Cesare Basile - Catania, telefonica, 18-07-2001 Intervista

22/07/2001 di Roberta Accettulli

Sono un pò imbarazzata ad intervistare Cesare Basile, di cui, lo ammetto, sono grande fan ed anche amica. "Ma cosa cazzo devi chiedermi? Sai già tutto!". Effettivamente è vero: ho seguito a distanza la gestazione del nuovo album, Closet Meraviglia, che uscirà ad ottobre, ed il singolo appena uscito gira nel mio lettore da quando era ancora un CD masterizzato... Alla fine, però, mi faccio coraggio ed iniziamo la nostra chiacchierata telefonica. In sottofondo, Cesare ascolta i Volwo.



Rockit: Iniziamo a parlare del singolo, dai... Ma devo farti anche la domanda?

CESARE: Iniziamo a parlare del singolo...

Rockit: ...che è uscito da un paio di settimane...

CESARE: Il singolo è uscito da un paio di settimane, contiene 4 brani...

Rockit: Ma ti stai leggendo la cartella stampa?

CESARE: No, no... Ci sono questi due brani, Nostra signora dei coltelli e Baci di Frisia che saranno anche nell'album, poi c'è Fra il tuo corpo e la cena che è prodotto da Manuel (Agnelli - ndi), che sarà anche nell'album ma non in questa versione. Nel senso che nell'album c'è la versione originale, prodotta da me e Hugo Race, e poi Manuel ha fatto questa specie di radio edit, non remixato ma risuonato totalmente, per cui esce come inedito nel singolo. E poi c'è questa bellissima cover di Black eye dog (pezzo di Nick Drake - ndi), che è una traccia che avevo registato tanti anni fa, ma che era soltanto chitarra acustica e voce, e visto che c'era l'opportunità di usarla, visto che ci voleva un altro pezzo inedito per il singolo, l'ho ripresa, ci ho suonato sopra altre cose, ci ha suonato sopra altre cose Lorenzo Corti e l'abbiamo utilizzata. Bellina bellina.

Rockit: Abbiamo sentito! L'album è co-prodotto da te e Hugo Race. Come sei venuto in contatto con questa realtà completamente diversa, fino ad un certo punto perchè so che ormai ha messo radici giù a Catania...

CESARE: Io credo che tutto sia dovuto alle donne catanesi, che a quanto sembra sono molto belle, fanno, danno e distruggono cuori in giro per il mondo... (ridiamo - ndi) Hugo lo conoscevo da quando stavo a Berlino, poi per ironia della sorte è capitato a Catania tanto tempo fa, ha conosciuto Marta (Collica, ex Micevice, ora nei Sepiatone con Hugo Race - ndi), che suonava ai tempi con me, e si sono fidanzati bellini bellini anche loro, e quindi quando ho cominciato a pensare a questo disco, forse perchè avevo anche voglia di fare delle cose decisamente diverse da quelle che c'erano in Stereoscope, avendo a disposizione sia Hugo che era qui per un lungo periodo di tempo e John Bonnair (il tastierista dei Dead Can Dance - ndi) che anche lui vive a Catania ed è felicemente fidanzato con una catanese, ho detto "Coinvolgiamo questi due personaggi, che tra l'altro sono l'uno l'opposto dell'altro, insieme a me che sono l'opposto di entrambi messi insieme, e vediamo quello che viene fuori". Un pò come tutte le cazzate che faccio io, abbastanza prive di progetto realmente, anche se poi secondo me alla fine c'era, magari sotterraneo, non lo conoscevo neanche io...

Rockit: Ed è uscito fuori questo disco...

CESARE: Ed è uscito fuori questo disco!

Rockit: Quando ci siamo conosciuti un paio di anni fa, mi avevi detto che avevi appena strappato il contratto con la tua discografica, ed eri felicissimo. Non capita a tutti di farlo! Cosa è successo?

CESARE: Ma fondamentalmente è successa una delle cose più brutte della mia vita, quella di avere a che fare con un pachiderma che era alla fine dei suoi giorni (la Polygram - ndi), per cui ho vissuto nell'agonia di questa multinazionale che passava ad un'altra multinazionale (la Universal - ndi). E ovviamente in tutti questi passaggi di cariche e di proprietà le cose travolgono le altre cose. Ed allora a quel punto, siccome pensavo di averla presa nel culo già abbastanza, ho detto "Aspetta, prima di farmi dare la botticella finale vedo di tirarmi indietro da tutte queste cose", il contratto mi permetteva di farlo e gli ho mandato una lettera in cui gli dicevo che non avrei fatto più niente con loro, e questo è tutto... Non è stato un gesto di eroismo alla fine, ho cercato solo di salvarmi il culo...

Rockit: I tuoi dischi sono diversi l'uno dall'altro. La pelle è diverso da Stereoscope, che è diverso da Closet Meraviglia. Sei un'artista in continua evoluzione, ti piace sperimentare?

CESARE: Io credo che alla fine scriva le stesse canzoni. Forse l'unica differenza è che uso probabilmente vestiti diversi, accessori diversi. Credo che il corpo alla fine sia lo stesso. A volte un pò più ingrassato, a volte un pò più snello, a volte un pò più intossicato, però sempre quello è... Credo che la differenza fondamentalmente stia negli accessori con cui le rivesto le canzoni...

Rockit: Per le registrazioni ti sei avvalso della collaborazione di diversi amici, per citarne alcuni appunto Hugo Race, Manuel Agnelli, Lorenzo Corti (chitarrista di Puertorico, Cristina Donà, Delta V - ndi). In ogni disco gli amici quasi ti rendono tributo...

CESARE: ...forse partecipano perchè non ne possono più (ridiamo - ndi)... No, più che altro sono io che mi diverto molto a fare queste cose qua. Fondamentalmente registrare un disco mi deve divertire, ed io mi diverto quando suono insieme a tante persone, al di là dei ragazzi che suonano da sempre con me - che sono la formazione base di questo progetto Cesare Basile che è nominalmente solista, anche se poi comunque loro sono i fedelissimi - mi piace sempre averci dentro persone... Per me è come sedermi a cena, se mangio da solo sto male, devo essere proprio depresso per andarmene a mangiare da solo. Invece a tavola bisogna essere in tanti.

Rockit: Ti si vede difficilmente in giro dal vivo. Qualcuno ha avuto la fortuna di vederti durante il tour degli Afterhours, hai fatto un pò di date con loro. Io sinceramente ero un pò titubante rispetto a questa accoppiata strana, in realtà è andata più che bene. Cosa hai raccolto da questa esperienza, con un pubblico tendenzialmente diverso dal tuo?

CESARE: Ma questa era un pò la paura che avevo anche io all'inizio, il fatto di andare a proporre le mie cose, soprattutto quelle dell'album nuovo, che non sono proprio così immediate, ad un pubblico forse abituato ad un altro tipo di irruenza, soprattutto dal vivo. Però devo dire che sin dalla prima data al Leoncavallo questa cosa è stata abbastanza chiara, non c'era nessun problema, era semplicissimo comunicare e farsi "accettare" da quello che era il pubblico degli After. Tra l'altro questo conferma quello che io ho sempre pensato: se vuoi convincere le persone devi suonare dal vivo. Se non ti fai vedere dal vivo e se non se là, sei là e gli devi dire "Ok, questa è a storia, questo è quello che faccio", al di là del disco che hai registrato. Credo che l'unica maniera per acquisire credibilità è farsi comunque stimare dal pubblico.

Rockit: Ci sono in vista progetti per il live?

CESARE: Sì, spero proprio di sì. Nel senso che al momento come sai non abbiamo un'agenzia, anzi, chi leggerà l'intervista se è interessato... (ridiamo - ndi) Però la stiamo cercando, ci stiamo muovendo sia noi che la ExtraLabels, che è la casa discografica che distribuisce il disco, che uscirà ad ottobre, per cui credo che in autunno saremo in giro a suonare... Sfiga permettendo...

Rockit: Voglio chiederti di parlare di Closet Meraviglia senza che io ti faccia alcuna domanda. Cosa significa davvero per te questo disco?

CESARE: Io penso di averlo capito dopo cos'è per me questo disco... Ho cominciato a farlo solamente con questa voglia di provare appunto vestiti nuovi. Alla fine mi sono reso conto che probabilmente ho fatto qualcosa in più rispetto a quello che mi ero prefisso. Io credo che probabilmente sia il disco più intenso che io abbia fatto. E quello che scende un pò più a fondo nella mia confusione totale e nelle mie titubanze rispetto alla vita. Fondamentalmente è come una specie di carpetta con ritagli pornografici messi tutti quanti insieme, che un pò anche il significato del titolo dell'album, Closet Meraviglia. Meraviglia, dici "Ma perchè meraviglia?". Perchè in carcere "meraviglia" è questa carpettina di cartone dove i carcerati raccolgono disegni osceni, foto porno, e la usano come merce di scambio. Ecco, questa è la mia merce di scambio per il nuovo millennio... Ritagli pornografici! (ridiamo - ndi)

Rockit: Oltre che musicista sei anche uno scrittore...

CESARE: Ci provo, mi sto allenando...

Rockit: Le tue canzoni nascono prima dal testo che scrivi, o è esattamente il processo contrario?

CESARE: Normalmente scrivo sulla melodia. A volte è capitato di riadattare delle cose che avevo scritto pensandole non come canzoni, ma come semplice racconto o poesia, per cui poi le ho usate e le adattate a linee melodiche che venivano fuori. Però fondamentalmente scrivo sulla melodia.

Rockit: Quanto c'è di autobiografico in quello che scrivi? I tuoi testi raccontano qualcosa di te?

CESARE: Provano a raccontare qualcosa di me... (ridiamo - ndi)

Rockit: Pensi di riuscirci?

CESARE: Quando finisco la canzone dico di sì. Quando leggo il testo dico "Minchia, stavolta ce l'ho fatta!". Poi però fortunatamente mi dico che non ci sono riuscito come volevo, per cui ci riprovo.

Rockit: Qualcosa da dichiarare?

CESARE: Come ha detto Henry Miller alla dogana una volta in aeroporto, dopo che gli hanno chiesto se avesse nulla da dichiarare ha detto "Sì, dichiaro di essere un traditore della razza umana".

Rockit: Ah!

CESARE: Questa la puoi scrivere, faccio mia questa dichiarazione!

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