, cambiano tutte le città, cambia pure Napoli. Se sia cambiata in meglio o in peggio non te lo so dire. Ci sono dei servizi in più, se uno considera la vivibilità di una città dal punto di vista dei suoi mezzi, della raggiungibilità dei posti, del costo medio della vita, Napoli è una città a metà fra il posto più vivibile d’Italia e quello più invivibile, è piena di contraddizioni. Parliamo della qualità di quello che si beve e si mangia? E’ elevatissima, il costo è bassissimo rispetto alla qualità, però se poi ci metti che per arrivare da un punto ad un altro della città potresti impiegarci anche quattro ore e che in queste quattro ore ti può capitare di essere scippato, torturato, sparato o quant’altro. Nemmeno più dalla camorra ma da quelle che sono schegge impazzite di quello che un tempo erano le famiglie che comandavano Napoli e che oggi stanno quasi tutte in galera. Famiglie che hanno lasciato tutti questi duri in giro, fatti a cocaina di pessimo livello che sfogano la loro violenza come possono a volte motivandola a furti e rapine, altre come pura prevaricazione!! E’ la capitale della disoccupazione ma contemporaneamente è una città meravigliosa, specialmente il rapporto che tu puoi instaurare con la gente. Tu scendi per strada e ti senti solo? Incontri uno e ti metti a parlare, magari ci passi due ore insieme… questa è una cosa che succede solo là, contemporaneamente è la capitale della disoccupazione, una città dove difficilmente un giovane, a meno che non abbia molta, molta capacità imprenditoriale e fantasia, aspiri ad un posto diverso da quello statale. Come tutte le città del mondo penso che sia da cambiare e da salvaguardare perché tra tutte è la più preziosa dal punto di vista artistico, culturale. Il modo di fare dei napoletani è secondo me una delle caratteristiche che dovrebbero essere salvaguardate in Italia. E’ un modo di fare che adotterei come modello culturale, cioè vorrei che fosse il modo di fare di tutti gli italiani. Napoli è sempre stata un porto ed è sempre stata abituata a confrontarsi con la diversità, anche uno come me in giro nei quartieri più proletari, si, ti rompono i coioni però lo fanno bonariamente, mossi più dalla curiosità che dal fatto di volerti escludere da qualcosa…

Rockit Quali progetti hanno i 99 Posse per il futuro? ‘O Zulù so che hai scritto un libro?

’O Zulù Si, a febbraio uscirà il mio libro sulla Marcia Zapatista. E’ un racconto dell’esperienza all’interno della marcia e del movimento no global. Per il resto non lo so, per il momento ci fermiamo un pò come 99 Posse, ci prendiamo un po’ di tempo per staccare un attimo. Sai tourneè- disco, tourneè-disco per dieci anni, adesso vogliamo fare tourneè-riposo e quando ci viene voglia disco. In questo contempo potrebbero nascere progetti solisti, potrebbero nascere altre cose, potrei andare a fare un viaggio e tornare con quattro dischi pronti… boh che ne so… ho bisogno soltanto di un po’ di riposo.

Kaya Pezz8 Ci prendiamo un anno sabbatico! I 99 Posse sono una cosa molto impegnativa politicamente, artisticamente, abbiamo sempre spiazzato la gente con progetti diversi, io e Meg abbiamo fatto la colonna sonora di uno spettacolo teatrale, Luca con il libro… Dobbiamo riprendere un po’ di ossigeno, trovare nuovi metodi per spiazzare la gente con altri lavori… è anche una legge del mercato, anche se non ci interessa proprio! Sentiamo l’esigenza di fare altre cose, dopo 10 anni ci prendiamo una vacanza mentale come 99 Posse e faremo altre cose così quando ci incontreremo di nuovo saremo: oooohh….

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