Edda - Cantiere edile di Via Rizzoli, Milano, 23-09-2009 Intervista

19/10/2009 di

Lo raggiungiamo in cantiere. Con tranquillità riesce parlare dei Nagasadi, che in India vanno in giro nudi, oppure di anime reincarnate, del suo brutto rapporto con il sesso o di come usava la musica quando era in comunità. E poi scherza, dice che le maggior parte delle canzoni contenute in questo suo primo disco solista, Semper Biot, le ha rubate in giro, dalla Carrà a Bob Dylan. Elisa Orlandotti gli dà corda, lo stuzzica ogni tanto e prende appunti. L'intervista a Stefano 'Edda' Rampoldi.



Che effetto fa rispondere ai giornalisti 12 anni dopo?
E' uguale, le domande sono sempre le stesse (ride, NdA)! No va bhe, scherzo. Adesso c'è un giro di quesiti differenti: ai tempi non mi chiedevano "dove sei stato", "cosa è successo" e "perchè"!

E' piacevole; ti senti importante anche se non lo sei. Non mi dà fastidio, anzi mi lusinga. Se a qualcuno interessa il tuo lavoro e ti fa delle domande è piacevole, vuol dire che è rimasto colpito.

Com'è nato "Sempre biot"? Com'è cambiato il modo di registrare in questi 12 anni?
Abbiamo messo dei pezzi su Youtube; io, a dire il vero, non sapevo nemmeno che esistesse questo sito, a pubblicarli è stato Andrea Rabuffetti, che lavora con me e che, essendo di un'altra generazione, lo conosceva. Ci ha contattato l'etichetta dopo aver visto i video e, così, abbiamo inciso questo disco, chiusi in uno studio con un produttore; le tecnologie rispetto a quando stavo con i Ritmo Tribale sono più avanzate.

La musica con i nuovi sistemi sta diventando molto democratica; ora se uno ha una buona scheda audio e sa usare il computer, è fatta. Ho sentito prodotti nati in studio e prodotti creati in casa, il risultato si equivale abbastanza al mio orecchio, che non è di un profano ma nemmeno di uno specialista. Trovo ottimo che la gente usi questi nuovi mezzi, è chiaro che devi saperli manovrare e avere idee; su Youtube vedo un sacco di robe carine.

Quindi fino a poco tempo fa non conoscevi Youtube, ma ormai ti sei appassionato.
Sì, è magnifico! Youtube rende accessibile quello che prima era impensabile. Ho trovato anche un filmato in bianco e nero di una Joni Mitchell ancora ragazzina su una tv americana che canta una cosa country. Mi sono stupito di come suonasse bene la chitarra, avrà avuto 17 o 18 anni...

Questi strumenti permettono una grande democratizzazione delle risorse, quello che prima era un privilegio, ora è alla portata di tutti.

Ma come mai sono stati tolti i video che hanno portato la vostra discografica a contattarvi?
E' una bella domanda. Non lo so, nel senso che è stata una decisione della Niegazowana, la nostra etichetta. Io così indipendente non sono. E' una scelta di mercato che hanno preso loro. Adesso che è uscito il cd hanno voluto togliere i video; nel contratto che ho firmato questo loro lo possono fare e io dovrei dirgli che non li appoggio. Per me era compatibile pubblicare entrambi anche perchè l'album non c'entra niente con i filmati, ha un'altra atmosfera.

Su Sky citando il titolo "Sempre biot" hanno parlato di invito al "nudismo". Spiegaci un po' questa tua "filosofia nudista".
Se parli di persone nude adesso, come associazione di pensiero, mi vengono in mente i Nagasadi, che noi chiameremmo santoni: "sadi" vuol dire persona santa e sono devoti di Shiva; in India vanno in giro nudi, completamente nudi, ma con i dreadlock! Nessuno dice loro niente.

La nudità, io però, la intendo come purezza e come valore, purezza e valore che ritrovo nella vita come nei suoni: avrei potuto far suonare il disco da altri musicisti più preparati, farlo arrangiare in modo più pesante di quanto abbia fatto Taketo (Gohara, arrangiatore, produttore e tecnico delle Officine Meccaniche, lo studio dove è stato registrato il disco, NdR), ma sarebbe diventato altro. Io voglio fare le cose come le so fare, poi se piacciono bene.

Ho bisogno di essere basic, perchè tutte le sovrastrutture mi danno fastidio, a qualsiasi livello. Si può parlare di musica, ma anche di cibo, di vestiti o di società, ma tutte le strutture in più non le sento mie. Man mano che cresco, cresce in me anche la confusione; mi sarei aspettato che maturando avrei avuto convinzioni salde o avrei compreso maggiormente questo mondo, invece vedo che questo buco di complessità si allarga sempre di più. Non mi corrisponde quasi nulla in questa realtà e quindi faccio le cose per quello che sono, cercando di essere il più trasparente possibile e senza mascherarmi dietro a ciò che non mi appartiene.

In "Semper biot" ho voluto pochi strumenti e arrangiati in modo minimale; per ascoltarlo bene bisogna alzare il volume.

Secondo me, però, è un lavoro molto carico.
Sì! E' che c'è dentro tanta roba. Ho messo dentro tutto quello che ho, e non è poco. Io fondamentalmente sono un cantante, il mio strumento è la voce, che qui è in primo piano; la gente è abituata ad avere dietro muri di suono, ma io non li ho voluti.

Bisogna ascoltare questo disco ad alto volume, per esempio in macchina: sarebbe come se ci fossi anch'io nell'abitacolo; se lo metti nel lettore con questa attitudine è un bel cd, se lo tieni in sottofondo mentre fai altro, non arriva e non capisci; sarebbe come cercare di fare un panino senza tagliare il pane. E' un album che richiede un certo impegno perchè è davvero intenso.

Sai che me lo sto riascoltando moltissimo?

Strano, di solito tutti odiano riascoltarsi dopo un'incisione.
Massì, erano un due tre mesi che non lo sentivo e ho bisogno di risentirlo per capire davvero cosa ho fatto.

Tu sei passato dal muro di suono proprio del rock al tipo di nudità strumentale ed esistenziale che ci hai descritto; com'è avvenuta questa scelta?
Ho sempre portato ai Ritmo Tribale i pezzi composti come quelli di "Semper biot", cioè con chitarra e voce; poi gli altri musicisti si occupavano degli arrangiamenti, montavano e smontavano. Questo processo l'ho sempre vissuto un po' come una violenza.

Sarà anche il fatto, poi, che ora lavoro nei cantieri, che sono posti molto rumorosi; vieni fuori che hai una testa così; non sopporto più il frastuono.

E com'è andata con la musica in tutti questi anni lontano dai palchi? Ho letto tue dichiarazioni in cui sostenevi che ti aiuta a stare bene... ma durante il tuo percorso in comunità ti è stato concesso di viverla?
Sì sì, confermo che mi aiuta a stare bene! In comunità tentano subito di darti degli stimoli e la musica è tra questi. Quando ho lasciato i Ritmo Tribale ho mollato tutto, ho fatto il drogato e per sei anni non ho più sentito nulla, mentre prima compravo dischi, ascoltavo canzoni tutti i giorni e suonavo, era il mio lavoro.

Se faccio una cosa cerco di comprendere perchè la faccio, prima di tutto; così ho capito che la musica dà delle sensazioni; tutto, mi obietterai, dà delle sensazioni: anche tu dai delle sensazioni; abbiamo bisogno di emozionarci e di vivere anche di sentimenti. Non basta procurare cibo e lavorare, l'uomo ha vari livelli: va bene mangiare, ma c'è anche qualcos'altro dentro che chiede di essere nutrito oltre allo stomaco. La musica, a differenza di altro, è un alimento abbastanza importante. Poi, per carità, c'è musica e musica e il grande problema di oggi è che non so quanto le persone abbiano qualcosa da dire o producano pezzi perchè sono veramente coinvolte artisticamente.

La musica crea questo: ascolti un brano ed è come una droga, è come farsi uno spinello, l'eroina... ti dà una grande sensazione. Ci sono persone a cui piace sentire cose banali, io su quello non dò giudizio, ma in fondo il principio è sempre l'essere emozionato da vibrazioni, poi ci sono vibrazioni di prima categoria e di ultima categoria.

Suono perchè mangiare non mi basta; la musica è una cosa in più che devi dare alla tua persona, stando attento che, se diventa un lavoro, rischia di non aver più la funzione di prima e di non riempirti più l'anima.

Continuando a parlare di cose piacevoli: il sesso è abbastanza presente nei testi e nelle improvvisazioni sul palco.
Sì, ma è una provocazione la mia. Io ho un brutto rapporto con il sesso.

Brutto?
Bruttissimo.

Ma lo trovo così libero...
Sì è libero, ma io il sesso fino ad ora non l'ho mai vissuto bene. E' iniziato male con una molestia sessuale da ragazzino, avevo 12 anni; come partenza non mi sembra molto esaltante.

No, però devo dire che purtroppo è un problema diffuso.
E' diffusissimo, infatti ne parlo e non voglio fare la mosca bianca.

Mi piace fare sesso, mi prende, ma appena finito cado in una situazione di rigurgito e devo spegnere, pulirmi e scomparire; in questo modo non soffrirei. Invece vivo situazioni di grosso disagio, imbarazzo... devo andarmene via.

Parlo del sesso in maniera provocatoria perchè ho tutti questi problemi; anche se so che il sesso è un'energia, non sono mai riuscito a usarla bene e a farmi usare bene da lei. E' una cosa che mi ha fatto sempre deragliare. Questa mia reazione fisiologica l'ho sempre provata; è un grande incubo.

Ne parlo per esorcismo; potrei anche tacerla, ma allora di cosa scriverei? E' una sensazione molto viscerale e ci sta nei miei testi, dove butto fuori quello che sento senza neanche ragionarci.

Come mai le liriche sono scritte in parte al maschile ed in parte al femminile?
Perchè l'anima è femmina. Io ho avuto un corpo di uomo, ma, dopo la morte, prenderò un'altra sembianza, di donna o di animale. L'anima è e resta femmina; io mi esprimo con questa... e poi mi piace scrivere al femminile!

Se devi pensare a qualche episodio legato alla registrazione del disco alle Officine meccaniche qual è il primo che ti viene in mente?
Il giorno in cui siamo arrivati a registrare c'erano sia l'Autostrada sia Milano bloccate dalla neve! Siamo arrivati in macchina con le catene montate; pensavo che dovevo trovare la forza di registrare questo disco, anche se tutto mi sembrava contro e il meteo non mi aiutava. Ero molto preoccupato: sarebbe stato brutto fare un lavoro nel quale non sentirmi riconosciuto e il freddo, il buio e Milano paralizzata erano presagi negativi. Poi invece è andato tutto bene.

Quindi, poi, ti sei trovato a tuo agio...
Manc po cazz! E' diverso cantare con un'amplificazione o con un microfono e delle cuffie! Dal vivo mi esprimo diversamente, sono più aggressivo, potente ed espressivo; quando sono in studio mi viene sempre una mezza cosa che mi trattiene… è un altro approccio.

La mia fotografia reale è in concerto, poi durante la registrazione magari vengono fuori altre sfumature eh, ma comunque non sono molto a mio agio.

Tu hai infilato nei testi varie citazioni, più o meno nascoste; ci hai già rivelato quella di Isabella Santacroce e Raffaella Carrà. Ce ne sono altre?
Vediamo… in "Innamorato" c'è "Furore" della Carrà nel pezzo in cui canto "daghe sù daghema trà/daghe reta un cicinin"; "Milano" è il pezzo di Memo Remigi "Innamorati a Milano", una canzone che ha molta atmosfera per me. Fammi pensare altre cose... (gli porgo il libretto del cd da sfogliare per fargli venire in mente altri esempi, NdA)

"Scamarcio"? Com'è nato questo titolo?
Eh da lui. Dicono che è un bel attore e un bel uomo e io gli ho portato via il nome (ride, NdA)!

Ah "Yogini"; l'arpeggio iniziale è uguale all'incipit di "Dust In The Wind" dei Kansas… una foto più brutta non potavano farmela (è arrivato al centro del booklet, NdA)!

Qui un po' assomigli a Mussolini...
A Mussolini! Oh! Me lo stai dicendo tu o l'hai sentito da me?

No, no! Te lo sto dicendo io.
Io continuo a sostenerlo! Ho il cranio come Mussolini! Ma veramente! Ma mi hanno fatto una foto che sembro Mussolini e poi vogliono vendere il disco! Ma non potevano truccarla col computer? Ma davvero! Sembro Mussolini, ho il cranio di Mussolini! Scrivilo: "peccato per la foto mussoliniana!"

Ma canti quando sei sui ponteggi?
Ma va, non ho nemmeno il tempo di respirare! Stamattina sono uscito di casa gasato e poi dopo mezz'ora ero già stanco; è talmente faticoso.

"Per semper biot" (è arrivato alla fine del libretto, NdA) è la canzone di Bob Dylan "Forever Young". E' uguale! L'ho copiata!

Commenti (3)

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  • Joseph Colato 19/10/2009 ore 22:54 @josephcolato

    Bellissima intervista, Edda sempre onesto, sorprendente e sincero!
    :]

  • Point Break 22/10/2009 ore 11:15 @pointbreakrock

    Il segreto del successo di Edda? La sincerità, sempre e comunque, a qualsiasi costo.

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